Reddito minimo garantito per gli over 55, la proposta dell’Inps

Basta non chiamarlo “reddito minimo garantito”. Poi, si può anche fare. Ad aprire alla misura tanto discussa e, in questi mesi, portata avanti dal Movimento 5 Stelle, è direttamente il presidente dell’Inps, Tito Boeri. La proposta è sulle scrivanie del governo e si chiama “sostegno di inclusione attiva”.

SOSTEGNO DI INCLUSIONE ATTIVA – Dietro questo nome un po’ complicato anche solo da capire c’è una forma di reddito minimo garantito “per contrastare la povertà” e che sarà rivolto alle persone che hanno più di 55 anni “e alle loro famiglie“. Nel corso dell’intervista al Mattino, Boeri spiega che “siamo voluti partire da questo gruppo di età intanto perché volevamo restare nell’ambito delle competenze e delle possibilità dell’istituto. E poi perché la fascia al di sopra dei 55 anni ha registrato il maggiore incremento nell’incidenza della povertà”.

REDDITO MINIMO – “Il reddito minimo è un diritto di cui le persone possono godere – ha proseguito Boeri – cui corrispondono una serie di doveri e su cui ci sarà un controllo stringente e costante da parte di un’amministrazione indipendente dal potere politico locale”.

I COSTI – Sui costi, Boeri ha spiegato che “non posso entrare nello specifico delle cifre per doveri di riservatezza, ma posso dire che aiutando solo chi ha davvero bisogno si riesce a spendere poco. Nel formulare questa proposta si terrà conto dei livelli di reddito delle famiglie, si considereranno i loro patrimoni immobiliari e mobiliari e tutti i dati oggi in possesso delle amministrazioni pubbliche verranno utilizzati per controllare l’effettiva condizione di povertà dei potenziali beneficiari. L’Inps per esempio lavora a stretto contatto con l’Agenzia delle entrate per interfacciare i dati disponibili”.

 

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Scritto da Magazine Donna il 04/08/2015 17:32

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