Iris Berardi, il Bunga Bunga e le cose oscene con Berlusconi: verità o fantasia?

Ha portato al ricorso al Garante della Privacy da parte di Silvio Berlusconi, la pubblicazione del diario di Iris Berardi sul Fatto Quotidiano. La cronaca di quanto sarebbe avvenuto durante i festini organizzati dall’ex premier nelle proprie residenze contiene infatti particolari pruriginosi e sicuramente osceni. Nel suo personalissimo diario, con quella che anche i giornalisti del Fatto definiscono una “scrittura infantile”, Iris ne dice di cotte e di crude. Il materiale peraltro è talmente ricco da portare la direzione del quotidiano di Marco Travaglio a optare per due “puntate”, sabato 4 luglio e domenica 5 luglio 2015; sabato con alcuni riferimenti comunque piccanti (ma è già bastato per lo scandalo) e domenica con dettagli più specifici. Lo stesso Travaglio si è poi visto costretto ad intervenire, dopo la decisione di Berlusconi di ricorrere la Garante. “Lo rifarei – dice in un’intervista al Tempo – non mi sono mai posto il problema se pubblicare o meno un atto giudiziario depositato”. Non si pente dunque il direttore de Il Fatto: “Sinceramente – spiega – mi meraviglio dello stupore. Berlusconi è liberissimo di farsi gli affari suoi con donne, uomini, capre ma essendo premier si è reso ricattabile”. Del resto, ricorda che comunque quelle pubblicazioni si trovano agli atti dell’inchiesta Ruby ter chiusa il 30 giugno scorso dalla Procura di Milano.

Tanto per chiarire il contenuto dei due articoli in cui Iris Berardi ricorda ciò che succedeva nelle serate di Arcore, basta semplicemente riportar i titoli dei due pezzi:

  1. Berardi: “Lo misi in quel posto a B. e mi disse: fai piano”.
  2. Bunga bunga col vibratore. Il diario porno di Iris Berardi.

Va precisato che comunque non è ancora chiaro se la Corte decida di prendere in considerazione il diario della Berardi. Specialmente alla luce del fatto che potrebbe trattarsi della fantasia di una giovane indubbiamente precoce. Certo, però, la decisione di Berlusconi di rivolgersi al Garante della Privacy lascerebbe pensare che in quei contenuti qualcosa di veritiero ci sarebbe: in caso contrario, sarebbe potuto andare direttamente dai Carabinieri.

Dunque il primo articolo è datato 4 luglio 2015 ed è firmato Gianni Barbacetto:

“Iris Berardi era minorenne, come Ruby, quando nel 2008 andò le prime volte ad Arcore. Con una scrittura infantile racconta quello che oggi dice essere “il progetto di un romanzo”, ma che sembra cronaca cruda.

“Io nella mia pur breve vita non mi sono fatta mancare nulla. Ho avuto tutti i vizi del mondo: droga, alcol, sigarette, sesso e anche lì non mi sono fatta mancare nulla, dalle orge ad Arcore alle marchette, sesso con donne, sesso con 2 uomini contemporaneamente. Sì, sono stata brava, la vita me la sono goduta e ho anche messo in c… al presidente Silvio Berlusconi, il quale povero una sera mi ha detto: ‘piano amore sennò così mi fai male ’ . Per un paio di mesi rimasi schifata ma ora se ci penso mi viene da ridere”.

La cronaca più dettagliata è affidata al pezzo del giorno dopo, 5 luglio, di Fabrizio D’Esposito:

“È l’olgettina italo-brasiliana Iris Berardi a vergare a mano, in 21 pagine di quaderno, il romanzo porno della Salò berlusconiana di questi anni. Del resto, quando si ripete, la storia è farsa non tragedia. E la farsa del Bunga bunga a luci a rosse trova il suo clamoroso compimento nella scena riportata ieri dal Fatto: Berardi che viola con un dildo Silvio Berlusconi e lui che dice: “Piano amore sennò così mi fai male”. Chiosa finale dell’olgettina: “Per un paio di mesi rimasi schifata ma ora se ci penso mi vienedaridere”.Inquest’ultima frase, c’è tutta la parabola triste del berlusconismo, che completa la dolorosa rassegnazione dell’ex moglie Veronica Lario, quando esplose lo scandalo della minorenne di Casoria: “Mio marito è un uomo malato”. Satiriasi”.

