Ordine di Napolitano: “Riforme intoccabili” È un soccorso a Renzi

WANDA MARRA – Chi è che ha scritto sul Corriere della Sera che le riforme costituzionali non possono essere stravolte? Il senatore Napolitano?”. Mette l’accento sulla parola senatore Nico Stumpo, deputato, già responsabile Organizzazione nel Pd di Pier Luigi Bersani. “Al di là della battuta – spiega – le riforme sono prerogativa del Parlamento, non del governo”.
Il fastidio in casabersania- naè evidente, palpabile. Giorgio Napolitano (che peraltro sul Corriere si firma “Presidente emerito”) è entrato ancora una volta a gamba tesa nel dibattito. In supplenza e in aiuto del presidente del Consiglio, evidentemente in affanno. Di elettività del Senato non si deve neanche parlare, chiarisce Napolitano. Perché “la modifica su quel punto nodale del testo già approvato in prima e seconda lettura farebbe cadere l’impianto di base della riforma”.

LA LETTERA È UN ASSIST ad Anna Finocchiaro, che in stretto accordo con il ministro Maria Elena Boschi ha fatto un appello a Grasso per dichiarare inammissibili gli emendamenti che chiedono l’elezione diretta dei senatori. E insieme è una reprimenda nei confronti della minoranza dem e un appello a Forza Italia L’ex inquilino del Colle dà il suo contributo al patto del Nazareno bis.

I “ribelli” indietreggiano di qualche millimetro? Neanche per sogno. “Rispetto le opinioni di Napolitano, ma non le condivido”, dice D’Attorre. Più delle parole, contano i fatti. Ovvero l’annuncio che oggi in Commissione Affari Costituzionali di Palazzo Madama verranno presentati emendamenti per chiedere l’elezione diretta del Senato. A firmarli sono in 28. Stretti in un patto di ferro. Il Patto della Carbonara di “Renato e Luisa”, il ristorante in cui una ventina di loro si sono incontrati un paio di sere fa. C’erano Maurizio Migliavacca e Miguel Gotor, in prima linea con Bersani nel 2013, Vannino Chiti, un combattente come Walter Tocci e uno dei nuovi volti da sfondamento, Fornaro. Che dice: “L’intervento di Napolitano è stato inaspettato. Non aiuta la discussione”. Il patto di “Renato e Luisa” comprenderebbe il vincolo di votare quegli emendamenti. E nel caso la maggioranza andasse sotto? Renzi ha chiarito che sarebbe la fine della legislatura. Ma la convinzione dei dissidenti è che Mattarella non lo accontenterebbe, ma individuerebbe un altro premier. Nel peggiore dei casi, imporrebbe un Renzi bis notevolmente indebolito. Proprio nel nome del fatto che le riforme sono prerogativa del Parlamento. E male che vada, c’è sempre l’eventualità del voto con il Con- sultellum in primavera, magari dopo apposita scissione.
Renzi rilancia:

“Le parole di Napolitano danno il senso di come è nata questa legislatura e di come andrà avanti”. Unri- chiamo a quella rielezione di Re Giorgio chiesta da Bersani e applaudita da tutto il Parlamento. Lo scenario che ha in mente il premier è approvare le riforme, fare il referendum confermativo, togliere l’Imu sulla prima casa e andare alle elezioni con l’Italicum nella primavera 2017 (o autunno del 2016). Ma ha bisogno di Berlusconi. Ancora le sue parole: “Gli emendamenti della minoranza si voteranno e vedremo chi ha numeri”. Sivaal- la conta. E ancora: “Vedo un Paese che sta cambiando e un Parlamento che sta lavorando, molto spesso senza il voto di tutto il Pd”. Quasi un invito alla scissione.

LA VERA TRATTATIVA in corso è con Forza Italia. Aveva detto Maria Elena Boschi alla festa del Pd di Roma: “Speriamo che tutta Fi voti le riforme”. E lei che ha in mano la pratica, molto più del segretario-premier. Ed è in contatto continuo con Paolo Romani (ma anche con Gianni Letta). Sulla Rai, l’asse con B., è tornato prioritario, la scommessa è farlo tornare tale anche sulle riforme. Basta ascoltare il vice segretario, Lorenzo Guerini: “Gli emendamenti dem sembrano ima provocazione”. Oggi si riunisce la direzione del Pd: la parola scissione non sarà tabù.

FacebookTwitterGoogle+
Scritto da Magazine Donna il 07/08/2015 5:36

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *