Porno, l’attore più amato accusato di stupro sul set dalle colleghe

James Deen non è solo l’attore porno più famoso del mondo, amato persino dallo scrittore Bret Easton Ellis che lo ha scelto per interpretare al cinema il protagonista del suo «The Canyons». Come ha scritto il Washington Post , «la sua attitudine da ragazzo della porta accanto e da femminista l’hanno aiutato a catturare l’attenzione e l’immaginazione di donne di tutte le età», riscattando l’industria dei film per adulti dall’immagine classica di mondo di «brutti, sporchi e cattivi».

Sarà anche per questo che le accuse di stupro rivolte su Twitter dalla sua ex fidanzata e collega Stoya stanno scuotendo così tanto l’opinione pubblica. La performer ha prima espresso il suo disagio per il fatto che «su internet venga idolatrato e considerato femminista un ragazzo che ti ha stuprato», e poi – in un secondo tweet – ha accusato esplicitamente l’ex partner: «James Deen mi ha tenuta ferma e ha abusato di me nonostante gli avessi detto no, l’avessi fermato, e usato la mia “parola di sicurezza”». Stoya non ha aggiunto spiegazioni, ma le conseguenze dell’accusa sono state fulminee: due star del cinema per adulti, Tori Lux e Ashley Fires, hanno dichiarato di essere vittime di violenza sessuale da parte di Deen, mentre l’attrice Joanna Angel ha definito l’uomo «letteralmente la persona peggiore che abbia mai incontrato», lasciando intuire ulteriori rivelazioni.

Deen isolato

L’attore si è difeso usando lo stesso mezzo della ex fidanzata, e in un tweet ha definito «false e diffamatorie» le accuse di Stoya. Eppure – mentre sul social network si è diffuso un hashtag di solidarietà nei confronti dell’attrice americana – in tanti sembrano aver già deciso l’esito della vicenda: la casa di produzione cinematografica Kink ha annunciato la fine della collaborazione professionale con Deen, così pure la direttrice della rivista online «The Frisky», su cui l’attore teneva regolarmente una rubrica di consigli sessuali; mentre il movimento Project Consent, che promuove una campagna contro la «cultura dello stupro», ha rimosso dal sito un’intervista con l’attore.
Il punto è che Deen, nato Bryan Matthew Sevilla 29 anni fa, non è solamente un attore molto popolare nel mondo della pornografia: nei suoi undici anni di carriera si è costruito un’immagine di «bravo ragazzo», diventando – continua il Washington Post – «quel tipo di esile, sensibile ragazzo che ti aspetteresti di vedere di più in una boy band».
Proprio la relazione con Stoya, performer molto rispettata per l’approccio critico nei confronti dell’industria del sesso, ha contribuito a rafforzare l’alone di diversità di Deen: i due hanno finito con il rappresentare la «coppia di potere» di una pornografia lontana dallo stereotipo maschilista.

«No significa no»

La vicenda, che arriva lo stesso anno delle accuse di stupro a Bill Cosby, considerato un papà televisivo per milioni di americani, scoppia mentre il Congresso sta varando una legge per arginare il fenomeno degli stupri nei campus universitari (una studentessa su cinque ne sarebbe vittima secondo stime governative), rendendo ancora più urgente una riflessione sull’idea di «consenso». Un fronte che viene sintetizzato così dalla giornalista e scrittrice Laurie Penny: «No significa no. Non importa che lavoro fai. Non importa se è il tuo partner. Non importa quante volte hai detto sì». Come sta venendo meno l’alibi dell’alcol e del «silenzio-assenso» nelle violenze nei campus, allo stesso modo essere in coppia o lavorare nell’industria del sesso non possono rappresentare un’attenuante. Potrebbe sembrare scontato ma non lo è.
In fondo, solo un anno fa su «Vice» Stoya scriveva a proposito di Deen: «Con il mio partner discutiamo molto di limiti e di sentimenti. Ovviamente c’è un aspetto di potere nella nostra relazione – io sono sua – ma la consapevolezza e il rispetto sono importanti per entrambi».

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Scritto da Magazine Donna il 03/12/2015 5:55

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