“Le due pagine più scabrose, con molti dettagli vietati ai minori di 18 anni, del manoscritto di Berardi si concludono proprio con la sodomia dell’ex Cavaliere. È una scena romanzata dall’olgettina, sulla base del racconto vero che si trova tre pagine più avanti (quello pubblicato sabato dal Fatto). Si tratta di atti giudiziari del cosiddetto Ruby ter, in cui Berlusconi è imputato per corruzione di testimoni.

Berardi descrive nella sua bozza di romanzo la seconda scena intitolata Bunga Bunga night club, che si chiude così: “1 ragazza si sente trascurata, prende un grandissimo ca..o nero e lo mette nel c..o a mister bunga bunga, lui inizia a godere come un porco fino a che non s….a in faccia a tutte le ragazze. Una ragazza sviene e per rianimarla arrivano 2 infermiere che al posto del’endoscopio hanno un filo con le palline e delle corde che usano per legarla attorno al palo per poi frustarla e violentarla in gruppo (bondage)”.

La prima scena raccontata da Berardi ha un titolo da filmetto porno di serie B: Bunga Bunga Hot Party!!!. Ecco la descrizione [la grafia sembra quella originale]:

“1° Scena: Bunga Bunga Salon. 1 attore (mister bunga bunga): abito elegante blu e fular al collo, 8/12 ragazze (vestite con costumi diversi: poliziotta, infermiera…).

1 dildo blu a 2 punte; trio di maccheroni a formare il tricolore, se possibile piccole mucche che addobbano il tavolo. Le ragazze entrano nel salone, si fanno leccare le tette e baciare da mister bunga bunga. Mangiano, bevono, ridono, alcune ragazze

(3) si cimentano in uno strip, mentre altre due fingono di cantare facendo un po….o al dildo. La poliziotta siede sul tavolo facendosi leccare la f..a mentre la scolaretta passa da sotto il tavolo, gli sbottona i calzoni e gli succhia il c…o. Arrivano 3 cameriere che mentre sono vicine al tavolo per sparecchiare vengono violentate”.

Il capoverso finale comincia così: “La consigliera regionale si sdraia sul tavolo ”. Lei, ovviamente, è Nicole Minetti e tutto il resto è irriferibile . È la scena di un’orgia in cui “mister bunga bunga” è impegnato in più atti di un’oscenità molto complessa, aggrovigliata e liquida.

Tre pagine più avanti c’è quindi la confessione di Berardi, che ad Arcore arrivò minorenne, sulla presunta sodomia di Berlusconi. La pagina però si  apre con tutt’altro tono. Tra il sognante e il malinconico:  “Per tanto tempo ho aspettato chiesto e pregato per avere un po’ di felicità. Ho chiesto a Dio e tanto desiderato un uomo che mi amasse ma oggi ho finalmente capito o trovato due risposte: la felicità non si aspetta ma si crea, un uomo ancora no grazie forse in un lontano futuro io sono Iris Berardi non ho bisogno di nessun uomo (…) ho vissuto anni in una gabbia d’oro sì era bellissimo ma sempre una gabbia era.

Però certo devo ammetterlo io nella mia pur breve vita non mi sono fatta mancare nulla, ho avuto tutti i vizi del mondo: droga, alcol, sigarette, sesso e anche lì non mi sono fatta mancare nulla dalle orge ad Arcore, alle marchette, sesso con donne, sesso con 2 contemporaneamente sì sono stata brava la vita me la sono goduta”. Segue la violazione del Condannato”.

“Iris Berardi non nasconde il tema della follia: “Non so se quello che scrivo verrà mai letto da terzi non so se diventerà un libbro o resterà solo un ricordo della mia poco ordinaria vita ma se mai venisse pubblicato vorrei tanto che tra i lettori ci ci fosse un qualche psichiatra”.

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Scritto da Magazine Donna il 06/07/2015 17:14

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