Pierre e Beatrice, i segreti del matrimonio dell’anno

Due cerimonie (civile il 25 luglio, religiosa il 1° agosto) in due stati diversi (Principato di Monaco e Italia), dove s’incontreranno due mondi (l’aristocrazia europea e l’alta borghesia italiana) e di cui si sa pochissimo. Le nozze tra Beatrice Borromeo, di famiglia blasonata, giornalista per II Fatto Quotidiano, e Pierre Casiraghi hanno tutti gli elementi per essere l’evento glamour dell’anno. Su cui vige l’embargo più totale: ad amici e parenti è stato proibito di raccontare alcunché di preparativi e cerimonie; la sposa ha rifiutato ogni proposta di intervista; gli invitati sono stati istruiti alla riservatezza fin dal primo giorno. Però noi siamo riusciti a indagare per voi nel fitto programma nuziale.

«SÌ» CIVILE A MONACO E REPLICA SUL LAGO

E Sua Altezza Serenissima il principe Alberto che, attraverso il ciambellano di Palazzo, invita in lingua monegasca su cartoncino «a u Cavagnetu» nei giardini di Palazzo, il 25 luglio prossimo. Il Cavagnetu è una merenda in stile monegasco, che proprio la principessa Grace riportò in auge. L’abito richiesto è quello da pomeriggio, la tenue de ville, o il tradizionale del posto. Appuntamento per circa 600 invitati, a mezzogiorno: Pierre e Beatrice saranno già marito e moglie con rito civile. Li avrà uniti in matrimonio Philippe Narmino, direttore dei servizi giudiziari del Principato e ufficiale di stato civile della famiglia principesca, al cospetto dei soli familiari. Qualche polemica sui non invitati della famiglia Marzotto: mancano Matteo, sembra per le vicende giudiziarie legate alla cessione di Valentino, e Diamante. Entrambi zii della sposa.

Il weekend nuziale inizia la sera di venerdì 24, al ristorante Horizon dell’hotel Fairmont: la madre della sposa Paola Marzotto accoglie una trentina di amici di vecchia data. Gli sposi non ci saranno, ma ecco Gaetano e Albertina Marzotto, Birgit Hamer (la sorella del povero Dirk morto nell’incidente sabaudo a Cavallo, grande amica di Paola), le intime milanesi come Mari Dal Pozzo e la frizzante contessa Marta Brivio Sforza in Raffaella Curiel Couture. La deliziosa Ljuba Rosa Rizzoli, gran dama del Principato, ha dovuto declinare, costretta in ospedale da fratture multiple. Ci saranno, invece, il critico d’arte Peter Glidewell, Carlo e Camilla di Borbone, Diane von Furstenberg, Jacques Granges, decoratore delle case di Caroline. Qualche problema ha creato il debordante entusiasmo di nonna Marta Marzotto: voleva essere testimone della sposa (con nonna Fernanda Casiraghi a fare da testimone per Pierre), ma alla fine sono stati preferiti Lavinia e John Elkann (per Bea), il fratello Andrea (per Pierre).

La sera del «sì», mentre allo Sporting Club va in scena il tradizionale Gala della Croce Rossa alla presenza dei principi Alberto e Charlene, nella salle Empire dell’hotel de Paris Caroline organizza un ricevimento per gli invitati più giovani, sposi in testa. Il giorno dopo, e siamo al 26, colazione carioca sulla spiaggia. Qualche nome: gli Elkann, i Niarchos, gli Hannover, figli dell’Ernst che fu il terzo marito di Caroline. E una delegazione selezionata di giornalisti: Franca Sozzani (amica stretta della sposa) e un gruppetto di colleghi del Fatto Quotidiano, Marco Travaglio e Peter Gomez in testa, ma anche l’amica di sempre Silvia Truzzi (coinquilina della Borromeo negli anni romani), l’unica a essere invitata anche alla cerimonia religiosa del 1° agosto. «Il matrimonio religioso si farà», ha tuonato don Giuseppe Volpati, parroco di Oltrefiume (frazione di Baveno), a smentire riviste e siti di gossip che parlavano di solo rito civile. «I dettagli devono essere definiti, ma è molto probabile che la cerimonia non sarà né all’isola Bella, né all’isola Madre, ma sull’isolino di San Giovanni. È proprietà privata dei Borromeo e qui vive Carlo, il padre di Beatrice». L’isolino sul Lago Maggiore, a Pallanza, è salvaguardato da una fitta vegetazione. C’è una piccola cappella, dove sabato 1° agosto saranno celebrate le nozze alla presenza dei soli familiari e amici più intimi. Segue colazione ristretta. Ma il party di accoglienza è in programma per la sera del 31 luglio all’isola Bella, attesi ospiti illustri da tutto il mondo. E la sera un gran ballo, organizzato nella vicina Rocca di Angera.

GLI ABITI DELLA SPOSA

Armani, Valentino o Vionnet? Alla fine, per il matrimonio civile, la scelta è caduta su Valentino. Anche le tre sorelle di Beatrice, Lavinia, Isabella e Matilde non hanno mai tradito per le loro nozze il grande sarto. Che è stato invitato a Montecarlo, così come sul Lago Maggiore ci sarà re Giorgio Armani: suo è l’abito del «sì» religioso come anche tutti quelli della famiglia Marzotto. Una prece per i nervi degli invitati, cui sono stati chiesti ben quattro cambi d’abito.

