Il trans Efe Bal ancora all’attacco: «A tanti leghisti ho concesso sconti e ho conservato sms compromettenti»

Fonte Quotidiano Libero di Matteo Pandini Fermi tutti. Efe Bal, la trans che per campare si prostituisce e che ha stracciato la tessera del Carroccio, chiarisce che nel cellulare conserva i «messaggi promettenti (compromettenti, ndr) di certi leghisti» perché ha «concesso momenti di relax a tanti di loro con lo sconto». Non vuole ricattare o prendersela con Matteo Salvini: «È sempre stato un amico». Per di più, anche volendo, conferma che non avrebbe materiale per imbarazzarlo. Ed è proprio il leader lumbard, a la Zanzara, a spiegare: «Ci siamo scambiati qualche sms durante la campagna per tassare la prostituzione, ma lei ha sbagliato. Doveva chiedere il permesso» per fare i manifesti con i simboli del partito. Salvini giura di non avere nulla «contro gay o trans» ma censura «le mezze minacce o i ricatti-ni» di Efe. «Se sa qualcosa di grave sulla Lega, me lo dica».

Anche poche ore prima, infatti, Efe aveva ripetuto d’avere una ricca collezione di messaggini scomodi. Scritti da alcuni militanti. I quali, secondo Efe, potrebbero ucciderla perché terrorizzati da un possibile scandalo.

Però basterebbe un cenno di Salvini, dichiara Efe in un’intervista, e sarebbe disposta a dimenticare tutte le tensioni degli ultimi giorni. Si sente così in pericolo, la trans turca classe ’77 e da una vita all’ombra della Madonnina, che da alcune ore è a Roma. Lo dice lei stessa, in un video in cui invoca clienti: «Sono a Piazza di Spagna». Poi rassicura: il 17 luglio tornerà a Milano e all’inizio di agosto volerà a Istanbul. Dev’essere proprio terrorizzata.

Al Giornale ha dettato le sue condizioni: è «disposta a dimenticare tutto» ma Salvini «deve invitarmi fuori dimostrando di tenere a me». Più esplicita: «Chiedo che Salvini mi dia un bacio, oppure che mi inviti a cena e mi tenga la mano. Vorrei una dimostrazione concreta per mettere una pietra sopra tutto». Inviti che il leader non raccoglie.

Efe Bal ripete che tiene alla sua «dignità». E ci teneva anche a Pon-tida, quando – ha raccontato – durante l’ultimo raduno s’è arrampicata sul tetto di un bagno chimico «dove ho passato più di due ore» ma chissenefrega, «so essere tenace» e quindi ha sopportato «puzza di pipì e pupù». D’altronde la dignità è una cosa seria. Efe è inviperita perché qualche leghista ha criticato i suoi manifesti che tappezzano Milano: foto di lei, che usa un foulard della Padania come reggiseno e che si autoproclama «ministro dei lavori particolari». C’è chi s’è infuriato e l’ha fatto notare su Facebook. Così Efe s’è offesa, sono volati insulti, una sezione ha chiesto ufficialmente di allontanarla, lei ha stracciato la tessera da sostenitrice. E ha vomitato una serie di volgarità contro i leghisti (ricambiata).

Quindi, ecco Efe che dice: so troppe cose, sono in pericolo. Il suo cellulare nasconde chissà quali messaggi. Alcuni li ha pure pubblicati sui social, tra cui uno (innocente) con Salvini. Quindi, sempre per tutelare la propria dignità, Efe scrive una lettera aperta a Matteo in cui chiede: «Ti ricordi la festa di Radio Padania?». Racconta di aver fatto di tutto per mostrargli i poster – che aveva già distribuito -ma senza successo. Così non li ha rimossi, i militanti sono intervenuti ed è iniziata «questa stupida ed umiliante storia che dura da giorni» scrive Efe nella missiva indirizzata al leader. «Con quel poco dignità che mi è rimasta ancora, ho solo voluto difendermi. Da parte mia» dice a Salvini «ti prometto che non sentirai più nulla».

 

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Scritto da Magazine Donna il 14/07/2015 6:13

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