Omicidio Marco Vannini, dice la mamma di Marco: “Pistola e proiettile erano nella camera del fratello della fidanzata di mio figlio”

Se fosse stato davvero un incidente perché allora la pistola che ha ucciso il mio povero Marco è stata ritrovata nascosta sotto il letto di Federico, il figlio di Antonio Ciontoli?”. A porre questo inquietante interrogativo è Marina Conte, la madre di Marco Vannini, il ventenne ucciso il 17 maggio scorso con un colpo di pistola nell’abitazione della sua fidanzata a Ladispoli, in provincia di Roma. Giallo sta seguendo questa misteriosa vicenda ormai da settimane.

NON HANNO CHIAMATO SUBITO I SOCCORSI Per la morte di Marco la Procura di Civitavecchia ha indagato per omicidio volontario il padre della fidanzata del giovane, Antonio Ciontoli, 48 anni, che è un sottufficiale della Marina. L’uomo ai carabinieri ha dichiarato di aver involontariamente sparato al ragazzo, che viveva da qualche tempo in casa sua per lavoro, mentre maneggiava l’arma. Una versione dei fatti, quella raccontata dall’indagato, che non sembra convince re nessuno. Questa settimana Giallo è in grado di rivelarvi un particolare che potrebbe aggravare la posizione di Ciontoli e far vacillare la sua ricostruzione dei fatti. Eccolo: l’arma utilizzata per il delitto, una calibro 9, è stata trovata dai carabinieri nel corso di una perquisizione nascosta sotto al letto di Federico, il figlio dell’indagato, insieme a un’altra pistola, una calibro 7.65. Non solo.

Anche il bossolo del proiettile che ha ucciso Marco era nascosto con le due pistole. La cosa più assurda è che nessuna delle cinque persone presenti in casa, l’intera famigliaCiontoli e la fidanzata di Federico, l’altro figlio dei Ciontoli, sia stata in grado di giustificare agli inquirenti lo spostamento del bossolo e l’occultamento delle armi. Continua la mamma di Marco Vannini: «È davvero incomprensibile. Ciontoli ha sempre sostenuto che quando ha sparato a Marco, entrambi si trovavano in bagno. Perché allora lui e la sua famiglia si sono preoccupati di nascondere l’arma sotto al letto di Federico?E perché hanno rimosso il bossolo da dov’era caduto? Mi viene da pensare che si sia trattato dell’ennesimo depistaggio. Spostando il bossolo hanno cercato di non far capire agli inquirenti dove mio figlio sia stato ferito. Se si fosse davvero trattato di un incidente, nessuno avrebbe pensato di rimuovere quel bossolo e di nascondere le pistole: avrebbero subito chiamato i soccorsi, disperati per l’accaduto. Invece quelle persone si sono preoccupate di tutto tranne che di salvare la vita al mio povero Marco, che agonizzante chiedeva aiuto».

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Scritto da Magazine Donna il 26/07/2015 13:26

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