Tra le comunicazioni arrivate da Palazzo agli invitati, anche quella relativa alla lista nozze: Oggi l’ha consultata in esclusiva. Ci sono tre opzioni che ben riassumono interessi, carattere e stile di vita degli sposi: la lista classica, in un blasonato negozio del Principato, Czarina; una alla libreria Taschen di Milano; la possibilità di fare una donazione all’associazione Amade per finanziare un progetto di assistenza per 100 minori non accompagnati sbarcati in Sicilia.

A CASA CON LE CORNA

La lista da Czarina ha un valore di 89.495 euro (ma a due settimane dalle nozze sono stati venduti regali per appena 38.420 euro) e comprende oggetti bizzarri (uno schiaccianoci in legno a forma di lumaca da 565 euro, una fiaschetta in argento da 1.900, un plaid blu navy da 2.035…) e dal gusto etnico-coloniale. L’abbiamo spulciata per voi e abbiamo scoperto, tra le altre cose, che agli sposi è stato regalato: un vassoio in legno i cui manici sono enormi corna di cervo (410 euro); il regalo più costoso è un mobile bar in pelle (13 mila euro, venduto); tre pochette vintage, una borsa porta-cagnolino da 460 euro e un calzascarpe da 325.

La lista fatta alla libreria Taschen di Milano si divide in due fasce di prezzo. Quella più abbordabile permette di cavarsela con un libro su Federico Fellini o sul Fashion a 9,99 euro l’uno; quella più impegnativa comprende un volume (Goat, Champ’s Edition) da 10 mila euro e uno sui Rolling Stones da 4 mila. Ma a colpire, tra i titoli scelti dagli sposi, sono i volumi a tema erotico-sessuale. Si va da 1000 Nudes a Erotica Universalis, dalla raccolta di Playboy (costo 1.000 euro) a The Big Butt Book (una specie di antologia di spettacolari lati B) nella versione con occhialini per guardare le foto in 3D, da Sex Obsession, del fumettista Robert Crumb, a Bondage, di Nobuyoshi Araki. Oltre a una selezione completa di libri su sensualissimi fotografi: da Mario Testino a David LaChapelle. Come la lista nozze monegasca, anche quella milanese langue: finora gli invitati hanno comprato doni solo per 4.373,66 euro, su un totale di 39.993.

Dopo le nozze Bea e Pierre vivranno nel Principato, e lei farà la pendolare con Milano per lavoro. Ma pare sia anche una soluzione temporanea: «Non potrei mai vivere a Montecarlo a tempo pieno», ha più volte dichiarato lei (il che spiega anche perché abbiano scelto di affittare una casa e non di comprarla). C’è chi dice che a cambiare tutto sarà la nascita di un figlio, potrebbe invertire i ruoli: casa a Milano, Pierre pendolare. Ma per ora basta la cagnolina Uma. Bea sarà un po’ il corpo estraneo del Principato: di sinistra, agnostica, borghese e con un lavoro “ruvido”. Oltre all’impegno al Fatto Quotidiano, collabora infatti con SkyTg24 realizzando documentari (talvolta con l’aiuto di Pierre) su temi tutt’altro che bon ton: le donne di mafia, la sessualità dei teen ager. «L’aristocrazia non esiste, è una fuffa anacronistica», ha detto una volta Beatrice. Sarà, ma sia lei sia Pierre (terzogenito di Caroline di Monaco e Stefano Casiraghi) hanno imparato a conviverci molto presto. Entrambi hanno modi e stili di vita da perfetti principi moderni. Lui ama la vela e i rally, lei fa kick boxing (lo sposo boxe classica); Pierre ha persino un passato da graffitaro, Bea voleva fare l’attrice, ha fatto la modella e ora è una giornalista impegnata. Si sono conosciuti all’università milanese Bocconi nel 2008. Lei Giurisprudenza, lui Economia, è colpo di fulmine: una relazione che in questi sette anni ha retto a tutto, anche alla lontananza, dovuta agli impegni di lui a Montecarlo

(con il fratello Andrea gestisce le imprese che erano del padre Stefano, la Monaco Fenêtres, specializzata in strutture d’alluminio, l’Engeco, impresa di grandi costruzioni, e la società di elicotteri Monacair) e al master di lei a New York, alla Columbia. Racconta nonna Fernanda Casiraghi, 90 anni appena compiuti, con entusiasmo: «Pierre aveva solo 2 anni e mezzo quando il padre è morto, non l’ha mai conosciuto. Eppure sembra la sua fotografia. Lo ricorda non solo fisicamente, ma nel carattere. E ha trovato la sua Beatrice sì, una cara ragazza che fin dall’inizio mi ha chiamato affettuosamente “nonna”». Beatrice non ha mai nascosto la voglia di una famiglia tutta sua, meno «sgangherata» di quella in cui è cresciuta (il padre Carlo ha avuto cinque figli da due donne diverse). Però per diventare mamma c’è tempo, un passo alla volta. Ora ci sono da fare quelli verso l’altare.

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Scritto da Magazine Donna il 15/07/2015 9:37

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