Inondazione nel Piacentino: «Ho rischiato, grazie angeli» Dopo il post su Facebook l’acqua lo travolge

Mi è straripato il Nure in faccia. Sommerso da un fiume d’acqua. Ho rischiato di rimanerci. Ora so cosa provano e hanno provato le vittime dei fiumi in piena. Terrore… Grazie aimieiAngeli». I suoiange- li, invece, non lo hanno salvato. Luigi Agnelfi, 43 anni, è stato trovato cadavere ieri pomeriggio, un km a nord dalla frazione di Biana, nel piacentino, che affaccia sul torrente Nure, straripato due giorni fa, dopo le piogge che hanno flagellato la Valtrebbia e la Valnure.

Luigi Agnelli è la seconda vittima accertata di questa ennesima, assurda, tragedia legata al maltempo. Alle cinque del mattino aveva postato su Facebook quelle poche parole per condividere un’esperienza spaventosa, ma poi si era rimesso in viaggio, insieme al padre, Filippo Agnelli, in direzione Como per una visita medica prenotata da tempo, ignaro di ciò che li attendeva pochi metri più avanti.

Dopo aver inghiottito un’auto a Bettola (uccidendo il 56enne, Luigi Albertelli che era a bordo) la furia del Nure s’è mangiata la strada provinciale in più punti, sorprendendo, con ogni probabilità, Luigi e il padre ancora alla guida. Sempre ieri è stata ritrovata la carcassa dell’auto su cui viaggiavano, Filippo Agnelli, invece, risulta ancora disperso. L’inferno era cominciato domenica notte, alle due del mattino, quando le piogge incessanti già dal pomeriggio, si erano fatte ancora più fitte. In poche ore sono caduti tra i 20 e i 30 centimetri di pioggia, l’equivalente di quanto nella zona piove in un anno, e i due fiumi, Trebbia e Nure, entrambi affluenti del Po che corrono paralleli segnando le due valli, non hanno retto.20150915_106729_luigi-agnelli-degradi

A Bobbio, comune che affaccia sul Trebbia, il ponte di Barberino è crollato portandosi dietro le condutture del gas, a Ferriere sul Nure un’abitazione intera è scivolata nel torrente. Piacenza è stata lambita dalla piena, di cui nessuno aveva avvisato per tempo i residenti, e le frazioni in riva ai due corsi d’acqua, tra cui Roncaglia, sono state devastate con centinaia di aziende e abitazioni
sommerse dall’acqua. Una bomba d’acqua, per la precisione, a quanto pare prevista dal meteo con giorni d’anticipo. Eppure i piacentini, anche quelli che da sempre vivono sui fiumi e li conoscono, non si danno pace: «Mai successo niente di simile in 30 anni», continuano a ripetere davanti al fango.

E tra la disperazione e l’incredulità si fa strada il sospetto che una parte dell’acqua che ha sommerso e travolto il piacentino arrivi dalla Liguria. Non dal cielo. Nel mirino è finita la diga delBru- gneto, un lago poco distante dalla Valtrebbia, già in territorio ligure: l’ipotesi è che la diga, magari troppo piena per le piogge, sia stata aperta e che una enorme massa d’acqua sisiariversa- ta nel Trebbia contribuendo al disastro. Ipotesi ancora da verificare, ma quello che è certo è il collegamento diretto dei due bacini idrici: proprio un mese fa per alleviare la siccità estiva, la Regione Emilia Romagna aveva stipulato un accordo con la Liguria per un rilascio straordinario di acqua, una tantum, da 600mila metri cubi che dovevano servire per irrigare le campagne del piacentino.
L’idea che la diga fosse stata aperta si era fatta largo, inizialmente, sui social, tra i cittadini arrabbiatissimi e intenzionati, a trovare un colpevole cui chiedere i danni. Col passare delle ore, però, l’ipotesi si è fatta così insistente che è dovuto intervenire il sindaco di Piacenza, Paolo Dosi: «Non abbiamo la certezza che la diga del Brugneto sia stata aperta» ha spiegato, «e ci hanno precisato che anche se l’avessero aperta il rilascio sarebbe stato irrilevante rispetto alla quantità d’acqua caduta».

Diga o no, il disastro è enorme. La Regione Emilia Romagna arrivando, per l’ennesima volta, in ritardo sull’emergenza, ha stanziato 2 milioni di euro e dal presidente Stefano Bonaccini sono arrivate le solite promesse: «Facciamo in modo che anche l’ultimo degli sfollati rientri presto a casa e si torni alla normalità».

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Scritto da Magazine Donna il 16/09/2015 6:11

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