La stampante 3D made in Italy che costruisce anche le case

La rivoluzione è ora. Resa possibile da idee come quelle messe a punto e poi diffuse da Wasp, progetto incentrato sullo sviluppo della stampa 3D nato nel 2012 all’interno di CSP, azienda che si occupa per l’appunto dello sviluppo di progetti innovativi, e che da un investimento iniziale di 7.000 euro ne fattura ora 2 milioni dopo soli tre anni di vita. Wasp, come in inglese chiamano la vespa vasaia, snella e molto veloce, è acronimo di World’s advanced saving project, ed è letteralmente “esplosa” a Massa Lombarda, dunque non nella Silicon Valley californiana ma poco fuori Ravenna. Gli ideatori, dal 18 al 20 settembre, daranno vita nella propria cittadina a un festival in cui mostreranno l’ultimo sogno: la realizzazione della stampante 3D più grande al mondo che costruisce case da zero.

L’hanno chiamata “Big Delta”, è alta 12 metri ma ampliabili a 24. E il termine “rivoluzione” non pare esagerato, per il settore edilizio.

La stampante costruisce infatti davvero abitazioni, sostanzialmente a costi bassissimi e anche a bassissimo impatto ambientale. Lavora materie reperibili sul luogo, come argilla mista a paglia, ma può anche estrudere cemento o la terra che si trova in qualsiasi nazione. Estrusione, questa l’operazione fondamentale: consiste nel comprimere i materiali che poi escono dalla punta della stampante come da un barattolo di dentifricio, secondo dati e schema precedentemente immessi nella macchina. “Big Delta” non è ancora sul mercato, ma ha un costo stimato fra i 100 e i 150mila euro. È composta da una struttura leggera, facile da trasportare e montare per moduli. Consuma soltanto 2 kwh. Per assemblarla e poi farla funzionare bastano tre persone e un paio di ore di lavoro. Il tutto in una visione da operatore della makereconomy: auto-produrre senza dipendere da soggetti proprietari che detengono il monopolio di un sapere.

Un progetto che nasce per realizzare abitazioni in contesti difficili, come per esempio l’Africa Centrale, masi propone anche di operare nella manutenzione architettonica. Infatti la tecnologia della stampa, unita allo scanner 3D, apre nuove porte anche al restauro.

Wasp nasce da un’idea di Massimo Moretti, artigiano dal grande estro. «A un certo punto della vita mi sono chiesto perché correvo  avanti e indietro. Volevo dare un utilità collettiva al lavoro. Volevo fare innovazione non profitto». Così dà forma a un’impresa un po’ anarcoide che fa ricerca avanzata e ha un obiettivo volutamente irrealizzabile e provocatorio: salvare il mondo.

L’impresa, che in poco tempo ha coinvolto 40 persone – 20 con contratto a tempo indeterminato e 20 collaboratori esterni -, è composta da “smanettoni” dei computer e artigiani. Peraltro, Massimo ha fatto davvero di tutto nella vita. Ha lavorato in fonderia, è stato atleta della nazionale di ka-rate, costruttore di livelle laser. Poi l’invenzione delle stampanti 3D Wasp di piccole dimensioni, iperveloci, precise, che ottengono un grande successo sul mercato. Con gli utili finanziano altre stampanti più grandi, fino alla “Big Delta”. Lavorano basandosi su cambio di mentalità totale, senza brevetti. Come si fa nella sharing economy. Chiunque può riprodurre gratuitamente quello che fanno e in maniera legale, ma non la può vendere. E tutto è disponibile in rete. Questo, ad esempio, vuol dire che domani potremo costruirci una casa o una stampante 3D, e farlo perché troviamo i progetti esecutivi e le conoscenze in internet.

Da ogni parte d’Italia e non solo arriva gente con idee. Loro valutano se realizzarle e gli altri del settore corrono a copiarli. Hanno affittato un appartamento appositamente per agevolare chi arriva a Massa Lombarda per realizzare nuovi progetti.«Non vogliamo che ci siano impedimenti e ostacoli, come lo Stato, la burocrazia, le tasse, l’ignoranza che non ti permettono di realizzare i tuoi sogni» spiega Massimo. Wasp nel piccolo sembra fare tutto quello che le associazioni di categoria e lo Stato non fanno e che dovrebbero. Viste anche le risorse disponibili: innovazione, condizioni per svilupparla, progetti positivi, fatturato e posti di lavoro. Il rilancio dell’economia italiana passa attraverso imprese come questa che riesce a stare sul mercato con una visione economica e sociale che fa la differenza. «Chi lavora qui sa che fa parte di un gruppo. Non solo per guadagnare ma per condividere conoscenze e crescere con gli altri» spiega Moretti. Così arrivano i riconoscimenti internazionali, come il Green Award 2013 a Londra. E nei prossimi mesi le stampanti della Wasp saranno distribuite anche negli Stati Uniti.

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Scritto da Magazine Donna il 15/09/2015 6:33

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