La poltrona che scotta Marino non trova un vice

«Investito» del problema sì, ma «coinvolto» in prima persona no. Del resto chi è che in questo momento vuole avere a che fare direttamente con il sindaco di Roma, Ignazio Marino? E così anche Matteo Orfini mette tutti a tacere. «Non è un’ipotesi che abbiamo mai preso in considerazione», dice con calma, badando a scandire bene le parole, il commissario romano del Pd a chi gli chiede se potrebbe diventare lui il prossimo vicesindaco della Capitale dopo le dimissioni di Luigi Nieri. E poi la conferma che attorno al Campidoglio c’è il deserto dei tartari, e non i Fori Imperiali, una volta meta ambitaper gli amministratori locali. «A occhio e croce nessuno dei nomi circolati saranno nella giunta Marino. Mi pare si tratti di giornalismo creativo», sottolinea Orfini. Talmente creativo che lo stesso Orfini ci mette del suo: «Non è nemmeno detto che sia del Pd». Chiaro il riferimento alla deputata Lorenza Bonaccorsi che non solo ha declinato l’invito, ma ha chiesto a tutti di lasciarla fuori dalle polemiche. Polemiche aspre, dure, tanto che al Senato il Pd ha deciso di «fare muro» contro le mozioni su Mafia Capitale, conle qualile opposizioni chiedono lo sciogliemen-to del Comune.

Alla fine Orfini è stato «costretto» a convocare al Nazareno il primo cittadino dell’Urbe, in modo da delineare una strategia. L’incontro, durato circa un’ora, è stato incentrato «sull’ipotesi di rilancio della giunta capitolina», messa alle corde dalle dimissioni del vicesinda-co finito nell’inchiesta su Mafia Capitale. «La verità è che Sel è in appoggio esterno alla giunta Marino (Nieri è un esponente del partito di Vendola, ndr). Ora sta al sindaco spiegare alla città cosa vuole fare e con quale squadra», sostiene l’esponente di Sel, Massimiliano Smeriglio, «dopo un nanosecondo è iniziato il totonomi come se si trattasse di figurine e non di persone. Il mio nome ideale per il dopo Nieri rimane Nieri,al massimo Pizzaballa, visto che sembra una discussione da bambini di fronte alle figurine». E non sarebbe affatto la scelta peggiore.

Nel frattempo Marino sceglie il silenzio rispetto alle dimissioni «irrevocabili» del suo vice e all’ormai non più rinviabile rimpasto di giunta, limitandosi a citare Che Guevara: «Stiamo rivoluzionando tutto». Solo che nessuno se ne accorge. E così Walter Tocci, già vice sindaco dell’era Rutelli, si è dichiarato indisponibile a subentrare a Nieri. Tra le new entries c’è Roberto Morassut, già nella squadra di Walter Veltroni. Difficile però che molli il posto alla Camera. E così c’è chi vede in Alfonso Sabella, magistrato e assessore alla legalità, l’asso nella manica di Marino per rasserenare i rapporti con Palazzo Chigi. Possibilità teorica, visto che in pratica il passaggio sarebbe tutt’altro che facile. Il premier Renzi, a questo punto, si dice che aspetti da Marino una proposta «seria», «concreta», avendo fissatto l’obiettivo del«commissariamen-to» dell’amministrazione capitolina. La relazione che il prefetto Gabrielli ha inviato al ministro Angelino Alfano ha determinato questa «stretta» sulla struttura amministrativa del Campidoglio. Sempre che una scelta a sorpresa non arrivi dal ministro dell’Interno, che entro fine mese sipronuncerà su quanto ricevuto dal prefetto. E a quel punto tutte le teorie potrebbero sciogliersi come neve al sole.

Nel frattempo la preoccupazione del sindaco sembra essere la pulizia della città, sostenendo che Roma pensa ai privati. «Credo fortemente che abbiamo dei grandi professionisti in azienda», dice Marino, «ma se questo non dovesse funzionare dobbiamo intraprendere strade diverse come quelle di altre capitali europee, da Londra e Parigi, che a un certo punto hanno messo a gara nei vari municipi, aprendo al privato, il servizio di spazza-mento e di raccolta dei rifiuti». Ieri sera Marino è volato a Losanna per le Olimpiadi. In fondo partecipare è importante…

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Scritto da Magazine Donna il 16/07/2015 7:16

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