La Consulta «salva» la legge Severino

ROMA La legge Severino è legittima, il «ricorso de Magistris» infondato. La Corte costituzionale ha respinto ieri la questione di legittimità, sollevata dal Tar della Campania, sullo «stop» all’incarico del sindaco di Napoli. Facendo così tornare il rischio della sospensione di de Magistris.
Ma più in teoria che in pratica. Fra le tante incognite di questa partita c’è l’udienza di oggi che chiuderà il processo in appello contro l’ex pm. De Magistris potrebbe essere assolto dall’accusa di abuso d’ufficio (o vedere prescritto il suo reato) e cadrebbero così i motivi della sospensione.

Vedremo. Intanto c’è la decisione del rigetto. Una decisione rapida, presa nello stesso giorno dell’apertura dell’udienza, come imponeva l’urgenza del ricorso dovuta alla necessità di capire se il sindaco può restare al suo posto o debba lasciarlo. E in controluce, di indovinare anche il futuro del presidente della Regione, Vincenzo De Luca, che ha presentato analogo ricorso.
De Magistris era stato sospeso dal prefetto di Napoli a causa della condanna in primo grado. Il Tar della Campania ha sollevato questione di incostituzionalità. E il Tribunale civile di Napoli ha sospeso la sospensiva, consentendo al sindaco di continuare a governare la città.

«Sanzione non è semplicemente ciò che il legislatore individua come tale, ma ciò che incide in modo afflittivo sulla sfera giuridica dell’individuo», aveva fatto notare il difensore del sindaco, Giuseppe Russo. Quindi, aveva aggiunto, «non si può applicare retroattivamente a chi, come de Magistris, è diventato sindaco quando la legge Severino non esisteva ancora». L’Avvocatura dello Stato, per conto del premier, Matteo Renzi, è tornata a difendere la norma: «Non ci sono spazi per trovare profili di incostituzionalità della norma», avevano detto Gabriella Palmieri e Agnese Soldani.

Ora occorrerà attendere la stesura della sentenza, almeno due o tre settimane. Nessuno se la sente di azzardare previsioni. Lo ha detto l’avvocato Russo a de Magistris: «Il verdetto ci consente di dire solo che la questione di legittimità non è stata dichiarata fondata (ma non sappiamo perché). Ma neanche inammissibile». Certo è che i giudici sono entrati nel merito del ricorso e hanno respinto la lamentata natura afflittiva e sanzionato- ria. Ma la pronuncia potrebbe aver lasciato aperti spiragli. Uno già c’è. È contenuto nel ricorso De Luca. Lamenta che la legge Severino sia andata oltre il mandato: «Eccesso di delega». La Corte dovrà giudicare anche su quel punto. Quindi, venerdì, il Tribunale di Napoli potrebbe sospendere il giudizio in attesa che sciolga anche quei nodi. «Ben più numerosi e di diverso spessore giuridico», fa notare il governatore De Luca, negando che la pronuncia del sindaco lo riguardi.

Se de Magistris oggi uscirà dal processo, in ogni caso, do vrebbe, restare al suo posto. Avvolta ancora nell’incertezza l’incognita relativa a Silvio Berlusconi. La Corte ha affrontato il problema della retroattività della sanzione, da sempre lamentato dal leader forzista che a causa della legge Severino decadde da senatore. E che per questo si rivolse alla Corte Europea dei diritti dell’uomo. Nel ritenerla infondata i giudici potrebbero aver bocciato le sue ragioni.
Gianluigi Pellegrino, il legale che assiste il Movimento difesa del Cittadino contro il sindaco, semplifica: «La Consulta ha richiamato l’Abc della Costituzione». Le Sezioni Unite della Cassazione hanno respinto i suoi ricorsi ritenendo che la competenza sugli effetti sospensivi del giudice ordinario.

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Scritto da Magazine Donna il 21/10/2015 4:12

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