Niente bis, accoltellano cuoco Ma i clandestini sono già liberi

di GIUSEPPE SPATOLA – Volevano il bis di pastasciutta e al «no» dei responsabili della mensa hanno aggredito il cuoco della comunità che li accoglie brandendo un coltello da cucina e ferendo l’uomo, per fortuna non in maniera grave. L’ennesimo episodio di violenza scatenata dagli ospiti di una struttura di accoglienza (gli ultimi, in ordine di tempo, si sono verificati a Roma, Tor Sapienza, con tafferugli tra prodighi e cittadini, sedati a manganellate dalla polizia e nel Casertano, con un hotel devastato dai disperati arrivati sui barconi scontenti per il trattamento ricevuto) si è verificato a Brescia dove ieri la Prefettura ha allontanato dalla struttura di prima accoglienza Pampuri, gestita dalla Fondazione Fatebenefratelli, tre nigeriani richiedenti asilo.

La vicenda, prontamente denunciata alla polizia, solo per un miracolo non ha avuto un epilogo drammatico. Il cuoco, infatti, se la caverà con pochi giorni di prognosi, mentre i profughi sono subito stati portati in Questura. Per loro è scattata la denuncia a piede libero per aggressione ma, secondo la legge italiana, non potranno essere espulsi fino a quando la commissione provinciale che valuta le richieste di asilo non prenderà una decisione in merito alle loro pratiche. A causa del «mostro» giuridico italico, dunque, i nigeriani da ieri sono liberi di gironzolare per il Bresciano dopo aver quasi ucciso un uomo.

«Le regole dell’accoglienza prevedono che chi aspira ad ottenere lo status di rifugiato rispetti i principi della convivenza – ha detto il prefetto di Brescia Valerio Valenti -. Chi agisce con violenza è fuori dai nostri centri. Chi sbaglia paga». Parole che fanno quasi ridere perché non risolvono il problema dei profughi lasciati liberi di girare per i centri abitati con una denuncia pesante che pende sulla loro testa. «Non possiamo dare avvio alle pratiche di espulsione perché sono richiedenti asilo – hanno precisato in Prefettura -. Solo dopo l’esito della procedura avviata con la commissione sarebbe possibile allontanarli dall’Italia. Per ora abbiamo ritirato l’assistenza data nel centro di accoglienza». Ma c’è di più. Ammesso che la commissione dovesse respingere la loro domanda di asilo, i tre – come fanno migliaia di loro compagni di sventura – potranno fare ricorso in tribunale, garantendosi altri mesi di permanenza sul nostro territorio durante i quali è libero di scorrazzare dove più gli pare.

Intanto, per fare fronte all’emergenza arrivi, con 1060 profughi già ospitati a Brescia e la carenza di altre disponibilità, la Prefettura sta valutando l’ipotesi di aprire almeno cinque tendopoli da 50-60 posti. Al centro di smistamento di Bresso (Milano), infatti, sono “congelati” 270 immigrati destinati al bresciano. Per questa ragione si sta pensando di istallare le prime tende a Ospitaletto, in un ex supermercato che era gestito dalla Cooperativa sociale Fraternità. «il prefetto Valerio Valenti e il vice prefetto Salvatore Pasquariello hanno fatto il primo sopralluogo con il titolare della Fraternità – ha raccontato l’ex sindaco leghista Giorgio Prandelli ora in opposizione -. Questo prefabbricato sembra una serra, non ha neppure i servizi igienici se non uno nell’area dei vecchi uffici. Sembra che la Prefettura abbia intenzione di trasferire i profughi fermi a Bresso proprio a Ospitaletto.

La prima tendopoli della provincia dovrebbe avere posti per cinquanta o sessanta immigrati che si andranno ad aggiungere ai dieci che sono già ospiti della stessa cooperativa in spazi che io, da sindaco, non avrei mai giudicato idonei». Intanto questo pomeriggio l’assessore regionale alla Sicurezza della Lombardia, Simona Bordonali, effettuerà un sopralluogo in Oltrepò pavese, dove in un capannone abbandonato di Stradella si starebbe montando una seconda tendopoli pronta ad ospitare almeno cento profughi. La segnalazione di questo nuovo centro è arrivata nei giorni scorsi dal capo gruppo leghista al Senato, Gianmarco Centinaio, che su Facebook ha postato le foto dei mezzi della Croce rossa al lavoro nell’area dismessa. «Farò il sopralluogo accompagnata da Centinaio, dal consigliere regionale Angelo Ciocca e da segretario pavese Roberto Mura – ha confermato l’assessore -.

Il dubbio della Regione è che nel sito si stiano utilizzando attrezzature della Protezione civile senza averne diritto. Il mio assessorato alcune settimane fa ha mandato la diffida a utilizzare i mezzi di proprietà della Regione per allestire tendopoli in aree private. Vedremo se a Stradella questa lettera è stata osservata o meno…». In base ai dati del Viminale è proprio la Lombardia di Roberto Maroni la seconda regione italiana che ospita il maggior numero di profughi nelle strutture. A febbraio ne ospitava solo il 9 per cento, oggi è passata al 13 per cento delle presenze. Divisi per provincia in Lombardia sono 11.485 i profughi attualmente ospitati, a fronte dei 6.599 accolti a giugno e dei 5.863 di febbraio 2015. Numeri destinati a crescere ulteriormente se gli sbarchi sulle coste siciliane non si fermeranno.

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Scritto da Magazine Donna il 18/08/2015 8:55

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