Marino mette nel mirino Esposito Ma lui: sono tranquillo, non lascio

Foto Vincenzo Livieri - LaPresse  24-07-2015 - Roma - Italia  Cronaca Conferenza stampa del sindaco Ignazio Marino su Atac. Nella foto ignazio Marino Photo Vincenzo Livieri - LaPresse  24-07-2015 - Rome -  Italy  News Press conference of Ignazio Marino on Atac. In the pic Ignazio Marino

Foto Vincenzo Livieri – LaPresse
24-07-2015 – Roma – Italia
Cronaca
Conferenza stampa del sindaco Ignazio Marino su Atac. Nella foto ignazio Marino
Photo Vincenzo Livieri – LaPresse
24-07-2015 – Rome – Italy
News
Press conference of Ignazio Marino on Atac. In the pic Ignazio Marino

«Io sono tranquillissimo e vado avanti a fare il mio lavoro». Il sindaco Marino? «Se non fa supreme cazzate, arriverà al 2018». E in quel “se” c’è un mondo. Stefano Esposito, senatore del Pd e assessore ai Trasporti del Campidoglio, al centro dell’ennesima polemica che riguardala giunta di Roma, non smentisce la sua fama. Parla senza peli sulla lingua, con Libero che lo chiama. E fa capire quello che, nel Pd, molti sussurrano: se ci fosse uno scontro tra lui e Ignazio Marino, quello a dovere temere sarebbe il secondo, non certo lui.

Fedelissimo dell’uomo a cui Matteo Renzi ha affidato il compito di rimettere mano al partito romano, Matteo Orfini, Esposito non è nuovo a polemiche. L’ultima, però, sta creando
più chiasso delle altre. Riguarda Atac e per la precisione un appalto per comprare nuovi bus. Il decisionismo del neo-assessore, tanto integerrimo quanto poco diplomatico, avrebbe fatto arrabbiare il nuovo direttore generale di Atac, Franco Micheli, uomo scelto da M arino, fino a spingerlo a minacciare le dimissioni. Notizia che però ieri il Campidoglio ha smentito.

Il sindaco, dall’ennesima trasferta americana, pare si sia infuriato con il neo-assessore, fino a ventilarne una cacciata. Anche perché questa vicenda si aggiunge ad altre che hanno messo a dura prova il rapporto. Come quando, pochi giorni fa, in un’intervista Esposito ha demolito il progetto del nuovo stadio della Roma, un’operazione che Marino considera uno dei fiori all’occhiello del suo mandato. Ma il problema, si spiega in Campidoglio, è di fondo. Al sindaco non va giù la personalità tracimante di Esposito, la sualibertà di dire (e fare) senza concordare nulla con lui. Lo scontro con Micheli è la classica goccia che potrebbe far traboccare il vaso.

Potrebbe, ma non lo farà. Per una ragione di ferro: Esposito è uomo di Orfini, il quale garantisce la sopravvivenza a Marino, essendo praticamente l’unico big del Pd rimasto a difendere il sindaco. Dunque, se Marino tocca Esposito, il primo a cadere è lui.

Non a caso l’assessore ai Trasporti, al centro di boatos giornalistici e attacchi dell’opposizione, è sereno. Raggiunto da Libero, smentisce, innanzitutto, che domani sia in programma un faccia a faccia con il sindaco. «Pura fantasy. Avevamo un appuntamento mercoledì, che dobbiamo fare da dieci giorni. Ho chiesto io di anticiparlo a martedì. Ma fa parte della normalità. Io e il sindaco ci vediamo ogni settimana». E le voci secondo cui Marino vorrebbe mandarlo via? «Io sono tranquillissimo e vado avanti, occupandomi di una cosa di cui nessuno voleva occuparsi». Cioè i trasporti malandati di Roma. «Quando qualcuno avrà qualcosa da dirmi, me ne occuperò». Nega che ci siano problema con il direttore generale di Atac. «Fantasy anche questo. Sentite Micheli e fatevi dire da lui. Io non ho mai detto la frase riportata dai giornali. (“O lei fa come dico io oppure è meglio che se ne va- dai”, n.d.r). Tra me e lui», aggiunge,, «c’è il rapporto che c’è tra chi dà gli indirizzi e chi deve seguirli». Divergenze di opinioni? Ci sono, sì. «Ma è nell’ordinario». Durerà Marino? «Se non fa supreme caazzate, sì. Non vedo perché dovrebbe andarsene. Poi dopo il 2018 vedremo». Marino vorrebbe ricandidarsi. «Questo è un altro capitolo, sta nella stratosfera». A ogni giorno la sua pena. Ed è materia che in Campidoglio non manca.

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Scritto da Magazine Donna il 27/09/2015 6:03

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