Peri pensionati rimborsi parziali e code agli sportelli

di Andrea Emmanuele Cappelli – Ieri i pensionati italiani hanno iniziato ad incassare gli importi dovuti per la rivalutazione delle pensioni sancita dalla sentenza della Consulta (che, a fine aprile, ha bocciato il blocco degli adeguamenti al costo della vita deciso dal Governo Monti nel 2011) e recepita con decreto legge del Governo Renzi. Le immagini trasmesse dai principali telegiornali nazionali ci han mostrato code di anziani affannati, all’assalto degli sportelli e alle prese con la calura estiva. Il rimborso degli arretrati – scattato formata ente il 1″ agosto – non sarà però per tutti. E soprattutto, a nessuno sarà restituita la somma completa (ieri un pensionato ha scritto una lettera ad affaritaliani.it dicendosi deluso per il mini-rimborso e annunciando: «Ho votato Pd, non lo rivoterò»).

Secondo i calcoli della Cgia di Mestre, la restituzione degli arretrati per la mancata indicizzazione delle pensioni nel biennio 2012-2013 coprirà solo il 12,4% di quanto realmente perso. Il governo, spiega l’associazione, «ha deciso di restituire solo 2,1 miliardi di euro. Pertanto, ai circa 4,5 milioni di pensionati interessati, l’Inps erogherà solo il 12,4% di quanto dovuto». Anche l’Inca (patronato della Cgil), ha diffuso una nota allo scopo di fare chiarezza sulla questione. I rimborsi saranno infatti calcolati per fascia, e «i pensionati italiani che nel 2011 e 2012 hanno percepito trattamenti pensionistici compresi fra tre e sei volte il minimo, riceveranno automaticamente dall’Inps i rimborsi per gli arretrati e otterranno la rivalutazione della loro pensione mensile a partire dalla rata in pagamento ad agosto 2015 e infine un’ulteriore rivalutazione dell’importo mensile a partire dal primo gennaio 2016». A ricevere l’aumento saranno – prosegue il comunicato – «coloro che hanno percepito nel 2011 pensioni comprese fra 1.405,05 euro e 2.810,10 euro lordi e nel 2012 tra 1.443,00 euro e 2.886,00 euro lordi; coloro che hanno avuto importi inferiori non hanno diritto a nulla perché le loro pensioni non hanno subito il blocco». Lo stesso discorso vale per gli importi superiori.

Il governo Renzi ha deciso di attuare la sentenza della Corte Costituzionale «rivalutando parzialmente le pensioni comprese tra 3 e 6 volte il minimo ed escludendo tutte quelle di imporlo superiore, riducendo in maniera drastica l’onere finanziario a carico dello Stato che sarebbe derivato dall’applicazione integrale della sentenza, che era ipotizzato con importi superiori ai 20 miliardi di euro: l’onere reale risulterà invece inferiore ai 2 m iliardi di euro», si legge sem -pre nella nota dell’Inca.

Concludendo, se il rimborso di base delle pensioni verrà erogalo automaticamente, per gli eredi la questione è più complessa, e c’è già chi parla di presa in giro. Il bonus, infatti, potrà essere richiesto an che per chi è deceduto dopo l’interruzione del 2011, relativamente ai mesi in cui gli assegni pensionistici son o stati erogati. Sarà però necessaria una procedura telematica, e l’Inps specifica che il pagamento sarà effettuato a domanda, nei limiti della prescrizione. Occorre dunque affrettarsi, prima che sia troppo tardi.

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Scritto da Magazine Donna il 04/08/2015 7:16

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