Pensionato spara e uccide il ladro L’accusa è di omicidio volontario

Le grida di aiuto, seguite da tre spari. Poi due individui che fuggono in strada, di corsa. Il terzo complice non ce la fa: è riverso a terra, colpito al petto da un colpo di pistola. È un giovane di circa 28 anni, probabilmente di origine romena. Morto in un tentativo di furto finito in tragedia.A sparargli è stato il proprietario di casa, Francesco Sicignano, pensionato di 65 anni, originario di Terracina, ma da anni ormai residente a Vaprio D’Adda, estremo lembo orientale della provincia milanese, al confine con quella bergamasca. L’uomo che ha usato la sua calibro 38 regolarmente detenuta sin dal 1994, è indagato a piede libero dalla Procura di Milano per omicidio volontario. Decisione — quella del procuratore aggiunto Alberto.

Nobili e del pm Antonio Pastore che coordinano le indagini dei carabinieri del Nucleo Investigativo di Monza — che ha innescato il solito giro di polemiche, dichiarazioni, e voci di sostegno ad un allargamento dell’istituto giuridico della legittima difesa.Ma le indagini devono fare il loro corso, e non tutti gli elementi raccolti dagli investigatori sarebbero coerenti con la prima ricostruzione dei fatti, accaduti la notte tra lunedì e ieri, all’una e mezza circa. Pur specificando che l’iscrizione per l’ipotesi dolosa resta «un atto necessario per svolgere tutti gli accertamenti del caso», nel corso della giornata, ha comunque aggravato l’ipotesi di reato, che inizialmente era quella di omicidio colposo con eccesso di legittima difesa.

Sicignano avrebbe riferito di essere stato svegliato nella notte. Di essersi accorto, dai rumori, che qualcuno era entrato in casa. La terza intrusione in pochi mesi, avrebbe detto; l’ultima giovedì scorso, come raccontato anche dal vicino di casa, ma dal comando provinciale dell’Arma smentiscono: agli atti non risultano denunce. Si- cignano, che vive con la moglie al secondo piano di una villa divisa con figlio, nuora e nipoti, prende l’arma che teneva nel comodino. Poi il faccia a faccia dentro casa, riferisce, con una «sagoma scura», minacciosa, con in mano «un arnese» (i carabinieri troveranno una torcia accesa). Un colpo secco.

La vittima si era levata le scarpe per non far rumore. Aveva le mani coperte con lecalze, per non lasciare impronte. Sicignano, dal balcone, vede gli altri due ed esplode gli altri colpi in aria, a scopo intimidatorio. Poi dice al figlio di chiamare i soccorsi. Il giorno dopo, è quello del silenzio, del viavai di giornalisti accorsi sotto casa, delle indagini e degli accertamenti. E quello della politica, che non vive certo di cautele investigative.Per Matteo Salvini, segretario della Lega Nord, «se si trattava di un ladro morto sul lavoro, in fondo se l’è andata a cercare». Giorgia Meloni ha ricordato che «Fratelli d’Italia è scesa in piazza a Vaprio per solidarietà (ma c’erano più fotografi che militanti, ndr)». Il piccolo corteo è arrivato sotto casa del pensionato, e lui si è affacciato al balcone quando ha sentito cantare l’inno di Mameli. Sull’indagine della magistratura, poi, il governatore Roberto Maroni ha annunciato su Twitter che «Regione Lombardia si accollerà le spese legali del pensionato, che ha sparato per legittima difesa».

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Scritto da Magazine Donna il 21/10/2015 4:10

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