Renzi insulta, Salvini sbotta «Sei uno squallido verme»

Vermi, belve, iene e sciacalli: benvenuti nell’allegro zoo della politica italiana. A forzare le gabbie è stato per primo il premier Matteo Renzi, sventolando la foto del piccolo Aylan, e lanciando la sua bordata contro chi non vuole l’invasione dei profughi a casa propria, cioè la maggioranza degli italiani: «Qui non c’è il Pd contro le destre, qui ci sono gli umani contro le bestie», ha attaccato dal palco della Festa dell’Unità di Milano in un tripudio di buonismo e spot elettorali. «Noi siamo umani, gli altri sono le bestie. Vedete, anche la vita strumentalizzano», ha aggiunto e sempre sullo sfondo l’immagine del piccolo siriano annegato mentre cercava di raggiungere la salvezza, in Grecia. La risposta di Salvini è arrivata subito, sof:«Noi siamo bestie, ma lui è un clandestino».

Passata la nottata, il capo del Carroccio, di solito poco avvezzo ai giri di parole, ha sferrato la zampata: «Un presidente del Consiglio che usa un bambino di tre anni morto su una spiaggia per fare campagna elettorale, dal mio punto di vista è un verme». Fuochi d’artifìcio a Mattino Cinque.Scintil-le a colazione. Prima ancora il leader leghista aveva detto che è «squallido» attaccare la maggioranza degliitaliani che chiedono regole, rispetto sicurezza, tranquillità, accoglienza per chi scappa veramente dalla guerra, ma anche «l’espulsione per chi non scappa da nessuna guerra». Frasi che il segretario del Carroccio ripete da sempre, con consensi in crescita, pronunciate anche l’altro giorno in visita al Cara di Mineo, dopo la strage di Palagonia, dove invece «né Renzi né Alfano si sono fatti vedere, fossi in loro mi vergognerei», è stato il siluro leghista. E giù una raffica di reazioni sdegnate, come ieri: «verme è chi il verme fa», ha twittato il ren-ziano Ernesto Carbone. «Salvini rifletta sul fatto che oggi si trova isolato nella sua politica anti-immigrazione», ha commentato Valeria Fedeli, senatrice Pd. Scandalizzato anche Enrico Zanetti di Scelta Civica che sostiene il governo Renzi. Equidistante, invece, l’ex ber-lusconiano Raffaele Fitto: «È una gara all’insulto alla quale non partecipiamo». «Renzi e Salvini entrambivermi inumani», taglia corto il leader del Prc, Paolo Ferrero. Ma il leghista non arretra di un passo e fa cambiare nome alla radio del partito: da Padania a Radio Bestia, con tanto di sondaggio agli ascoltatori per sapere «quale animale politico si sentono dopo gli sproloqui di Renzi».

Il «caso Mattei», ironizza il sito Dagospia: Renzi versus Salvini e viceversa. Il premier degli annunci, e della «svolta buona» che non arriva mai, tallonato dal capo dei lumbard corteggiatissimo dalle tv che se lo contendono come il remida degli share.I segretario del Pd che ci ha introdotti con il suo linguaggio nel magico mondo degli animali che siedono in Parlamento a suon di «gufi», «uccellacci» e pesciolini rossi nelle slides, asfaltato con una battuta dall’uomo in felpa che ora non tollera più di essere definito razzista, xenofobo, nazista. «Adesso ho deciso che querelo», ha detto ieri sera ospite di Paolo Del Debbio. Normale, quindi, che all’epiteto «bestie» formulato dal segretario Pd, gli sia scattata la reazione. Tanto più che il Matteo lombardo distingue: il profugo che scappa dalla guerra «è sacro e gli apro anche le porte di casa mia», ma chi delinque no. Torni da dove è venuto. «E non perché sono cattivo, ma perché in Italia non c’è più posto». In quanto alle bestie, «se io sono cattivo, quelle buone sono Renzi, Alfano, la Boldriniela Merkel», ha rincarato la dose, «quelli che vogliono sradicare i popoli per portare in Europai nuovi schiavi». «Renzi non insulti gli italiani», continua, «è pagato per dare risposte». Il leader dei padani non risparmia nessuno: «Hanno fiutato l’affare. Oggi l’Europa è governata da nuovi schiavisti» e anche se dice di non volere polemizzare con Papa Bergoglio, il Matteo in camicia verde si augura che l’appello ad accogliere gli immigrati nelle parrocchie valga anche per gli italiani in difficoltà «costretti a dormire in auto. Che poi», punzecchia, «la Chiesa in gran parte li prende in Italia dall’8 per mille…». «Sono un peccatore», ammette alla fine, «ma se può entrare in chiesa anche il funerale del boss defunto dei Casamonica, allora posso entrare anch’io…». Insomma, non si placano le fibrillazioni con Oltretevere, dopo che il segretario della Cei, monsignor Galantino, aveva dato dei «piazzisti» a Salvini e Grillo proprio in tema di immigrazione. E in quanto all’Isis, per la Lega non vi è dubbio: «I terroristi islamici vanno fatti fuori con le buone o con lecattive, meglio se con le cattive». Esattamente l’opposto di quanto dichiarato da Renzi in serata a Porta a Porta: «L’Italia non partecipa a iniziative come quelle che Francia e Inghilterra hanno annunciato di studiare». Tradotto: niente raid aerei contro obiettivi scelti. «A mio giudizio», ha sentenziato il presidente del Consiglio, «occorre che la comunità internazionale abbia un progetto di lungo termine. Le iniziative spot servono e non servono».

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Scritto da Magazine Donna il 08/09/2015 7:39

Comments

  1. È chiaro che chi ha scritto questo articolo, non è stato realistico ed equilibrato,si vede che lui vuole schernire Renzi ed elogiare gli altri, ma non mi sorprendo, perché questi tipi di “articoli” se ne vedono spesso, e la gente non sa chi ascoltare se i media non sono equilibrati e realistici

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