La Ferrari diventa arancione: sede in Olanda

La Ferrari diventerà olandese e, con l’arrivo in Borsa, porterà nella casse di Fca la bellezza di dieci miliardi. In occasione del lo sbarco a Wall Street (e a Piazza Affari) la sede sociale del Cavallino Rampante sarà spostata da Maranello ad Amsterdam. Lo ha annunciato Sergio Marchionne durante cerimonia di presentazione della nuova 500. Ha spiegato che per la quotazione e lo scorporo della Ferrari potrà essere seguito il copione di Fca: sede legale in Olanda e sede fiscale nel Regno Unito. «Ma pagherà tutte le tasse in Italia» ha precisato.

Certo una Ferrari olandese non è proprio bello da sentire. Qualcuno, per esempio, potrebbe osservare che la monoposto di Formula 1, non essendo “Made in Italy”, dovrebbe dismettere la livrea rossa che rappresenta il colore nazionale di qualunque oggetto fabbricato nelnostro Paese partecipi ad una competizione sportiva mossa da un motore a scoppio (non importa se le ruote sono quattro o due). Al suo posto dovrebbe comparire l’arancione dei tulipani. Ce la vedete una Ferrari che si schiera a Monza colorata d’arancione? Per fortuna non accadrà perchè al cuore non si comanda. Le questioni fiscali e quelle giuridiche non pesano sulle emozioni.

A ogni buon conto che importa è la fabbrica e Mar-chionne ha sempre detto che non si sposterà dall’Italia. Tantomeno da Maranello: chi mai comprerebbe una Ferrari fabbricata in Olanda le cui migliori tradizioni automobilistiche sono compendiate dalla Daf. Vetture non certo note nel mondo per l’armonia delle forme e la vivacità dei motori. Comunque questa ormai è la strada scelta da Marchionne. Aveva cominciato con i trattori e i bus di Cnh. Aveva proseguito con Fca e ora con Ferrari. L’emigrazione del Cavallino Rampante in Olanda, così come quella di Fca, non ha un valore simbolico? «E’ simbolica del fatto che ai paesi è richiesta una capacità di adattarsi a quello che succede a livello internazionale. Il fatto cheabbiamodovuto faretutti questi passi significa che dobbiamo facilitare il comportamento delle aziende. L’Italia lo deve fare», ha spiegato Marchionne.

Significhe che sempre di più la competizione mondiale non è fra singole aziende ma fra un sistema- Paese e l’altro. Il nostro Paese in questa gara non è proprio in posizione vincente. La quotazione di Ferrari avverrà a fine anno e sarà l’inizio della nuova mutazione genetica delgruppo. Sulmer-cato andrà solo il 10% del capitale («L’effetto rarità giustifica l’elevata quotazione» dichiara il grande capo). In un secondo tempo il restante 90% sarà distribuito ai soci di Fca. Significa che Exor, holding della famiglia Agnelli si troverà in una tasca il 30% scarso di Fca e nell’alltra la stessa quota di azioni del Cavallino Rampante. La sede in Olanda consentirà il voto maggiorato e quindi la dinastia avrà il controllo assoluto delle due aziende. Chiusa la riorganizzazione si aprirà la parte decisiva: le nozze di Fca con un altro produttore.

L’identità non è nota: Marchionne ha bussato alla porta di Gm ottenendo, però, una risposta molto fredda. E’ possibile, come dicono le in-discrezioini, che tenti di aggirare l’ostacolo rivolgendosi ai soci: in gran parte fondi attivisti che aspettano solo di guadagnare. Certo l’architettura sarebbe molto ardita. Fca, piccola e piuttosto indebitata, che assume il controllo di Gm grande più del doppio. PerMarchionne sarebbe certamente il coronamento di una carriera a dir poco strepitoso. Tutto lascia immaginare, infatti, che il capo del nuovo blocco sarebbe lui. Per li eredi Agnelli sarebbe sostanzialmente la fine della presenza nell’auto: diventerebbero azionisti, non certo di primo piano, del nuovo blocco. L’ultimo presidio a quattro ruote sarebbe la Ferrari. Un gioiello nel campo del lusso più che un’azienda auto. Tutta-via JohnElkann ha tenuto duro dieci anni fa quando sembrava che Fiat fosse arrivata al capolinea. Ora si prepara ad una nuova vita.

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Scritto da Magazine Donna il 04/07/2015 5:36

Comments

  1. Il Renzi ha rotto il …..- Gli stipendi esagerati sono il risultato delle prepotenze e storture della politica dei corrotti che gestiscono il paese

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