Padova shock, dramma sfiorato a scuola, crolla il soffitto in aula ma le maestre hanno già evacuato l’aula

Incredibile quanto accaduto in una scuola di Padova dove purtroppo nella giornata di ieri è crollata parte del contro soffitto in cartongesso di una classe che fortunatamente era vuota.In effetti è stato soltanto grazie al pronto intervento di alcune maestre della scuola Edmondo De Amicis di Padova, sita in Via Citolo da Perugia, se nel crollo non è rimasto coinvolto nessun alunno. “Emetteremo un’ordinanza di inagibilità sull’aula e proseguiremo nelle prossime ore le valutazioni tecniche che consentano di dichiarare in sicurezza tutto l’edificio”, è questo quanto dichiarato da Paolo Botton, assessore comunale all’Edilizia pubblica.

Sulla vicenda in questione è intervenuto anche il sindaco di Padova, Massimo Bitonci, il quale ha dichiarato che i lavori di manutenzione nella scuola Edmondo De Amicis, erano stati realizzati nel 2001-2002. “Ci riserviamo quindi di valutare azioni legali contro la ditta che ha li svolti e contro chi, in quegli anni, ha certificato la riuscita dell’opera”, ha aggiunto ancora il sindaco di Padova.

Purtroppo non si tratta del primo episodio, ma soltanto dell’ultimo di molti casi di cedimento strutturale avvenuti nelle ultime settimane all’interno degli edifici scolastici; anche questo crollo è avvenuto a pochi giorni dall’intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che lo scorso 30 settembre aveva posto tra i principali problemi della scuola italiana quello della sicurezza e dell’adeguata qualità degli edifici e delle aule. Nel corso del suo intervento a Sondrio, il capo dello Stato,Sergio Mattarella, parlando della sicurezza nelle scuole ha dichiarato: “È certamente apprezzabile la decisione del governo di stanziare ulteriori e importanti cifre per la messa a norma degli edifici scolastici. L’auspicio condiviso è che il piano proceda con la massima celerità e la massima efficacia possibile”.

 Per chi non lo sapesse,ricordiamo che proprio mentre il Presidente Mattarella parlava a Sondrio, in una scuola italiana e nello specifico nella scuola media Manzoni di Rho in provincia di Milano, cedeva l’intonaco del soffitto in una classe della scuola media Manzoni di Rho, crollo nel quale purtroppo sono rimasti feriti due studenti.Precedentemente un altro incidente era avvenuto nella palestra della Mameli di Via Linneo, nella città di Milano.

Come un terremoto: anche se a crollare non sono stati i muri ma il controsoffitto di una classe della scuola elementare De Amicis, in via Citolo da Perugia. Tuttavia, l’effetto visivo è quello. Un incidente che solo il caso ha voluto non si trasformasse in tragedia. Infatti, se i venti bambini, tra i dieci e gli undici anni, non hanno riportato neanche un graffio, lo devono alla buona sorte e all’intuito della maestra. Un incidente, comunque, che ha trascinato con sè polemiche e la rabbia di preside e genitori. Tragedia sfiorata
il crollo è avvenuto alle 12.45. Gli alunni di una quinta si stanno preparando per scendere giu in mensa per il pranzo. Qualcuno è ancora al banco, qualcun altro chiacchiera con i compagni, la maggior parte è già composta in fila. L’insegnante li esorta a muoversi, quando avverte uno scricchiolio sopra la testa che, pare, provenga dal tetto. A questo punto è il suo istinto a prevalere: la maestra intima ai bambini che è un’esercitazione, come per fortuna ne hanno fatte tante, che è importante essere il più svelti possibili e uscire in ordine dall’aula.

Il resto accade in una manciata di secondi: i bambini stanno uscendo e negli stessi attimi si consuma una potenziale tragedia perché i sei pannelli del controsoffitto, con i grandi neon che illuminano la stanza, precipitano giù, sui banchi, sugli zaini, su un paio di piccoli occhiali dimenticati sul proprio tavolinetto. 11 boato che ne consegue terrorizza gli alunni, qualcuno scoppia a piangere, qualcuno chiede della mamma.
Insegnanti eroi Ed è ancora una volta merito degli insegnanti se i piccoli non sono travolti dal panico: malgrado la paura serpeggi anche tra gli adulti, le maestre mantengono la calma, si mostrano sicure e accompagnano i ragazzi in mensa, rasserenandoli, consolandoli, spiegando alla meno peggio cosa possa essere accaduto. L’importante è che nessuno si sia fatto male: neanche un graffio. Ma la domanda resta e pesa come un macigno morale: come è potuto accadere? Il soffitto era stato sistemato nel 2003, la scorsa estate il Comune aveva provveduto con le manutenzioni e i lavori di verifica ordinari e non era emersa nessuna criticità.
La rabbia dopo il crollo
La dirigente, Lucia Marcuzzi, ieri mattina, di primo acchito, ha preso due decisioni: primo, avvisare personalmente tutti i genitori e chiudere la scuola anche oggi perché le verifiche dei tecnici comunali siano il più possibile scrupolose; due, avvisare il Comune. «Per chiudere la scuola è necessaria l’ordinanza dell’assessore», spiega, «ma per quanto mi riguarda, ci sia o non ci sia il provvedimento necessario,
io ho detto ai genitori che la scuola oggi resta chiusa. È necessario essere sicuri che non ci sia nessun rischio per i ragazzi. I danni sono concentrati al primo piano, nella quinta coinvolta dal crollo e in altre
tre classi, le aule accanto, dove sono caduti dei calcinacci. Tutti a casa
I tecnici del Comune mi hanno assicurato che è tutto a posto, ma che sarà necessario sostituire tutto il controsoffitto del primo piano. Dunque la mia priorità oggi è organizzare le classi perché nessuno metta piede in questo piano. E devo ringraziare le insegnanti, capaci di tranquillizzare i piccoli che hanno concluso la giornata a giocare in giardino».

