Nuovo colpo a Marino Procuratore e prefetto: “Via i dirigenti corrotti’

L’ ultimo colpo contro il traballante sindaco di Roma è arrivato ieri sera dal Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza presieduto dal Prefetto Franco Gabrielli e allargato per l’occasione al Procuratore Capo di Roma, Giuseppe Pignatone. Il consiglio comunale di Roma non sarà sciolto per mafia ma la Capitale subirà l’onta di essere definita dalle massime autorità di sicurezza una città condizionata dalla mafia e potrebbero essere sciolti i municipi e dipartimenti più infiltrati. A saltare, per ora, secondo il Prefetto Franco Gabrielli dovrebbero essere quindi non i politici del Campidoglio ma le seconde linee locali e amministrative. A partire dai dirigenti incapaci di resistere alle blandizie degli amici di Salvatore Buzzi e Massimo Carminati.

DOPO QUESTA mossa e dopo la pubblicazione dei contenuti della relazione prefettizia che di fatto consigliava lo scioglimento, però, difficilmente Ignazio Marino potrà resistere attaccato alla poltrona. La rimozione dei dirigenti da parte del Governo, proposta dal Prefetto, è uno schiaffo al sindaco chirurgo che non ha saputo impugnare il bisturi rimuovendo lui quei dirigenti condizionati dall’organizzazione criminale. Quasi a confermare la tesi di un sindaco onesto ma incapace di governare una città come Roma.

Al capezzale della grande ‘Mucca’ (Buzzi dixit) esausta dopo le troppe mungiture, al comitato provinciale, ieri c’erano oltre al prefetto Gabrielli il procuratore, il questore e i comandanti provinciali di tutte le forze dell’ordine. La discussione è durata tre ore e non aveva esito scontato. Sul tavolo c’era la relazione della commissione prefettizia di accesso nominata dal prece-dessore di Gabrielli, Giuseppe Pecoraro, dopo la prima ondata di arresti del dicembre 2014. La relazione era molto dura e prefigurava un condizionamento dell’amministrazione capitolina da parte di Buzzi e Carminati tale da suggerire lo scioglimento per mafia. Piccolo problema: lo scioglimento deve essere decretato dal presidente Matteo Renzi in consiglio dei ministri e il premier ha detto più volte in pubblico di non avere alcuna intenzione di sciogliere non tanto per rispetto a Marino ma all’immagine della nazione e sua (cosa a cui tiene non poco) nel mondo.

INSOMMA il Prefetto Franco Gabrielli ieri era nella situazione poco piacevole di poter proporre al suo ministro di assecondare le conclusioni di una commissione presieduta da un prefetto. Sapendo però che così facendo avrebbe proposto al ministro di contraddire il presidente del consiglio. Una follia politica. Con questo cerino in mano di non piccole dimensioni Gabrielli ha preso la parola ieri davanti al Comitato. Ne è uscito con una soluzione (sponsorizzata nei giorni scorsi anche in un’intervista al Fatto dall’assessore Alfonso Sabella): il comma cinque. Di cosa si tratta? Il comma 5 dell’articolo 143 del decreto legislativo numero 267 del 2000 prevede che, qualora la relazione prefettizia rilevi la sussistenza di “collegamenti o condizionamenti da parte della criminalità organizzata” con riferimento “ai dirigenti o ai dipendenti a qualunque titolo dell’ente locale” il Prefetto, ove non ritenga di sciogliere i comune, può proporre “ogni provvedimento utile” per ricondurre alla normalità la vita amministrativa dell’ente.

Questa è la strada prescelta da Franco Gabrielli. Sia il Prefetto che il Procuratore Pi-gnatone hanno sostenuto con dovizia di argomenti tecnici una posizione comune: non si può sciogliere per mafia il consiglio comunale della Capitale d’Italia.

PERÒ CON QUELLA relazione della commissione prefettizia sul tavolo e con le intercettazioni e i verbali finiti nelle informative dell’inchiesta e con quelli che ancora non sono pubblici, non si poteva lasciare totalmente impunita l’amministrazione. Per questa ragione Gabrielli punta a proporre entro la fine della settimana a Alfano i provvedimenti previsti dal comma quinto: scioglimento di alcuni municipi sospensione dall’impiego dei dirigenti, destinazione ad altro ufficio o altra mansione con obbligo di avvio del procedimento disciplinare da parte del’autorità competente. Gabrielli proporrà quindi ad Alfano di rimuovere i dirigenti dei dipartimenti del comune o di alcuni municipi. Il Ministro Alfano potrebbe disattendere la proposta di Gabrielli e graziare il Comune oppure, cosa che appare probabile, porterà la proposta di Gabrielli a Renzi. Il tutto con sullo sfondo speranza del premier: che Marino si faccia da parte.

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Scritto da Magazine Donna il 08/07/2015 7:07

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