Lavoro su Internet? Si ma attenzione alla truffa

Cercare lavoro è un’impresa piuttosto difficile in questo periodo. Quando abbiamo bisogno di un nuovo impiego perché siamo disoccupati ci sentiamo emotivamente e concretamente in difficoltà, pronti a tentarle tutte. I numerosi truffatori che sfruttano il Web per rubare soldi e informazioni altrui lo sanno e se ne approfittano. Internet è pieno zeppo di finti annunci di lavoro, creati per raccogliere con l’inganno dati sensibili, rubare identità oppure indurci a versare una somma di denaro in cambio dell’accesso a un colloquio che non avverrà mai.

Un fenomeno in aumento La quantità di annunci di lavoro falsi sta aumentando in maniera preoccupante. Basta leggere blog e bacheche che trattano il tema del lavoro per rendersene conto. Moltissimi utenti raccontano di esserci cascati e di aver perso tempo e soldi. Alcuni hanno messo nelle mani di pirati informatici senza scrupoli i propri dati personali. Non sempre gli annunci truffa sono completamente scollegati da un impiego vero e proprio. In alcuni casi il lavoro c’è, ma è pagato pochissimo. Non facciamoci prendere dallo sconforto: con la dovuta attenzione riusciremo ad evitare le fregature.

Troppo bello per essere vero Tutti sappiamo che quando un annuncio sul web è troppo invitante nove volte su dieci nasconde un inganno. Proposte come “guadagna 2.000 euro a settimana con il trading online” oppure “lavora da casa senza fatica e guadagna quanto vuoi” non possono essere reali. Nella maggior parte dei casi cliccando su questi annunci ci troviamo su un sito che vende programmi per il trading Online, ovvero l’investimento dei propri soldi in borsa usando Internet. Oppure su una pagina che ci chiede di inserire i
nostri dati in modo da ricevere ulteriori informazioni sul lavoro offerto. Dati che verranno rubati e usati dai malintenzionati della Rete per commettere altre truffe. Evitiamo sempre di fare clic su queste offerte.

Dimmi chi sei Quando un’azienda valuta noi e il nostro curriculum per decidere se darci un lavoro o meno, tra le cose che ci vengono sempre richieste ci sono serietà e affidabilità. Facciamo altrettanto, è un nostro diritto! Le società che offrono lavoro, anche online, hanno il dovere di fornirci informazioni complete su ragione sociale, indirizzo e partita IVA, a meno che non si tratti di un annuncio pubblicato su Internet da un’agenzia di lavoro. Si tratta di realtà che offrono ad aziende grandi e piccole un servizio completo di selezione e ingaggio del personale. In questo caso le informazioni non ci sono, perché ce le darà il mediatore quando ci recheremo nel suo ufficio per un primo colloquio conoscitivo, quindi non c’è da preoccuparsi. In tutte le altre situazioni l’assenza di nome, indirizzo e partita IVA in un annuncio deve farci scattare un campanello d’allarme: stiamo per essere raggirati. Società inventate I criminali purtroppo sono scaltri e cambiano le modalità con cui cercano di raggirarci a seconda dei nostri comportamenti. Avendo visto che gli annunci senza l’indicazione della partita IVA e del nome completo dell’azienda spesso non vengono presi in considerazione, hanno deciso di inventarne di falsi. Per questo, anche di fronte a una proposta apparentemente realistica, completa di tutte le informazioni sulla società e priva di promesse “troppo belle per essere vere”, facciamo un controllo. Andiamo su www.registroimprese.it e nel riquadro rosso dei Servizi senza registrazione (a sinistra sotto la cartina dell’Italia) digitiamo il nome dell’azienda in questione. Se è registrata tra i dati ufficiali della Camera di Commercio in linea di massima possiamo fidarci.

Facciamo un esempio Il Gruppo Megamark di Trani, azienda specializzata nel settore della grande distribuzione, ha recentemente denunciato alla Polizia Postale la presenza di un annuncio truffa su Internet. L’offerta fasulla di lavoro, pubblicata da Subito.it e poi ripresa da altri siti, dichiarava che II Gruppo Megamark stava cercando personale in vista dell’apertura di nuovi punti vendita. L’annuncio chiedeva di spedire via posta elettronica, oltre al curriculum, anche copie dei documenti di identità. In questo caso accorgersi della truffa era molto difficile perché l’azienda esiste davvero e spesso pubblica su Internet le sue offerte di lavoro. Per non rischiare, fidiamoci solo di siti che si occupano esclusivamente di ricerca del personale o direttamente dei portali ufficiali delle aziende.

Il finto colloquio Non tutti i truffatori si limitano a rubare i nostri dati attraverso un annuncio in Rete, alcuni sono molto organizzati e arrivano persino a realizzare dei finti colloqui di lavoro, di solito allo scopo di chiederci un contributo in denaro per un corso di formazione o una selezione scritta. Non firmiamo nulla se vogliono costringerci ad acquistare qualcosa. Se dovesse capitarci qualcosa del genere, non esitiamo a raccogliere più dati possibili su questi finti datori di lavoro per poi denunciarli alla Polizia o ai Carabinieri. Possiamo riconoscere che si tratta di un finto colloquio in- nanzittutto perché ci chiedono dei soldi e poi perché chi abbiamo di fronte non ha letto il nostro CV o addirittura non ce lo ha neppure chiesto. Inoltre non ci vengono fornite informazioni utili sul nostro ipotetico impiego e luogo di lavoro. Anche nel caso del telelavoro un’azienda seria non ci chiederebbe mai di pagare per il materiale necessario a lavorare da casa.

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Scritto da Magazine Donna il 26/08/2015 16:35

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