La metro è una trappola bimbo vola da 15 metri

Una procedura non codificata”. Dietro questa formula in “burocratese” c’è la morte di un bambino di 5 anni all’interno della metropolitana di Roma, più croce che delizia per residenti e turisti, ogni giorno alle prese con qualche problema. Stavolta però, si parla di una tragedia, un volo da 15 metri della vittima nella tromba dell’ascensore.

Marco ieri pomeriggio era con sua mamma Francesca e stava tornando a casa. Per farlo, entrambi sono entrati nella stazione della metro A Furio Camillo e hanno preso l’ascensore che li avrebbe condotti al binario. Quando le porte si sono chiuse, dopo una brusca discesa di qualche secondo, Marco, la mamma e altre persone si sono ritrovate al buio, bloccati.

A QUESTO PUNTO, secondo una ricostruzione, una squadra dell’Atac si è affiancata al montacarichi bloccato per eseguire una manovra tale da liberare quanti erano rimasti chiusi in ascensore. Questa manovra, però, non era di loro competenza perché doveva essere eseguita esclusivamente da personale abilitato e addetto alla manutenzione dell’ascensore. “Forse è stato un eccesso di generosità”, ha detto l’assessore alla Mobilità Guido Improta. Insomma, la squadra dell’Atac avrebbe voluto salvare quelli che erano in trappola nell’ascensore: dopo aver aperto una porta di comunicazione tra i due mezzi, avrebbero voluto far passare i passeggeri, uno a uno, da un elevatore all’altro. Tra i due ascensori c’era però uno spazio e Marco è precipitato nel vuoto facendo un volo di 15 metri.

Quando i vigili del fuoco lo hanno estratto dalla tromba dell’elevatore, per lui non c’era più nulla da fare.

“Ho preso il corpicino del bambino appena i pompieri lo hanno recuperato e ho cercato di rianimarlo sulla banchina – ha raccontato al Fatto tra le lacrime l’operatore del 118 -ma è stato inutile”.

MAMMA FRANCESCA, sotto choc. “È stato un errore umano – ha detto l’assessore Guido Improta – è stata messa in atto una procedura non codificata”.

Il procuratore aggiunto di Roma Pierfilippo Laviani procederà per omicidio colposo contro ignoti:

sotto sequestro l’i mpi an to dell’ascensore e i filmati delle telecamere di sorveglianza. L’Atac a sua volta ha nominato una commissione interna composta di tre tecnici.

Tra ambulanze, macchine di vigili del fuoco, polizia e carabinieri, il papà di Marco, Giovanni – che è stato avvertito mentre si trovata al lavoro in una libreria di via Veneto -non riusciva a farsi largo tra la folla di curiosi davanti alla fermata transennata di Furio Camillo. Alcuni istanti dopo essere scomparso dentro al tunnel della metro, scortato dai carabinieri, nonostante il caos assordante del traffico, urla agghiaccianti hanno sovrastato ogni rumore. Le stesse, che ha riferito di aver ascoltato Sara, una studentessa romana che si trovava lì: “Sono l’ultima a essere uscita dalla stazione prima che fosse chiusa. Ho sentito urla e pianti, e ho visto un uomo con la divisa, credo un controllore, steso a terra svenuto nel gabbiotto vicino all’ascensore”. Anche il sindaco Ignazio Marino è arrivato sul luogo della tragedia, ma la sua presenza ha fatto salire ancor di più la tensione: “Buffone, buffone, dimettiti, vattene via!”. È l’ira dei cittadini, esasperati da giorni di sciopero bianco degli operatori della metropolitana, che ha costretto i pendolari a interminabili attese e disagi di ogni tipo. Il Campidoglio ha proclamato il lutto cittadino per il giorno dei funerali; non basterà a mitigare la rabbia e la frustrazione di chi ormai ritiene la Capitale una città perduta.

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Scritto da Magazine Donna il 10/07/2015 5:24

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