Renzi ai sindaci: facciamo di più per le città

II primo messaggio, davanti alla comunità italiana degli affari e della cultura, riunita nei saloni dell’ambasciata, è di orgoglio verso quello il nostro Paese sta facendo e può ancora fare. Ci sono dirigenti di Armani, Carpigiani, imprenditori, persino il traduttore di Murukami, Renzi saluta gli ospiti e chiede benevolenza e ogni sforzo possibile, collettivo, da parte di tutti gli italiani, che lavorino in Italia o all’estero: «Tutti i numeri, anche quelli del turismo, dicono che il Paese è ripartito, le nostre riforme lo stanno rendendo più leggero, ora dobbiamo rimboccarci le maniche, governo, sindaci, amministratori e smetterla con il piagnisteo».

L’esordio della visita in Giappone è un ricevimento accanto al giardino zen della nostra ambasciata, il premier arriva con la moglie Agnese e la figlia più piccola. Il suo aereo ha fatto scalo in Siberia per fare rifornimento, oggi vedrà il primo ministro Shinzo Abe, l’imperatore e gli studenti della facoltà delle Belle Arti. Al primo dirà che è «più fortunato di me, visto che sta facendo riforme costituzionali, ma ha bisogno di soli due passaggi parlamentari, noi invece siamo a cinque e faremo anche il referendum finale». Agli studenti rinnoverà l’invito ad amare un Paese che può raggiungere la Germania nei livelli di sviluppo: «L’export è cresciuto del 4,1% e gli investimenti stranieri del 30%, più di altri Paesi europei, dove invece decrescono, puntiamo in dieci anni a raggiungere Berlino, che ha un livello di esportazioni pari al 48% del Pil».

Ottimismo, promozione del made in Italy. Del resto, aggiunge, ci sono solo cinque Paesi nel mondo che hanno una manifattura che esporta più di 100 miliardi di euro di beni e noi siamo fra quelli, «siamo una potenza». Una potenza che però ha una zavorra che non è mai stata alleggerita: il Sud. Renzi rientrerà in Italia in anticipo rispetto agli inviti ricevuti dal governo nipponico per approvare già giovedì prossimo, «forse anche mercoledì», la riforma della Pa, che fra gli altri «porterà a 90 giorni il tempo di massimo di risposta della Pubblica amministrazione per ogni procedimento», ma subito dopo, il 7, ha convocato una direzione del suo partito sul Sud e in quella occasione darà anche una risposta alle critiche che gli sono arrivate.

Ma anche su questo argomento, sull’arretratezza del Mezzogiorno, «basta piangersi addosso. Certo è un grande problema il fatto che il Sud cresce meno del resto del Paese, sicuramente il governo deve fare di più, ma l’Italia è ripartita, e tutti dobbiamo fare di più. Bisogna mettere a posto di più le nostre città, con strade pulite e città funzionanti, perché quando uno, come gli oltre due milioni di turisti giapponesi, fa tanti chilometri per venire da noi cerca proprio questo. Con il sostegno del governo, gli amministratori locali lavoreranno di più nei prossimi mesi». Nessuna polemica con i sindaci, solo l’invito ad una collaborazione maggiore con l’esecutivo per rafforzare un progetto di sistema Paese che riparta anche dalle città.
A proposito di investimenti reciproci Renzi ricorda l’acquisizione di Ansaldo da parte di Hitachi, «ma il Giappone deve aprirsi all’Italia, tanto quanto l’Italia si apre agli investimenti giapponesi», cosa che dirà oggi al primo ministro Abe. E «se da un lato dico di tirarci su le maniche, dall’altro dobbiamo rivendicare la grandezza dei valori culturali. Per i 150 anni delle relazioni diplomatiche, l’anno prossimo, promuoveremo grandi eventi culturali tra i quali il ritorno dell’opera italiana in Giappone, i giapponesi sono innamorati del nostro stile di vita. Basti pensare che ci sono 86 negozi Armani e ben 90 mila tra ristoranti e pizzerie».

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Scritto da Magazine Donna il 03/08/2015 7:17

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