Oggi lo sciopero dei medici. E in Emilia è giallo sulle assunzioni

Reparti, sale operatorie e ambulatori a singhiozzo anche in Emilia-Romagna e a Bologna, oggi, per lo sciopero nazionale dei medici. In Regione, oltre 10mila camici bianchi sono in subbuglio anche se non tutti, naturalmente, potranno fermarsi per protestare: le emergenze e parte delle attività programmate saranno infatti garantite, ma non mancheranno disagi per i pazienti. I medici di tutte le categorie (ospedalieri, di famiglia, veterinari, amministrativi) si fermano “contro i tagli e in difesa del servizio sanitario nazionale”. Uno dei problemi all’ordine del giorno è quello legato all’assunzione di personale. In particolare, ai 6mila nuovi medici che dovrebbero essere reclutati in tutta Italia per far sì che il nostro Paese rispetti la direttiva europea che prevede pause di 11 ore tra un turno e l’altro dei camici bianchi: perché ciò accada, però, serve più personale.

Giallo Governo-Regione. E qui si apre anche un piccolo giallo tra Governo Regione. Ieri, in un’intervista a Repubblica, il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha assicurato che i fondi per queste assunzioni ci sono, aggiungendo che “l’Emilia-Romagna ha bisogno di poco personale”. “Non abbiamo ancora quantificato il numero di assunzioni necessarie nei nostri ospedali – dice l’assessore alla Sanità Sergio Venturi – saremo in grado di farlo soltanto nei prossimi due o tre mesi”. Da un lato il ministro dice che da gennaio sono pronti a partire i nuovi contratti, dall’altro però c’è poca chiarezza sulle nuove assunzioni di medici e infermieri che servirebbero da Piacenza a Rimini.

Sindacati sul piede di guerra. Anche i sindacati, del resto, sono in attesa. E sono tantissimi quelli coinvolti nello sciopero di oggi (Anaao, Aaroi, Fimmg, Cimo, Cgil, Cils, Uil e Snami, solo per citarne alcuni). Sandro Macchia, segretario regionale dell’Anaao (una delle sigle più rappresentative) ha convocato una conferenza stampa per oggi alle 11: “Se non partono le assunzioni, non ce la facciamo ad affrontare il 2016. La gente viene mandata via ma non rimpiazzata. Come si può andare avanti così?”. La Cisl, con Marisa Faraca, rincara: “Le dotazioni organiche non sono sufficienti, non c’è un ricambio generazionale nè una trasmissione del sapere. E in più i turni sono diventati insostenibili. Nonostante ciò, l’assessorato regionale non ci ha ancora fornito un piano assunzioni, e nemmeno le aziende sanitarie ci hanno dato una risposta”.

Una giornata complicata. Ultimi ma non ultimi, anche i medici di famiglia lasciano lo stetoscopio nel cassetto. Fabio Maria Vespa, numero uno della Fimmg di Bologna, spera in un’affluenza alta da parte dei suoi colleghi (“in provincia siamo circa 700, confido che si fermino in 500”) e punta

il dito contro i rapporti conflittuali con le Ausl e viale Aldo Moro: “I problemi sono tanti, dalla precarizzazione del nostro lavoro alle diverse visioni sull’appropriatezza delle prescrizioni, per non parlare della tecnologia e dei difetti dei software che abbiamo in dotazione”. Di certo c’è che per molti pazienti bolognesi oggi sarà una giornata complicata, vsito che diversi ambulatori saranno chiusi in città e in provincia per tutto il giorno.

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Scritto da Magazine Donna il 18/12/2015 19:57

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