Renzi difende il voto su Azzollini

II caso Azzollini? «I senatori non sono passacarte della procura». L’inciampo del governo sulla Rai, in Senato? «Le polemiche del Pd dovrebbero essere gestite all’interno del partito». Finito il consiglio dei Ministri, prima di imbarcarsi per Milano, per l’ennesimo blitz all’Expo, il premier Matteo Renzi manda messaggi chiari, senza indugiare nella ricerca di forme garbate. Indirizzati più al perimetro della sua maggioranza e del suo partito, che agli alleati o al campo avverso.Sul «salvataggio» del parlamentare ncd dall’arresto, il premier dice: «Ho molta fiducia nei senatori. Non si sta parlando del bar dello sport. Qui si sta parlando della libertà o della privazione della libertà di una persona. Il Pd è quel partito che quando si è trattato di mandare in galera un proprio deputato lo ha fatto perché non riteneva ci fosse /urnus persecutionis».

Quindi aggiunge: «Il voto su Azzollini lo considero un segno di maturità perché i senatori non sono passacarte della Procura di Trani. Avendo grande rispetto della Costituzione, diciamo che rispettare la magistratura è rispettare le competenze dei giudici e anche degli altri». Renzi indugia nel fornire le sue spiegazioni sulla vicenda: «Il capogruppo pd ha visto le carte su Azzollini — dice ancora — si è convinto che sia una vicenda molto complicata su cui il /urnus persecutionis potrebbe esserci e ha lasciato libertà di coscienza. Io non so dire come avrei votato perché non ho letto le carte. Ma considero il voto un segno di maturità, credo alla buona fede e all’intelligenza dei senatori pd». Non è, evidentemente, dello stesso avviso il presidente della Giunta per le autorizzazioni a procedere Dario Stefàno, chegiudica «imbarazzante» il punto di vista renziano, «così affrettato e superficiale» e replica: «Il premier conservi equilibrio anche nei momenti di difficoltà e rispetti l’assoluta autonomia delle Camere in materia di immunità parlamentari».

Il presidente del Consiglio parla chiaro alla minoranza del suo partito anche sulla questione Rai, dopo «l’incidente» che 24 ore prima aveva mandato il governo in minoranza in Senato sulla legge di riforma: «È ovvio che una parte del Pd ha voluto approfittare di molte assenze per dare un messaggio, ma credo che il nostro obiettivo è andare avanti e ognuno si assume le proprie responsabilità. Credo che le polemiche nel Pd dovrebbero essere gestite all’interno del partito e poi credo che si debba fare quello che viene stabilito nel gruppo». E rilancia: «È stato un messaggio politico, ma non ci preoccupa. Se si fanno mancare i voti in aula ne prendiamo atto, è poco rispettoso, ma non ci fa paura. Abbiamo un patto con gli italiani, andiamo avanti più determinati di prima».

Quindi spiega gli effetti pratici della riforma in itinere: «Il nuovo consiglio di amministrazione durerà tre anni dall’agosto 2015 al bilancio 2017 e considerando che le elezioni saranno a febbraio 2018, sarà il Parlamento successivo a eleggere i consiglieri di amministrazione, sempre che la legge passi. Nel momento in cui entrerà in vigore la nuova legge, i poteri previsti per l’ad vengono trasferiti al dg che è in carica fino al 2018. Trovo surreali alcune polemiche nei nostri confronti. Abbiamo deciso di cambiare la legge ma non d’imperio». Renzi ostenta ottimismo anche sugli effetti del Jobs act e sulla riforma della pubblica amministrazione, quindi vola a Milano, dove ministri e delegazioni della cultura di 83 Paesi lo attendono all’interno della creatura che il premier sta coccolando con particolare attenzione: l’Expo. «Siamo al giro di boa, adesso inizia il girone di ritorno — dice quando prende la parola a Rho —, mancano tre mesi esatti alla fine di Expo. Che deve renderci più ricchi. Deve renderci più ricchi dentro»

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Scritto da Magazine Donna il 01/08/2015 5:30

Comments

  1. Ma basta!! È ora di smetterla ! Basta! Basta! Tu non hai fatto nessun patto con gli italiani. Sei falso e borioso. Non ti ha eletto nessuno, sei lì a dare opinioni sconsiderate su tutti, hai messo in ginocchio l’Italia con le vostre tasse. Sono capaci tutti a togliere soldi da una parte (sanità ) ed impegnarli da un’altra parte. Abbassatevi lo stipendio senza dignità non ci si vede nello specchio. Sei figlio di banchiere (conflitto di interessi ) visto la bancarotta fraudolenta di tuo padre e poi assolto!! Che caso?!

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