Mare inquinato: Ecco le località italiane più pericolose

Il mare italiano è inquinato. Su 266 campioni di acqua analizzati dal laboratorio mobile di ‘Goletta Verde’ di Legambiente il 45% è risultato avere cariche batteriche superiori ai limiti imposti dalla normativa. In altre parole, ogni 62 km di costa c’è un punto inquinato. Ma non è solo la mancata depurazione a danneggiare il nostro mare e le coste: nel corso del 2014 sono state 14.542 le infrazioni accertate dalle forze dell’ordine e dalle capitanerie di porto per reati inerenti il mare e la costa, circa 40 al giorno, 2 per ogni chilometro di costa, lievemente in crescita rispetto al 2013, quando le infrazioni erano state 14.504. Diciottomila le persone denunciate o arrestate, con 4.777 sequestri eseguiti dalle autorità competenti. “Numeri impressionanti che evidenziano la gravità delle attività illegali lungo le coste e nei mari del nostro Paese”, commenta Legambiente.

A salvarsi è la Sardegna, con qualche criticità riscontrata solo in corrispondenza di foci di fiumi o canali. Poche le criticità riscontrate anche nelle regioni dell’alto adriatico (Veneto e Friuli Venezia Giulia), complice anche il periodo di campionamento (ad inizio giugno quindi a stagione balneare appena cominciata). Le situazioni maggiormente critiche si registrano, invece, ancora una volta lungo le coste di Marche e Abruzzo, penalizzate anche dall’elevato numero di corsi d’acqua, canali e fossi che sfociano in mare. Situazione difficile anche in Sicilia: su 26 punti monitorati ben 14 sono risultati inquinati o fortemente inquinati.

Qui la mappa interattiva

Ben il 50% dei punti inquinati si trova nei pressi di spiagge (quasi sempre libere) con un’alta affluenza di bagnanti, dove di fatto la balneazione è abituale. Dei 120 punti inquinati e fortemente inquinati secondo il giudizio di Goletta Verde, ben il 49% risulta non campionato dalle autorità competenti, cioè non sottoposto a nessun tipo di controllo sanitario. Addirittura il 38% dei punti scovati dai tecnici di Legambiente, nel Portale delle Acque del Ministero della Salute risulterebbero balneabili, talvolta in classe eccellente. Forse perché il criterio principalmente utilizzato nel definire i punti di prelievo da parte delle autorità competenti è quello del “maggior afflusso” e quasi mai quello del “maggior rischio” (utilizzato dai tecnici di Goletta Verde) sebbene entrambi siano previsti dalla Direttiva. Solo in 14 casi su 120, i punti campionati risultano vietati alla balneazione dalle autorità preposte.

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Scritto da Magazine Donna il 17/08/2015 15:04

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