La D’Addario contro Berlusconi: “Lui paga le ragazze, la mia vita è rovinata senza un euro”

Tra i corridoi del tribunale di Bari, dove Silvio Berlusconi è stato chiamato a testimoniare nel processo “Escort”, c’era anche Patrizia D’Addario, una delle protagoniste proprio di quelle “cene eleganti” organizzate nella residenze private dell’ex premier.

Berlusconi è entrato in tribunale passando da un ingresso laterale per dribblare la folla di giornalisti, troupe televisive e curiosi che lo aspettavano davanti al portone principale. L’ex premier si è avvalso della facoltà di non rispondere e subito dopo ha lasciato il tribunale. La D’Addario è arrivata proprio mentre Berlusconi lasciava il tribunale. “Sono arrivata tardi apposta perchè non volevo incontrarlo”, ha detto ai giornalisti, spiegando poi il motivo che l’ha spinta a presentarsi in tribunale oggi.

“Ho una lettera, una bella lettera indirizzata al presidente Berlusconi. Sono otto anni che vado avanti nei tribunali, lui invece è venuto ed è andato via in un secondo. Io ho rovinato la mia vita per questa storia. Non volevo incontrarlo e questo messaggio glielo spedirò”.

“Io ho sempre detto la verità e oggi, anche con la pubblicazione dellle recenti intercettazioni, è uscito fuori tutto quello che io ho sempre detto”, si è sfogata Patrizia D’Addario.

“L’unica differenza è che io non ho mai preso un euro, non ho preso un regalo, non mai avuto un favore anzi la mia vita è stata distrutta. Ho perso un progetto che ha portato mio padre al suicidio e dopo questa storia ho dovuto chiudere un cantiere in cui lavoravano diverse persone: io ero un’imprenditrice. Invece è stato bloccato tutto”.
Sull’orlo dell lacrime, la D’Addario non ha risparmiato nessuno, a partire dalle altre giovani donne coinvolte nei vari processi legati a Berlusconi.

“Queste signorine che vengono chiamate sui giornali “ragazze” continuano a prendere soldi da Berlusconi, io invece da otto anni vengo chiamata ‘escort’ e non prendo soldi.

FacebookTwitterGoogle+
Scritto da Magazine Donna il 10/07/2015 19:24

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *