Motociclista ucciso al Circo Massimo: “Non pensavo che fossi stato io”, la difesa dell’autista romano

“Non pensavo che fossi stato io”. Si difende l’autista dell’Atac alla guida dell’autobus 81 che ha travolto e schiacciato Vizzarro, a bordo del suo scooter al Circo Massimo. Una frase che tenta di spiegare un comportamento inspiegabile: il conducente si è fermato, è sceso dal mezzo e poi è risalito proseguendo il suo turno di lavoro. “Ho visto che c’era altra gente ad assistere lo scooterista”, è stata la sua giustificazione.

All’Atac prima negano, poi prendono tempo, tantissimo tempo. Infine, dopo travagli durati tutto il pomeriggio, partoriscono in serata uno scarno e istituzionale comunicato. “In merito al tragico incidente verificatosi nel primo pomeriggio in piazza Ugo La Malfa, Atac riferisce che sta offrendo la massima collaborazione alle autorità preposte alle indagini per fornire tutte le notizie utili a ricostruire la dinamica dell’accaduto – dice la nota – Un autista Atac, alla guida di un bus che percorreva la strada luogo dell’incidente, è stato ascoltato al comando dei vigili urbani”. L’amministratore unico di Atac Armando Brandolese ha disposto un’indagine interna. Dall’azienda di trasporto della capitale non è possibile sapere di più. Ci vogliono quasi quattro ore per passare dalla negazione dell’incidente all’ammissione del coinvolgimento di un autista Atac. Perché?

Non è la prima volta che i conducenti del trasporto pubblico vengono coinvolti in incidenti gravi o addirittura mortali. Ad aprile scorso Luca Liberti, 18 anni, ha perso la vita a piazza Istria, dopo essere finito con il suo scooter, uno Scarabeo 50, sotto un autobus dell’Atac sulla rotatoria della piazza. L’autista, 54 anni, risultato negativo ai test sull’assunzione di alcool e droga, ha raccontato di non essersi accorto di nulla. Poco più di un mese prima era stato un ragazzo di vent’anni, Alessandro Di Santo, ad essere travolto da un mezzo di Roma Tpl in piena notte a piazza Venezia, sotto gli occhi degli amici terrorizzati ed esterrefatti. Anche il quel caso il conducente raccontò di non essersi accorto di nulla e proseguì la sua corsa fino al Nomentano. Anche in quel caso venne accusato di omicidio colposo.

Sempre ad aprile 2015 si scontrano in viale Gianicolense

un tram otto dell’Atac e un bus della linea 982, gestito da Roma Tpl. Nove persone finiscono all’ospedale, quattro in codice rosso. Ancora ad aprile a Vigne Nuove una ragazzina di 13 anni viene investita da un autista dell’Atac. La vittima finisce con una gamba sotto una ruota del mezzo. Per estrarla ci vogliono i vigili del fuoco. L’autista rischia il linciaggio.

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Scritto da Magazine Donna il 13/01/2016 4:52

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