Pensioni, assegni pagati il primo del mese: tutte le novità

Tra gli effetti del decreto varato dal governo dopo la sentenza della Consulta c’è l’anticipo a inizio mese per tutti i versamenti. Presentando la novità il presidente dell’Inps Tito Boeri ha spiegato che si tratta di un “anticipo per molti, abituati a ritirarle il 10 o il 16 di ogni mese”

ROMA – La Camera ha approvato il decreto legge pensioni con cui il governo ha recepito la sentenza della Corte Costituzionale che ha bocciato il blocco dell’adeguamento delle pensioni stabilito nel 2011. Il testo, che passa ora all’esame del Senato, va convertito entro il venti luglio.

ECCO LE NOVITA’ – Cosa prevede? Adeguamenti e restituzione degli arretrati, entrambi a scalare in base al reddito, per i pensionati che hanno un assegno tra le tre e le sei volte superiore al minimo. Tra le novità introdotte, il fatto che tutte le pensioni, a partire da giugno, vengono erogate il primo giorno del mese, o il secondo in caso il primo sia festivo. Verranno pagate il secondo giorno del mese gennaio 2016 e dal 2017 per tutti i mesi. “E’ un anticipo per molti, abituati a ritirarle il dieci o il sedici di ogni mese”, ha detto il presidente dell’Inps Tito Boeri.

I RIMBORSI – L’una tantum che i pensionati riceveranno ad agosto come rimborso per il blocco dichiarato illegittimo dalla Corte Costituzionale varia a secondo dell’importo della pensione: 750 euro per chi ha una pensione fino a 1700 euro lordi, 450 euro per chi ha una pensione fino a 2200 lordi, 278 per chi ha una pensione fino a tremila lordi. Gli assegni superiori ai tremila euro lordi non riceveranno nulla. Il decreto fissa anche gli adeguamenti degli importi delle pensioni: varieranno da un minimo di sessanta euro a un massimo di centottanta euro all’anno.

Nel corso dell’esame a Montecitorio, nel testo del decreto sono entrati duecentonovanta milioni per i contratti di solidarietà, un chiarimento sulle agevolazioni previdenziali per gli esposti all’amianto (vengono estese ai lavoratori in mobilità), e la soluzione per la questione della rivalutazione negativa subita dagli assegni a seguito della riduzione del Pil 2014.

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Scritto da Isidoro Niro il 02/07/2015 15:14

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