«Più permessi ai clandestini» Attenti all’erede della Boldrini

Francesco Borgonovo – Titolo tonitruante sulle pagine genovesi di Repubblica di ieri: «”Un Cie non serve, Genova è ospitale”. L’Onu boccia Toti». Detta così, sembrerebbe che le Nazioni Unite si siano scomodate per opporsi alla proposta del governatore Giovanni Toti di costruire un centro di identificazione ed espulsione per immigrati in Liguria. In realtà, dietro la sigla Onu si cela una persona: Carlotta Sami. Solo che le sue uscite, per lo più improvvide, sono troppo spesso spacciate come esternazioni del Palazzo di Vetro, ed acquisiscono così un peso che in verità non hanno, diventando ancor più dannose.

Ma chi è Carlotta Sami? È, sotto tutti i punti di vista, l’erede di Laura Boldrini. Milanese, 44 anni, ha vissuto e studiato a Genova, ed è stata a capo di Amnesty International Italia prima di ottenere l’attuale incarico di portavoce per il Sud Europa dell’Alto commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati, cioè l’Unhcr. Ha sostituito la Boldrini, con cui ha in comune l’aspetto elegante, la fluente chioma scura e la mortifera retorica. L’allieva, però, è riuscita a superare la maestrina, diventando la rappresentante principale dei «Negazionisti deUTnvasione». Il suo mestiere, infatti, consiste nel ripetere a macchinetta gli stessi concetti: non c’è nessuna emergenza; ai profughi vanno concessi più diritti.

Facciamo un esempio? Il 29 luglio è stata intervistata da Repubblica dopo una visita a Milano. Interrogata sul caos causato dall’arrivo degli immigrati, ha spiegato che la città era in stata capace di gestire in modo ottimale l’accoglienza: «A Milano si è creato un sistema che sfrutta tutte le opportunità». Ieri è stata a Genova, e ha detto la stessa cosa: «Ho trovato una città perfettamente in grado di accogliere i migranti che le sono stati destinati». Capito il sistema? Negare, negare sempre che esista un problema legato all’immigrazione. Emergenza? Ma figuriamoci: «Non è un’emergenza e non la dobbiamo considerare tale», ha ribadito ieri. Certo, peccato che a Ventimiglia – lo abbiamo raccontalo nei giorni scorsi – da quasi due mesi i profughi stazionino per strada e sugli scogli. Del resto anche a Milano la situazione era spaventosa, con gente accampata in Stazione centrale e poi sparpagliata nei giardini intorno a Porta Venezia. Ma per la Sami va tutto a meraviglia. A smentirla, tuttavia, bastano le sue azioni: se non ci fosse un’emergenza, lei non avrebbe bisogno di recarsi sul posto.

Non è finita. Perché alla Bol- drini 2.0 non basta cancellare l’evidenza. No, lei vuole peggiorare la situazione. «Il flusso dei profughi è diventato strutturale», ha detto poco tempo fa. Per la verità, i flussi sono in continuo aumento, ma Carlotta non se ne cura. Secondo lei, semplicemente, dobbiamo aprirci ancora di più. «Oggi sono troppo deboli le vie legali al diritto d’asilo», ha spiegato ieri. Bisognerebbe creare «corridoi umanitari», «concedere il diritto di ricongiungimento famigliare» a tutti gli immigrati. Oppure, trasformare tutti i clandestini in profughi, non appena salgono sul barcone: «L’Unione europea deve aprirecanali legali per i rifugiati», è il mantra della Sami. Unito a trovate straordinarie, tipo quella pensata qualche tempo fa per i siriani (quellisì, profughi): «Sponsorizzazioni che consentano ai più giovani di studiare nelle nostre scuole, nelle nostre università».

Fantastico, gli sponsor per gli immigrati.In fondo, secondo Carlotta l’immigrazione rappresenta «un’opportunità». A suo parere gli immigrati vanno collocati non nei grandi Cie, ma in
«centri piccoli, ben inseriti nei territori, dove far lavorare le professionalità che ci sono nei territori. Così si può trasformare un business per pochi in occasione di lavoro, in impresa sociale». Bella idea: mandiamo gli immigrati in tutte le piccole città, vedrete come si adatteranno bene, e come saranno contenti gli italiani.

Per la Sami, i suoi connazionali non hanno niente di cui lamentarsi. E se lo fanno, è perché sono manipolati. Quando a Roma e in provincia di Trevi so, qualche settimana fa, interi quartieri si sono rivoltati contro l’arrivo degli stranieri, lei ha dichiarato: «Queste proteste sono guidate e fomentate». Dai politici, ovviamente. Dalla Lega o da Casapound, ovvio. Gli italiani si sono fatti infinocchiare da questa gente. E sapete perché? Perché, nel profondo, sono razzisti: «Non si può credere che il razzismo venga cancellato dal progresso culturale», ha spiegato Carlotta. «Negli ultimi anni si è sdoganato un linguaggio, un discorso politico razzista che non è mai stato censurato».

Razzisti, gli italiani. E pure miopi, perché non si rendono conto che «i rifugiati muovono l’economia». Lo ha detto davvero, in un tweet, commentando quel che accadeva in un’isola greca. «Vodafone al porto vende le schede a chi è appena sbarcato», ha scritto la Sami tutta contenta. Infatti dalle parti dell’Egeo stanno così bene che ieri Vincent Coche- tei, direttore europeo dei- l’Unhcr (cioè uno dei capi di Carlotta) ha detto che in Grecia regna «il caos totale», migliaia di immigrati hanno a stento un tetto sotto cui ripararsi. Si vede che anche Cochetei non capisce che l’immigrazione «fa girare l’economia». Eppure è così evidente: i trafficanti di uomi, per esempio, fanno affari d’oro.

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Scritto da Magazine Donna il 09/08/2015 8:39

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