L’assessore Botton: «Proseguiremo con le verifiche per valutare la sicurezza»

«Nella mattinata di oggi è ceduto il cartongesso utilizzato per la controsoffittatura di un’aula della scuola primaria statale Edmondo De Amicis. Non ci sono stati feriti, né persone interessate in alcun modo da danni anche per la prontezza delle maestre che, avvertito uno scricchiolio, hanno fatto sgomberare l’aula. Emetteremo un’ordinanza di inagibilità sull’aula e proseguiremo, nelle prossime ore, le valutazioni tecniche che consentano di dichiarare in sicurezza tutto l’edificio». Questa la nota dell’assessore all’edilizia scolastica, Paolo Botton. La scuola, insieme alla Cesarotti e alla Carraresi, fa parte delle primarie del Primo Istituto Comprensivo. La dirigente del Complesso, Lucia Marcuzzi, ieri mattina, dopo il crollo, ha allenato subito i tecnici del Comune. A soprintendere ai lavori di verifica il geometra comunale Renato Gallo che assicura: «Non abbiamo rilevato pericoli imminenti né per l’aula interessata dal crollo né per l’edificio scolastico». Tuttavia precisa anche che «è necessario l’intervento di un ingegnere strutturista».

Tutte le verifiche saranno fatte in queste ore, quindi si provvederà a organizzare un piano di lavoro per rimuovere interamente il controsoffitto del primo piano che sarà interamente sostituito. Non è il primo contro- soffitto a preoccupare Palazzo Moroni: la scorsa estate, durante le verifiche programmatiche in tutte le scuole a competenza comunale un problema simile a quello della De Amicis è stato riscontrato nella media Pascoli, in via Galileo Galilei. Perché i controsoffitti delle scuole padovane rischiano di cedere? Lavori eseguiti male? «I lavori sono stati fatti a regola d’arte»,
precisa il geometra, «siamo comunque i primi a voler fare chiarezza. Forse c’è stata una sollecitazione anomala, ma sono solo congetture. Adesso sarà necessario fare dei carotaggi per capire cosa sia accaduto, infatti già stamattina abbiamo procurato di proposito dei buchi e non sono emerse criticità che mettano la scuola a rischio». Nel caso della De Amicis il crollo ha distrutto anche il \vi fi appena sistemato e pagato con i soldi dalla scuola. La speranza della dirigente è che il Comune sia assicurato.

«Mio figlio non metterà pili piede nella scuola Edmondo De Amicis finché non vedrò una nota scritta e firmata dall’ assessore all’Edilizia pubblica, o meglio ancora dal sindaco Massimo Bitonci, che mi assicuri non ci siano pericoli, di crollo, di sollecitazioni o di qualsiasi diavoleria sia accaduta oggi». A parlare è un papà, avvocato, comprensibilmente agitato e arrabbiato per il crollo avvenuto ieri mattina alla scuola elementare di via Citolo da Perugia.
Ieri pomeriggio, all’uscita di scuola, intorno alle 16, i genitori erano divisi tra rabbia e preoccupazione. Una mano ad accarezzare il figlio e l’altra a gesticolare contro mezzo mondo: contro la ditta che ha fatto gli ultimi lavori da un lato e contro f amministrazione che non ha controllato a dovere, che non ha verificato, che non si è preoccupata della sicurezza dei loro bambini dall’altro.

L’unica a riscuotere la fiducia e la stima dei genitori è la dirigente scolastica Lucia Marcuzzi: «Ha fatto esattamente quello che una mamma si aspetta da una scuola intelligente e attenta», spiega per tutti una giovane signora, «la preside infatti, appena accaduto il fatto, ci ha chiamati tutti, uno per uno, per spiegarci che i nostri figli, prima di tutto, stavano bene e, quindi, per riferirci cosa era accaduto. Non abbiamo saputo né per il passaparola, né per aver letto i siti dei giornali, né per sentito dire. Questo rinsalda la fiducia verso la preside e verso le insegnanti che hanno saputo rasserenare i nostri bambini».
Loro, i piccoli, tra zaini un po’ disordinati perché gli operai del Comune (intervenuti a verificare i danni e la staticità del soffitto) hanno cercato di sistemare alla meno peggio
diari, quaderni e materiale scolastico recuperato sotto i pannelli precipitati e i calcinacci che ricoprivano banchi e pavimento della classe quinta, si sono goduti affetto e coccole dopo il grande spavento.
«Dobbiamo andare tutti a ringraziare il Santo», aggiunge una mamma, «perché oggi i nostri figli stanno bene per miracolo. Ma avrei voluto che qualcuno dei politici che siedono a Palazzo Moroni fosse qui, fra di noi, a dirci cosa è accaduto perché un bambino, in questa città, può uscire da casa per andare a scuola e trovarsi sotto un cumulo di macerie. È inaccettabile».
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Scritto da Magazine Donna il 11/10/2016 7:29

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