La Merkel caccia 95mila profughi

La porta di Angela Merkel è aperta, ma è una sliding door: una porta girevole. Entrano in Germania gli esodati siriani per cui temporaneamente vengono sterilizzate le norme di Dublino sull’asilo, ma escono allo stesso tempo gli immigrati balcanici, che da questo momento in territorio tedesco perdono il diritto di asilo e diventano immigrati clandestini da rimpatriare. Nello stesso provvedimento che ha riempito di stupore il mondo per la decisione di accogliere i profughi siriani, la Germania infatti ha definitivamente chiuso le porte ai migranti del Kossovo, della Serbia, dell’Albania, della Bosnia e della Macedonia. Potranno varcare il confine solo se chiamati da un datore di lavoro che ne ha bisogno.

Per capire cosa accade con questa doppia decisione, bisogna basarsi sui numeri che finora si conoscono. Al momento la Germania avrà meno profughi di quel che aveva fino all’apertura delle porte ai siriani. Nonostante l’impressionante esodo, la marcia dall’Ungheria al confine tedesco, passando per l’Austria, i nuovi arrivi sono nettamente inferiori al contro-esodo dipopolazionibalcani- che le Merkel sta preparando. Nei primi sei mesi dell’anno – dati Eurostat – a chiedere asilo in Germania sono stati soprattutto i kossovari: 49.600 sui 171.785 profughi che hanno bussato alle porte della Merkel. I siriani non sono stati pochi, ma erano un numero inferiore: 33.700. In tutto i richiedenti asilo provenienti dall’area dei Balcani sono stati nella prima parte dell’anno 95.550, e ora dovrebbero diventare tutti clandestini da rimpatriare. Il contro-esodo dunque alleggerirebbe il peso degli immigrati in Germania, visto che la proporzione non è cambiata secondo i dati forniti dal ministero dell’Interno tedesco nemmeno nei cruciali mesi di luglio e agosto, quando si sono colte le proporzioni dell’esodo siriano. Secondo i dati a consuntivo 2015, per ogni profugo della Siria che la Merkel accoglierà, quasi tre immigrati balcanici diventati clandestini dovranno uscire dal territorio tedesco.

META SICURA Non c’è dubbio che gli annunci della Germania potranno nei prossimi mesi cambiare anche radicalmente questa proporzione: per i siriani la Merkel è diventata una meta sicura, e viste le condizioni i cui si trovano 4 milioni di profughi di guerra che oggi si stringono nei campi di accoglienza in Giordania, Turchia e Libano, è presumibile che una ondata biblica si possa mettere presto in marcia. La prima a saperlo è proprio il cancelliere tedesco, che si sta muovendo anche con l’Unione Europa per un sostanzioso programma di aiuti destinato ai paesi che ospitano oggi i profughi siriani, per evitare un eccessivo travaso a Berlino e dintorni.

L’intenzione della cancelliera è di aprire le porte ai profughi che si rivelino tali fino a 500 mila ingressi l’anno. I numeri potrebbero sembrare altissimi, ma non sono clamorosi per la storia tedesca, che in tema di immigrazione ha lunga esperienza. Nel 2014 sono arrivati in Germania 1.464.724 immigrati, cioè circa tre volte i profughi che oggi si dichiara di potere accettare. In compenso sono «emigrati» dalla Germania 914.241 altri ex immigrati, che sono tornati ai pesi di origine. I tedeschi hanno una organizzazione molto efficiente, e il servizio immigrazione e asilo ha un programma
molto dettagliato di «rimpatrio volontario», avvisando continuamente gli stranieri delle mutate condizioni dei loro paesi di origine e delle occasioni che là si presentano. Il saldo netto dunque è stato di 550.483 immigrati netti. Molto alto, ma negli anni settanta e all’inizio degli anni novanta il saldo era assai simile.

MENO PERICOLOSI La decisione della Merkel è di fatto quella di una politica selettiva di immigrazione. Sostituisce quella balcanica, che è dibasso livello (arrivagen- te povera, poco scolarizzata e di età media avanzata), con quella siriana che invece è di qualità: alto tasso di scolarizzazione, età media assai giovane, provenienza dalla medio-alta borghesia di quel paese. Non a caso anche nelle statistiche del ministero dell’Interno gli immigrati dai Balcani erano ai primi posti nel 2014 nella classifica della criminalità (serbi e kossovari soprattutto), mentre i siriani erano agli ultimi posti fra gli stranieri «sospettati di delitti». Molto meno pericolosi – ad esempio – degli italiani. Per la Germania che è uno dei paesi più vecchi di Europa e che secondo le statistiche Eurostat avrà nel 2050 ben più del 50% di popolazione anziana, l’immigrazione di qualità è anche una necessità economica, e da tempo il paese è preparato. Nulla a che vedere con l’Italia, tanto è che lì ogni anno il governo centrale contratta con i lander le quote percentuali di immigrazione da assorbire (nel 2015 chi ne avrà più di tutti sarà la Westfalia).

Tutto questo c’entra assai poco con il biglietto da visita umanitario che è stato fornito al resto del mondo, e che ha portato ad elogi fuori misura per la Merkel anche sui media italiani. La stessa questione dei profughi – la sola affrontata coralmente dall’Unione europea – è piccolissima cosa rispetto all’ondata migratoria in corso.I richiedenti asilo nei 28 paesi dell’Unione europea nel 2014 sono stati in tutto 132.405, ma di questi ben 109.110 hanno visto la domanda rigettata e sono diventati immigrati clandestini che ciascun paese ospitante ha provveduto a rimpatriare secondo le proprie leggi. La stessa Germania ha numeri da record: 44.335 i richiedenti asilo dell’anno scorso, 37.340 rimandati a casa senza troppi complimenti. Ad ottenere lo stato di rifugiato in Germania meno del 10%. 4.330in tutto.Altri 935 hanno ottenuto una protezione sussidiaria, e 1.730 sono comunque stati accolti nello stato tedesco per ragioni umanitarie.
Questi numeri ovviamente saliranno, come già dicono le prime statistiche 2015, e con l’arrivo dei siriani il numero di profughi veri dovrebbe cambiare molto le proporzioni. Ma con le barriere messe aibalcani l’operazione per ora non è in deficit. E per farlo capire bene, proprio in queste ore la Merkel ha inviato al confine fra Serbia e Ungheria un nuovo gruppo di propri ufficiali di polizia che daranno una mano alla vigilanza di quei confini perchè non passi lo straniero che non si vuole…

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Scritto da Magazine Donna il 09/09/2015 5:58

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