La colletta dei 5 Stelle per aprire una strada e «riunire» la Sicilia

Forbici che tagliano un nastro tricolore. Un gesto tipico delle cerimonie di apertura di opere pubbliche. In Sicilia, ieri, questa tradizione però ha assunto un valore simbolico: un «taglio» con il passato. Almeno per i deputati del Movimento Cinque Stelle e per Domenico Giannopolo, sindaco di Caltavuturo, nel Palermitano. Insieme hanno inaugurato, forbici alla mano, la «Via dell’onestà».

Una «regia trazzera» borbonica, usata un tempo per la transumanza, che è stata trasformata in tempi record in un tracciato percorribile dalle auto e ambisce a «ricucire» la Sicilia.Un’isola spezzata in due dopo il cedimento di alcuni piloni del ponte Himera, lungo l’autostrada A 19 che unisce Palermo a Catania.

Questa nuova «via», da oggi, consente agli automobilisti della zona di evitare di inerpicarsi sulle tortuose strade che conducono nell’entroterra.

La nuova arteria è stata costruita interamente con fondi privati (360 mila euro) e non a spese dello Stato: ecco il taglio con il passato per i 5Stelle. Il contributo maggiore è arrivato proprio dai deputati regionali pentastellati che hanno staccato un assegno da 300 mila euro. «Il M5S ripara le strade tagliandosi gli stipendi — ha scritto ieri Beppe Grillo su Twitter — il pd salva Azzolini dalla galera. Trova le differenze».

Gli altri soldi sono arrivati da una colletta «casa per casa» dei cittadini della zona e dai proventi di un concerto organizzato proprio per reperire fondi. Infine, l’opera è stata realizzata grazie al lavoro gratuito di due ditte edili caltavuturesi che, dopo il crollo dei piloni del ponte, avevano riportato in vita la «regia trazzera». Sforzi che hanno consentito l’apertura della «bretella» creando un percorso alternativo a quello indicato dall’Anas.

«Dove lo Stato è assente i cittadini si fanno Stato — ha detto Giancarlo Cancelleri, deputato regionale del M5S — e in 37 giorni abbiamo rispettato l’impegno di riaprire una strada alternativa. Loro litigano e promettono senza fare, noi facciamo risparmiare 25 minuti su 55 a turisti e lavoratori».

La «scorciatoia» misura un chilometro, è larga cinque metri ed è stata realizzata in calcestruzzo. È dotata di canali di gronda, guardrail e semafori perché la circolazione avverrà a senso unico alternato. Ci sono delle limitazioni: si può percorrere a massimo 20 km/h ed è vietata ai mezzi pesanti.

Ma non sono mancate le critiche. «È una strada che va giù come una pista da sci con una pendenza del 30% — dice Giovanni Pizzo, assessore regionale alle Infrastrutture —. Con le ricette semplici non si va da nessuna parte».

Non la pensa così il sindaco Giannopolo (eletto a giugno, unico candidato di una lista civica): «La strada è arcisicura e solo in un tratto c’è una pendenza del 27% ma in media è del 15%». Il vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio (M5S), alza il tiro e sfida il governo Renzi: «Faccia meglio di noi e rimetta a posto il viadotto».

Intanto, lunedì, l’Anas aggiudicherà i lavori previsti dal  piano di protezione civile da 9 milioni di euro varato dal commissario Marco Guardabassi. Si procederà alla demolizione della carreggiata del viadotto Himera in direzione Catania, all’adeguamento della strada provinciale 24 e la costruzione di una nuova rampa di accesso all’autostrada.

«Gli interventi consentiranno di ripristinare il collegamento tra Palermo e Catania — spiega l’Anas in una nota — lungo un itinerario provvisorio non solo più breve dei percorsi alternativi attuali ma, soprattutto, con caratteristiche adeguate al traffico autostradale, accessibile anche dai mezzi pesanti, senza alcuna limitazione, e in qualsiasi condizione meteorologica».

 

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Scritto da Magazine Donna il 01/08/2015 5:38

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