Immigrati fanno a coltellate Ucciso in spiaggia fra le famiglie

Una corsa folle tra la gente stupita, famiglie con i bambini, dopo una giornata passata al mare. Urla, sangue, un corpo che si schianta per terra, la morte di un uomo. L’emergenza profughi mostra anche questo volto, il volto della disperazione e della violenza che irrompono in una tranquilla giornata di vacanza, in un bar dinanzi alla spiaggia. E’ successo a Savona, ed è un fatto che dimostra che quest’emergenza non si limita più alla traversata nei barconi, agli sbarchi, alla confusione dell’identificazione e alle polemiche e agli scontri per la «collocazione» delle migliaia di persone che arrivano senza sosta nel nostro Paese.

La cronaca di quanto avvenuto a Savona sembra una sequenza da film. Sono appena passate le 22, presso lo stabilimento balneare «Bagnarci» si sta svolgendo la rassegna eno-gastronomica «Magnabreve», ci sono molte persone, tante famiglie con bambini. Poco più in là, nel bar Beach, detto anche Paradiso, è scoppiata una rissa, tra un 33enne tunisino, richiedente asilo politico, e un suo connazionale 39enne, con precedenti per reati contro la persona, resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale e spaccio di stupefacenti, destinatario di un provvedimento diespulsione emesso dal questore di Ascolinel 2013. A causare la rissa sembra sia stato un debito di gioco.

I due, probabilmente sotto l’effetto dell’alcool, dalle parole passano alla svelta alla violenza fisica e cominciano a colpirsi con cocci di bottiglia. A un certo punto il 33enne riceve il colpo che gli sarà fatale, all’arteria radiale destra, e per sottrarsi ai colpi fugge per strada. In suo aiuto, intanto, interviene un altro tunisino, forse un suo parente. Feriti e sanguinanti, lasciando scie di sangue sull’asfalto, itre entrano di corsa nello stabilimento «Bagnarci», dove la rissa prosegue, con lancio di sedie e bottiglie, tra le famiglie terrorizzate. I genitori cercano di proteggere i figli spa-ventatissimi. Qualcuno rimane ferito, pur se lievemente, come un uomo che ha ricevuto una bottigliata mentre cercava di mettere al sicuro il figlioletto. «Ho coperto gli occhi a mio figlio per non farlo assistere a quell’orrore, malo choc è stato tremendo. C’era sangue dappertutto, quello che poi è morto era in un lago di sangue, lo sguardo folle. Una cosa indescrivibile, ho avuto veramente paura», racconterà più tardi un testimone. Poco dopo il 33enne si accascia al suolo, perdendo i sensi. Muore dissanguato nel giro di qualche minuto.

L’aggressore scappa, passando dalla spiaggia, ma viene catturato poco dopo dai carabinieri, intervenuti in aiuto alla polizia. Anche l’altro tunisino, intervenuto in difesa del 33en-ne, è rimasto ferito: uscito dallo stabilimento cade anche lui e sviene. Ora è ricoverato con lesioni da taglio al viso e a un braccio. Il bar Beach è stato chiuso con provvedimento del questore. Il suo gestore, un cinese, è stato denunciato dalla polizia per favoreggiamento, perché sorpreso a pulire dal sangue pavimento e muri del locale mentre erano ancora in corso gli accertamenti. Non è la prima volta che in quella zona si verificano tafferugli tra stranieri e risse per lutili motivi anche tra incensurati;in diverse occasionipolizia e carabinieri sono intervenuti per placare gli animi degli esagitati, spesso in preda ai fumi dell’alcol.

«Dico basta all’accoglienza selvaggia e senza criterio che non distingue coloro che meritano un’occasione da chi entra nel nostro Paese convinto di poter essere e vivere al di sopra della legalità», ha dichiarato il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, commentando l’episodio. «Il mio sostegno va ai savonesi che ancora una volta sono costretti a subire le scellerate e incoscienti decisioni di uno Stato che non tutela abbastanza gli italiani. E il mio pieno sostegno alle forze dell’ordine», ha aggiunto Toti.

Inquietante anche un altro episodio avvenuto sempre in Liguria, a Cairo Montenotte, dove un ganese di 21 anni, un richiedente asilo, è scappato da Villa Raggio, la struttura di accoglienza che lo ospitava da lunedì, e ha rapito una bambina di tre anni sotto gli occhi atterriti dei genitori, che lo hanno inseguito. Poi, per guadagnarsi la fuga, ha tentato di farsi scudo con la piccola per rubare una macchina, una Porche Cayenne, dopo aver fermato il conducente che casualmente si trovava a passare nella zona. Il giovane è stato arrestato e dovrà rispondere di sequestro di persona e tentata rapina di auto.

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Scritto da Magazine Donna il 19/07/2015 6:46

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