Isis rivendica l’attentato. L’Fbi conferma: “Atto terroristico”

L’Isis ha rivendicato la strage compiuta al centro disabili di San Bernardino in California. E lo ha fatto con un comunicato, reso noto dall’emittente televisiva al Arabiya, diffuso attraverso Aamaq, il network di propaganda dello Stato islamico, nel quale si afferma che “due sostenitori” dell’Isis hanno compiuto la strage. L’attacco, si afferma, “è arrivato dopo la dichiarazione degli americani che gli Usa non erano a rischio di attentati terroristici”, e dopo i “sanguinosi attacchi” a Parigi e a Tunisi.
ATTO DI TERRORISMO — Nel corso di una conferenza stampa anche l’Fbi, che ha assunto totalmente la direzione delle indagini, ha confermato che sta indagando l’incidente come “atto di terrorismo”. Informati dai giornalisti della rivendicazione dell’Isis, gli investigatori hanno ammesso di non essere sorpresi che il califfato si “voglia appropriare di un atto simile”. Hanno poi aggiunto di “non essere al corrente di altre minacce per gli Stati Uniti, anche se è plausibile pensare che la coppia stesse preparando un altro attacco”.
MESSAGGIO — Secondo gli investigatori, Tashfeen Malik, la giovane pakistana che assieme al marito Syed Farook ha ucciso 14 persone e ferito altre 21, avrebbe postato su Facebook un messaggio in cui dichiarava fedeltà al “califfo” Abu Bakr al-Baghdadi, leader dell’Isis, proprio mentre il massacro si stava consumando. Malik avrebbe usato un account con un nome diverso dal suo. L’Fbi ha confermato di stare indagando sul post ma di non avere ancora commenti. La Nbc riferisce che il messaggio è stato postato poco prima dell’attacco.
LE ORIGINI — Della 27enne Tashfeen Malik si sa solo che è nata nel Punjab meridionale, in Pakistan, è studiosa di farmacia e madre di una bimba di sei mesi. I media americani stanno scavando nella sua vita e di lei non è stata diffusa alcuna foto dopo la strage di giovedì. Ma pare che sarebbe l’artefice della radicalizzazione del marito. Circa 25 anni fa in Arabia Saudita. E proprio lì aveva conosciuto Farook: si erano innamorati dopo essersi conosciuti online. L’uomo vi si era recato nel 2013, ufficialmente per compiere il pellegrinaggio alla Mecca. L’anno dopo vi era tornato e si era portato Malik negli Usa dove l’ha sposata. Ma dietro quell’apparente “American Dream”, coronato quest’anno dalla nascita della figlia, covava il delirio di un incubo jihadista.

La commemorazione delle 14 vittime della strage di San Bernardino. Reuters

A CASA DEI KILLER — Passaporti, patenti, foto, biglietti scritti in arabo, diversi libri di preghiera, biglietti da visita. Sono gli oggetti in casa dei due killer, Syed Rizwan Farook e Tashfeen Malik, mostrati in diretta tv dalle telecamere dei media Usa, a cui è stato acconsentito di entrare. Ma la decisione – pare del padrone di casa – sta suscitando violente critiche e polemiche in quanto i giornalisti si trovano su un luogo che è ancora scena del crimine e che dovrebbe essere circoscritta.
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Scritto da Magazine Donna il 05/12/2015 5:30

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