Mentre Atene brucia Tsipras incenerisce l’ala più dura di Syriza

Tsipras cambia ministri, per non cambiare maggioranza. Era stato ampiamente annunciato e ieri sera il premier greco ha reso pubblico il rimpasto di governo. Fuori i dissidenti, dentro i fedelissimi. Si era ipotizzato l’ingresso nell’esecutivo di tecnici per traghettare la Grecia a nuove elezioni, preferibilmente a inizio autunno, prima del voto spagnolo di novembre. Tsipras, invece, ha scelto di allontanare dal governo i rappresentanti della minoranza interna di Syriza (dieci in tutto), che mercoledì ha votato contro l’accordo, per rimpiazzarli con altri della corrente maggioritaria o degli alleati nazionalisti di Anel.

PANAGI OTI S Lafazanis, leader della Piattaforma di Sinistra, ala dura di Syriza, è stato sostituito al ministero dell’Energia da Panos Skourletis, già ministro del Lavoro, che riceve anche la delega alle Infrastrutture. Skourletis, molto vicino al premier, diventa così l’uomo chiave del secondo esecutivo Tsipras. Il dicastero del Lavoro viene trasferito a George Katrougalos, già vice ministro per la Riforma Amministrativa. Confermati Giorgos Stathakis, all’Economia, ed Euclidis Tsakalòtos a guida del dicastero delle Finanze. Entrambi saranno affiancati da nuove figure, per sopperire alle dimissioni di Manos Manousakis, ex segretario generale del ministero dell’Economia e Nadia Vala-vani, ex vice di Tsakalotos. Al posto della Valavani arriverà Tryfon Alexiadis esperto di fisco e presidente del sindacato dei commercialisti. Fuori anche il vice ministro per la Sicurezza Sociale Dimitris Stra-toulis: arriva Pavlos Haikalis (Anel). Allontanati i dissidenti, Tsipras ha centralizzato il potere nel partito, tagliando fuori la minoranza (40 deputati). Per continuare, avrà quindi bisogno dei voti de ll’opposizione. Appoggio incassato già due volte negli ultimi sette giorni.

Per tutta la giornata di ieri, mentre erano in corso le negoziazioni per il rimpasto, bruciavano le colline intorno ad Atene. Secondo i vigili del fuoco ci sono stati almeno 32 i roghi in tutto il Paese. L’incendio più importante è stato sul monte Imetto, da cui si alzava una nuvola di fumo che è arrivata fino in piazza Syntagma, sopra il Parlamento. Un forte vento ha spinto le fiamme, propagatesi fino alle case di Karea, periferia est della capitale. Yorgos, pompiere quarantenne, coordina i volontari che con secchi e pompe tentano di domare le fiamme: “Negli ultimi anni ci sono stati molti tagli la metà dei nostri veicoli non funziona”. A metà giornata Tsipras chiede a Francia e Italia di mandare mezzi antincendio, mancano elicotteri e canadair. Critica la situazione anche nel Peloponneso meridionale, dove quasi 200 persone, in gran parte turisti, sono rimasti intrappolati su una spiaggia di Laconia. La foresta alle loro spalle ha preso fuoco bloccandoli, per oltre sei ore, sul bagnasciuga. Un 58en-ne è deceduto per problemi respiratori.

MENTRE la Grecia bruciava, da Berlino arrivavano buone notizie. Il Bundestag, nel giorno del compleanno della cancel-liera Angela Merkel, ha approvato il piano di aiuti per la Grecia. L’accordo è stato promosso con 439 voti a favore, 119 contrari e 40 astenuti. Il numero dei contrari è cresciuto rispetto alle votazioni dei due precedenti memorandum, si sono opposti circa 60 deputati della maggioranza e quasi altrettanti di Die Linke. “L’alternativa a questo accordo – aveva detto la cancelliera prima del voto – non sarebbe un’uscita temporanea della Grecia dall’euro” come aveva chiesto il ministro delle Finanze Wolfgang Shaeuble, ma diventerebbe “molto probabilmente il caos. Saremmo gravemente negligenti e agiremmo in modo irresponsabile se non facessimo almeno un tentativo”. L’iter parlamentare tedesco non è finito, ma l’approvazione di ieri, assieme a quella di altri parlamenti dell’eurozo-na, permette lo sblocco dei 7,16 miliardi di euro che già lunedì saranno a disposizione di Ti-spras.

Dei fondi che arriveranno ad Atene, il governo greco potrà gestirne qualche briciola. Infatti, 6,7 miliardi verranno versati direttamente ai creditori: Fmi, con il quale la Grecia risulta già insolvente, e Bce, per i bond in scadenza. Per i greci, lunedì entreranno in vigore le prime misure del terzo memorandum. L’aumento dell’iva, che colpisce molti generi alimentari, è il più temuto, con rialzi dal 13% al 23% sui ristoranti. In molti speravano che gli aumenti coincidessero con la riapertura delle banche, che però sembra rimandata. Apriranno solo mille sportelli in tutto il paese e il controllo di capitali rimarrà attivo, secondo il ministero dell’Economia, ancora per diverse settimane.

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Scritto da Magazine Donna il 18/07/2015 5:53

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