Lega e M5S furiosi con Renzi Ma il Parlamento non voterà

L’accordo con la Grecia è fatto, raggiunto dopo una lunga maratona di trattative a Bruxelles. Ma le acque sono più agitate che mai e l’Europa sembra rischiare sul serio di colare a picco, in queste acque tumultuose. Il premier Matteo Renzi racconta che la notte non è stata facile e che più volte ci si è avvicinati allo strappo. «Abbiamo rischiato la Grexit. In un paio di momenti, se avessi dovuto scommettere, avrei puntato sul fallimento della trattativa e quindi sulla Grexit, ma oggi abbiamo invece fatto un passo avanti decisivo», spiega il presidente del Consiglio, che mostra un moderato ottimismo, così come lo esprime tutta la compagine del governo e spiega che comunque non sono giustificati «i trionfalismi». Dal Quirinale nessun commento uficiale sull’accordo, filtra però la soddisfazione del presidente Sergio Mattarella, secondo il quale mantenendo la Grecia all’interno della zona euro si è permesso all’Unione Europea di conservare intatta la propria identità e di salvaguardare l’unità e la comune prospettiva da rischiosi snaturamenti.

Fatto salvo l’ovvio atteggiamento dei vertici istituzionali, in Italia le reazioni all’intesa non sono in generale positive. Il sì di Tsipras ha di fatto creato un popolo di delusi. Di «orfani di Tsipras» stesso, che in lui vedevano il nuovo leader di una sinistra europea. Glieuroscetti-ci accusano il colpo, ma si dimostrano più convinti che mai delle loro posizioni. In primis a Legae M5Sl’intesanonvapro-prio giù, accusano Tsipras di tradimento e puntano il dito contro il rigorismo alla tedesca. E per le opposizioni si dimostra anche la debolezza di Renzi proprio in Europa. Mentre qualcuno ne approfitta per tornare alla carica con il teorema della «parola al popolo». Ma in Italia non ci potrà essere alcuna ratifica da parte del Parlamento dell’accordo, perchè non lo prevede il nostro ordinamento, come invece accadrà in altri Paesi sette europei, esclusa la stessa Grecia.

«Accordo Grecia? Mi pare una buffonata. Regaliamo altri 80 mld e non ridiscutiamo niente dell’Europa e dei trattati». Lo scrive su twitter il leader della Lega, Matteo Salvini. Non solo. «Mipare», aggiunge Salvini, «che la Ue (Germania in testa) si sia «comprata» la permanenza della Grecia nell’euro promettendo 80 mld (che Renzi non si permetta di far pagare un solo euro agli italiani!) in cambio di svendite e regali alle solite multinazionali. Ma il «rivoluzionario» Tsipras che fine ha fatto? Se questa è l’Europa, bella roba». Salvini poi attacca ilpremier: «Renzi non ha toccato palla, non era neanche nelle sale dove discutevano della Grecia».

«La strategia dell’eurogrup-po, quella del terrore: colpirne uno per educarne 19 #ThisIsA-Coup, questo è un colpo di Stato», scrive sempre su twitter Beppe Grillo. «La democrazia è sospesa: l’umiliazione della Grecia è un monito per tutti i Paesi che vogliono il riconoscimento della loro sovranità», continua il leader dei grillini. «Una settimana per spezzare le reni alla Grecia», si legge anco-ranelpost. Mentre LuigiDiMa-io, vicepresidente della Camera e membro del direttorio M5s, esprime un giudizio netto e negativo su Tsipras: «Io ero ad Atene domenica e lo dico chiaramente: Tsipras ha tradito il referendum e la democrazia».

Renato Brunetta, «una volta tanto» dà «ragione», per modo di dire, a Renzi: «Nessun trionfalismo. Ovviamente meglio un accordo che nessun accordo. Meglio un compromesso chelarottura. Detto questo, però, i problemi rimangono ancora tutti aperti», scrive infatti in una nota il presidente dei deputati di Forza Italia. Dove i problemi sono la «bassa crescita» di un’Europa che «dopo sette anni non è ancora uscita dalla crisi». Di «quello che stiamo vivendo» Brunetta accusale «politiche di rigore imposte dalla Germania e subite da tutti gli altri. Questa Europa a egemonia tedesca non ci piace e non può andare lontano. Non può essere solo il ministro delle finanze tedesco, Wolfgang Schäuble, a comandare». Particolarmente ironico il «Complimenti Europa!» di Maurizio Sacconi di Ncd su Twitter, che a proposito del nuovo piano di aiuti alla Grecia afferma: «È come se nel dopoguerra gli Usa avessero erogato il piano Marshall a un governo filo russo in Italia dopo averlo negato a De Gasperi». Lacomico, com’è nel suo stile, il commento del senatore Mario Monti, ex premier: «Tsipras è stato disinvolto, un giocatore di poker, e in buona sostanza ha perso». Chiedendo un referendum «a metà negoziazione», spiega, «Tsipras ha creduto di rafforzarsi nel negoziato rispetto all’Europa, ma in realtà si è indebolito», perché ha accettato «un patto con l’Europa parecchio più pesante di quello che aveva invitato i suoi cittadini a rifiutare».

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Scritto da Magazine Donna il 14/07/2015 6:10

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