Ponte sullo stretto, Angelino Alfano è deciso: “Si farà, è necessario”. Ma il governo smorza i toni. Salvini: facciamo referendum

Era stata una grande battaglia di Silvio Berlusconi e oggi, ironia della sorte, è diventata la crociata di Alfano e di Ncd. Perchè il ministro degli Interni insiste ed è ancora più chiaro: “Il Ponte sullo stretto si farà, stavolta ci siamo”. Parole zeppe di entusiasmo nonostante la lunga scia di critiche che, nella giornata di ieri, avevano trovato contraria soprattutto la parte più a sinistra del governo.

Ma Alfano oggi sembra più sicuro che mai. Ad Agorà dice che è necessario: “Abbiamo fatto una battaglia per rimettere in agenda il ponte e vuol dire che il governo finalmente svolta al sud: con il ponte realizzeremo una grande opera che darà un grande aiuto economico al sud, è la grande incompiuta psicologica del nostro paese”.

Il titolare del Viminale sembra così deciso che il veto o meno del premier Renzi, a come si esprime, non sia un problema: “Se ne ho parlato con Renzi? in parlamento la maggioranza ha detto sì: noi siamo parte di questa maggioranza, quindi stavolta ci siamo” insiste parlando delle potenzialità economiche e dei posti di lavoro che il ponte potrebbe offrire.

Dalle opposizioni Matteo Salvini entra sul tema parlando di referendum: che siano i siciliani e i calabresi a decidere. Si dice scettico su “fattibilità, l’utilità e i costi” ma propone un referendum “ponte sì o ponte no” per rimettere la questione in mano ai cittadini.

Una apertura che non trova alleati nella concretezza. All’indomani delle polemiche, per primo a smontare i sogni sul ponte è Gianni Armani, neo presidente Anas, che al Fatto parla di altre priorità. “La Salerno-Reggio va finita, ma al risparmio. E la manutenzione della rete stradale esistente e il completamento delle opere lasciate a metà vengono prima del Ponte sullo Stretto. Però non ha senso parlare del Ponte senza un’adeguata analisi costi-benefici, alla quale siamo pronti a contribuire”.

A tornare parzialmente sui suoi passi, o meglio, a specificare che il progetto del Ponte sullo Stretto non è in agenda, è il sottosegretario alle Infrastrutture, Del Basso De Caro, che oggi parla comunque di “una possibilità di riconsiderare l’opera. Ieri sono state presentate 8 mozioni, su 4 il governo ha espresso un parere favorevole tout court, sulle altre 4 parere favorevole ma tranne per la parte sul ponte sullo Stretto perchè l’opera non è nell’agenda del governo, quindi la discussione non è matura”. Identico altolà che ieri il ministro dei Trapostri Delrio aveva già intimato. “Non abbiamo pregiudizi, ma il dossier non è sul tavolo”.

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Scritto da Magazine Donna il 30/09/2015 16:04

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