Per far spazio a 40 africani cercano di cacciare 2 italiani

MATTEO PANDINI – Più di trenta giovani africani (all’inizio erano 43) sono stati sistemati in una palazzina di Chieve, 2mila anime in provincia di Cremona, e l’unica famiglia italiana che ci abita è disperata. Meno male che la proprietaria dello stabile ha deciso di offrire un’alternativa. Addirittura una nuova abitazione. Ma non per gli stranieri, bensì per Angelo Provana, 53 anni, e per la sua compagna Monica che da qualche giorno ha deciso di dorm ire altrove. Ha fatto le valigie dopo aver incrociato uno di questi giovanotti. Era completamente nudo. La faccenda è stata segnalata alle forze dell’ordine. Ed è nato un comitato, Cittadini chievesi, che in un baleno ha portato in piazza centinaia di persone supportati dalla destra e dalla Lega con in testa il deputato Guido Guidesi.

Facciamo un passo indietro. Due anni fa. Il signor Provana (due figli, un buon lavoro in un’azienda e nessuna tessera di partito), decide di acquistare un appartamento di circa 50metri quadri in una palazzina di classe energetica B. Prende pure due box. Decide di viverci con la com pagna e si convincono d’aver fatto l’affare della v’ita. Una dimora al primo piano, vicina ai rispettivi genitori e con la comodità di un ascensore. Intanto, gli altri appartamenti vengono venduti col contagocce. Nel luglio di quest’anno, la signora proprietaria dello stabile decide di dedicarsi all’accoglienza. Nasce una società ad hoc. La prefettura di Cremona, che ormai da due anni setaccia il territorio per sistemare gli immigrati, è felice di trovare un interlocutore in più. E sfrutta al massimo la palazzina. All’inizio ne arrivano 43, poi scesi a 37, ma il sindaco Davide Bettinelli (lista civica) ricorda che al massimo «potrebbero starcene 18». Da questo momento inizia l’incubo di Angelo. La compagna ha paura di uscire di casa. I nuovi arrivati non sanno un tubo di regole condominiali e quindi – secondo Provana – disturbano, sostano sulle scale, girano senza vestiti. Sporcizia ovunque. Porte d’ingresso spalancate.

La casa della vita diventa un inferno. Anche perché il palazzo ha due scale, ma gli africani sono stati infilati tutti in quella dove vivono Angelo e Monica. «Io non posso lasciare la casa incustodita» si sfoga lui. La faccenda riempie i giornali locali. E cresce la tensione.Vengono fatte delle riunioni per trovare un accordo. Da una parte la proprietaria che ha deciso di darsi all’accoglienza, dall’altra Provana. In mezzo, la prefettura. Nell’ultimo caso, racconta il signor Angelo a Libero, gli è stata proposta la perm uta con un appartamento del 1985. Valore: 78mi- la euro. Molto meno di quanto speso per l’attuale casa. «Ho rifiutato. Non sono io che voglio vendere, ma mi mettono nelle condizioni di andarmene.

Assurdo». Il comitato di cittadini ha mandato una lettera al prefetto per elencare una serie di problemi. Dario Longhi e Clara Gilli, che fanno parte del direttivo, tuonano: «Nessun razzismo, questa non è una accoglienza sostenibile. E il buonismo favorisce chi guadagna col business del- l’immigrazione». La faccenda è avvelenata anche perché, stando a una interrogazione del leghista Guidesi, quando la proprietaria degli appartamenti ha creato la società Garbata Accoglienza, ha subito ottenuto il via libera della prefettura. Con relativi soldi. «È una coincidenza o c’era un accordo precedente al bando?» chiede il Carroccio. Ufficialmente, dall’ufficio territoriale del governo non rilasciano dichiarazioni. Ma una fonte autorevole osserva: «È diritto di un proprietario sfruttare economicamente gli alloggi, visto che stiamo parlando di una attività lecita. Nessuno si sceglie i propri vicini di casa, e addirittura» il signor Provana «ha anche rifiutato di trasferirsi nell’altra scala». E il caos, la sporcizia, gli uomini nudi? «In alcuni casi queste persone facevano parte di alcune tribù, ignorano le regole condominiali. Parliamo di ragazzi tra i 20 e i 25 anni» e quindi – è il succo del ragionamento – un po’ di vivacità è fisiologica. Il sindaco Bettinelli taglia corto: la palazzina «è decisamente inadeguata» e pensa a un’ordinanza ad hoc. «Il prefetto di Cremona deve spostare i clandestini da fi» ringhia il leghista Guidesi. Che annuncia: «A settembre porterò una quarantina di disoccupati in prefettura, chiedendo per loro lo stesso trattamento riservato per gli stranieri e quindi 40 euro al giorno». Dall’ufficio territoriale tagliano corto: «Lavoriamo per fronteggiare un’emergenza e rispettiamo la legge». Provana è un uomo distrutto: «Mi hanno rubato la vita».

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Scritto da Magazine Donna il 12/08/2015 7:11

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