L’intercettazione, il fruscio e le mille versioni di Crocetta

L’ ultima indiscrezione parla di un fasci. colo aperto a Calta-nissetta su rapporti tra Tutino e magistrati palermitani: conterrebbe l’orribile frase del chirurgo estetico rivelata dall’Espresso che ha condotto Crocetta “sull’orlo del suicidio”, dice lui. Ma anche sul fascicolo di Caltanissetta non c’è nessuna conferma, e in assenza di riscontri giudiziari “la frase fantasma” di Matteo Tutino viaggia tra gossip e sussurri cercando un fascicolo dentro cui accasarsi, un atto giudiziario al quale appendersi, un contesto logico nel quale trovare una propria, credibile, collocazione in un gioco a chi la spara più grossa.

LO STESSO Crocetta ieri mattina aveva offerto un indizio al Tgla7: “Sono convinto che si tratta di un’intercettazione ambientale confusa, piena di fruscii, parzialmente incomprensibile, con Tuti-no che parla senza che si sappia con chi. Certamente non con me, che in quello studio non sono mai andato”. Nel pomeriggio, però, ha smentito se stesso all’Ansa: “Un’ambientale? Non è una mia convinzione, non è una cosa di cui sono convinto. È solo una delle tante minchia-te che mi hanno riferito come ipotesi di quanto accaduto”. “Sono pensieri di Crocetta – ha smentito per la quarta volta la procura con l’aggiunto Leonardo Agueci – agli atti in nostro possesso non risultano registrazioni ambientali o telefoniche, non esiste quella intercettazione”. Minchiate, appunto, e vecchi rancori che tornano a galla: ancora lui, il governatore, ieri al Tgla7 per ribadire la tesi dei servizi deviati ha voluto tracciare, ha detto, “un profilo professionale di Piero Messina”, il giornalista da lui licenziato, insieme ad altri venti, dall’ufficio stampa della regione ed autore dell’articolo sull’Espresso: “Nel 2013 scrisse che io avevo creato inimicizie con gli Usa con il Muos, e per effetto di quella decisione erano saltati investimenti cinesi in Sicilia – ha detto Crocetta – nel 2014 quando ospitai il rappresentante palestinese scrisse che ciò aveva creato nei miei confronti l’ostilità di servizi segreti occidentali e israeliani. Mi chiedo: come faceva Messina a conoscere quelle ostilità, chi gliel’ha dette?”.

Il giornalista non replica, lasciando che a parlare siano le conferme del suo direttore, Luigi Vicinanza secondo cui l’intercettazione esiste e risale al 2013: “Posso confermare che l’audio è sporco, ci sono alcune interferenze -scrive Vicinanza – i due parlano con grande confidenza, a tratti in siciliano”. Il giornale non è in possesso dell’audio, ma “il nostro cronista – osserva il direttore -l’ha ascoltato. Poi ha potuto ricopiare la trascrizione”. Ma allora -si chiedono in molti – perché nel pezzo è scritto che quelle parole pesantissime sono state “intercettate pochi mesi fa”? Domande senza risposta che alimentano i dubbi, come la diffusione in ambienti giornalistici in Sicilia, dell’e s i-stenza di altre intercettazioni imbarazzanti per Crocetta e per la tenuta del suo governo regionale, fin dal giorno stesso dell’arresto di Tutino, il 29 giugno.

NESSUNA conferma anche in questo caso di intercettazioni ormai fantasma che non cancellano il clima di ostilità e di pressioni politiche su Lucia Borsellino per favorire i personaggi vicini a Matteo Tutino. Fu lei stessa, il 12 luglio dell’anno scorso, a denunciare con una nota inviata in procura “di avere subito pressioni da parte di personaggi politici”, Nino Oddo e Giovanni Di Giacinto, entrambi del Megafono, affinché intervenisse sul neo direttore generale dell’Asp di Trapani, Fabrizio De Nicola, per agevolare la nomina di Giacomo Sampieri, il manager indagato con Tutino. E proprio “da un anno – ha detto Manfredi parlando sabato davanti al capo dello Stato Mattarella – mia sorella porta la croce.”

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Scritto da Magazine Donna il 21/07/2015 5:39

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