“La cosa più bella del tour? Il pubblico”: Jovanotti festeggia e pensa già a “Lorenzo nei Palasport”

«La cosa più bella di questo tour è stato il pubblico: bello, vivo, pazzesco». Ha gli occhi gioiosi e straripanti di chi si sta dando il via alla festa Lorenzo Jovanotti, mentre si appresta ad entrare nella bolgia dell’Arena della Vittoria di Bari: trentamila persone fradicie di sudore ed entusiasmo, che hanno ballato in sincrono dalla prima all’ultima nota nella tappa conclusiva del tour negli stadi.

Tredici date da 500 mila persone: è stata questa L’estate addosso di Lorenzo. Un bagno di folla e di energia, dal debutto di Ancona alle emozioni del San Paolo di Napoli, passando per la tripletta consecutiva a San Siro e i tanti sold out, tra i quali l’Olimpico di Roma, Firenze e Bologna. E se il clima è un po’ quello dell’ultimo giorno di scuola, con il solito Saturnino che anima il backstage tra battute e scherzi, e il chitarrista Riccardo Onori che confessa che «la vera vacanza è stare su quel palco», con il mantello da supereroe sulle spalle Lorenzo saluta il suo pubblico, guardandolo negli occhi, uno ad uno come sempre sembra fare, rilanciando l’appuntamento a tra pochi mesi.

«Mi avete fatto divertire come un matto in queste serate: è stato un viaggio meraviglioso nel mio paese, e ho avuto la fortuna di farlo insieme alla mia famiglia, città per città. Ora è arrivato il momento di chiudere queste luci, questi costumi, questa scenografia in un baule. Per poi riaprirlo e costruire qualcosa di nuovo». E il nuovo ha già una data e un luogo: 19 novembre a Rimini, con il debutto di Lorenzo nei Palasport. Livorno, Milano e Torino le prime mete in calendario, per poi sconfinare in un doppio appuntamento europeo a Bruxelles e a Zurigo. «Siete stati pazzeschi», è l’ultimo saluto che il cantante toscano ha rilanciato ai trentamila di Bari pensando ai cinquecentomila che ha incontrato in queste settimane.

«Ma pazzesca è stata anche la mia band: suonare con loro è facilissimo, è come andare al Luna Park. E pazzesche sono state le oltre duecento persone che hanno lavorato per realizzare tutto questo: in un caldo fottuto si sono impegnati sempre al massimo. A chi parla sempre male del nostro paese avrei voluto far conoscere ognuno di loro: la dimostrazione che l’Italia è fatta da persone eccezionali, che sanno fare cose eccezionali».

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Scritto da Magazine Donna il 01/08/2015 8:57

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