Il Vaticano bacchetta i vescovi Ma Galantino strilla ancora

di Caterina Maniaci – Nel comunicato che arriva dall’Ufficio Nazionale delle Comunicazioni Sociali della Cei si leggono prima poche righe di «introduzione»: «Il Segretario Generale della Cei – che questa sera avrebbe dovuto pronunziare il testo allegato della Lectio degasperiana – in continuità con l’atteggiamento di riservatezza e di silenzio adottalo nell’ultima settimana, ha deciso di diram are il seguente comunicato». Segue il testo di monsignor Nunzio Galantino, in forma quasi di «lettera aperta» ai membri della Fondazione De Gasperi e a tutti coloro che saranno presenti all’incontro di Trento, per ricordare il grande statista italiano a 61 anni dalla morte, in cui spiega la decisione di non essere presente, come da programma, con il suo intervento, il cui testo è stato anticipato dal Corriere della Sera: per «evitare, con la mia sola presenza, di contribuire a rafforzare polemiche o anche semplicemente di allontanare il momento del rasserenamento di un clima invano esasperato». Riferimento alle infuocate reazioni ai suoi interventi sul tema dell’immigrazione, soprattutto da parte dei vari leader della Lega.

«Vi metto a disposizione il testo che per questa solenne occasione ho maturato», scrive il segretario della Cei, che si scusa «con ciascuno di voi – a partire dagli amici della Fondazione – se questa sera non sono a presentarvelo di persona, come pur sarebbe giusto». E ritiene opportuno fornire un ulteriore approfondimento sul perchè di una simile scelta: «Proprio nel soffermarmi su alcune pagine biografiche di De Gasperi, m i sono convinto che la disponibilità a fare un passo indietro a volte sia la via migliore affinché alcune idee di fondo e alcuni valori si accreditino, puntando ad affermarsi. Questa fiducia è rafforzata dalla consapevolezza che, se con parole forti ho potuto urtare la sensibilità di qualcuno, l’ho fatto per un’istanza che continuo a credere esclusivamente evangelica».

«Un passo indietro», dunque, per stessa ammissione di monsignor Galantino. Dettato da un esame attento delle parole di De Gasperi, ma, probabilmente, anche da molti consigli» di allentare la pressione, di far «sbollire» la ribalta mediatica e politica, che deve aver provocato più di qualche perplessità. Consigli che potrebbero provenire anche dalle gerarchie vaticane più alte, fino alla segreteria di Stato, se non proprio da Santa Marta (l’attuale residenza del Papa). Torna alla memoria una sorta di precedente, ossia quando, nel 2014, Galantino dichiara: «Io non mi identifico con i visi inespressivi di chi recita il rosario fuori dalle cliniche che praticano l’interruzione della gravidanza». Parole che al Papa non sono piaciute, si dice subito, perché «chi si raduna per pregare non va mai preso in giro», è il commento della Santa Sede. E la questione viene chiusa.

Nel suo intervento il segretario della Cei, fedele al proprio «stile», con frasi forti e giudizi netti e molto duri, fornisce un severo ritratto della politica odierna. Ancora più raggelante, se paragonata con quella di De Gasperi, così lontana «da quella che siamo stati abituati a vedere oggi, vale a dire un puzzle di ambizioni personali all’interno di un piccolo harem di cooptati e di furbi». E ancora: «Un popolo non è soltanto un gregge, da guidare e da tosare». «Il popolo è il soggetto più nobile della democrazia e va servito con intelligenza e impegno, perché ha bisogno di riconoscersi in una guida», sottolinea il vescovo, lanciando un monito contro i vari «populismi».

Parole destinate a sollevare una nuova bufera mediatica. Daniela Santanché, parlamentare FI, replica al vatriolo: «Da che pulpito viene la predica! (…) In quanto a cooptati, harem e furbi, evidentemente Galantino, in quanto capo dei vescovi, se ne intende assai». Matteo Salvini, leader leghista, colpisce ancora una volta l’alto prelato e dice: «Non so da quale uovo sia uscito». Poi Francesco Giro, senatore FI, che sostiene di aver espresso solidarietà a monsignor Galantino, ma riconosce che il vescovo «non solo si è dimostrato un osso duro, ma anche molto abile nel marketing delle sue idee», visto che, ha le altre cose, «rinunciando ad andare al convegno commemorativo su de Gasperi ha ottenuto altro clamore sulla sua persona». Ora il prossimo appuntamento pubblico per il segretario della Cei è il Meeting di Comunione e Liberazione a Rimini. La sua presenza, al momento, è confermata per venerdì prossimo, 21 agosto, per parlare di «Persona e senso del limite».

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Scritto da Magazine Donna il 19/08/2015 8:52

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