Ragazza aggredita al parco. Scatta la protesta in bikini

Una giornata di sole, una ragazza in bikini che si abbronza in un parco di Reims e altre cinque che passano e la guardano di traverso. Una di loro le grida di rivestirsi, l’altra replica che si veste come le pare, finché il battibecco non finisce in un pestaggio e la vittima in costume da bagno, all’ospedale. Un caso di bullismo o di oscurantismo re ligio – so? In una Francia sul «chi vive» per gli attentati islamici e le frizioni religiose, l’episodio è stato subito classificato come una grave dimostrazione di intolleranza integralista, anche se non risulta agli atti che le censore del bikini indossassero veli o simboli religiosi di qualunque genere.

Con il passare delle ore, la Procura ha cercato di stemperare la tensione crescente, soprattutto sui social network, attraverso i quali Sos Racisme, associazione che si batte contro ogni forma di discriminazione e xenofobia, aveva convocato per ieri una manifestazione in costume da bagno sul luogo del misfatto, per riaffermare la libertà di abbigliamento, tenuta da spiaggia inclusa.

«Il movente non è religioso» hanno fatto sapere gli investigatori, dopo l’identificazione, l’interrogatorio e la denuncia all’autorità giudiziaria delle cinque ragazze manesche, due delle quali minorenni. Secondo la polizia né l’aggredita né il brutale quintetto hanno evocato questioni di moralità religiosa per il loro diverbio. Ma le ragioni dell’aggressione restano comunque poco chiare.

La ricostruzione della scena è surreale. Una ventenne in due pezzi, stesa a prendere la tintarella sul prato del parco Léo Lagrange di Reims, nel Nordest del Paese, viene apostrofata da un gruppo di coetanee, tra i 16 e i 24 anni, che le passano vicino: «Vada a rivestirsi, non è ancora estate!». Il tono, stando a quanto riferito inizialmente dalla stampa locale, sarebbe da «polizia religiosa», tra lo scandalizzato e l’indispettito. Non abbastanza però da intimidire l’interpellata che, dal suo asciugamano, risponde per le rime alle sue bisbetiche interlocutrici. Il confronto degenera in pochi attimi.

Dalle parole alle vie di fatto, la ragazza in bikini finisce però per avere la peggio, sotto i pugni, gli schiaffi e i calci delle avversarie ed è trasportata al pronto soccorso da un’ambulanza, dove le viene certificata un’invalidità al lavoro di quattro giorni. Arriva la polizia, chiamata da alcuni testimoni, intervenuti per sottrarre la giovane in costume alle violenze. Iniziano le indagini, mentre il clima in città si scalda. Anzi, su Twitter. S’inalberano i politici, il vice presidente del Fronte Nazionale, Florian Philippot, afferma che la ragazza «è stata linciata perché viveva alla francese». Se ne riparlerà il 24 settembre, al processo istruito contro le tre maggiorenni del gruppo.

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Scritto da Magazine Donna il 27/07/2015 5:36

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