Renzi: Italia pronta a mediare la Ue ripartirà dalla crescita

ROMA Fino a poche ore prima del referendum, Alexis Tsipras ha telefonato ripetutamente a Matteo Renzi per dirgli che conta sulla sponda dell’Italia. Per chiedere sostegno nella difficile trattativa con Bruxelles, Banca centrale europea e Angela Merkel che si aprirà oggi. Così, a dispetto dall’esclusione dal primo vertice post voto di questa sera a Parigi tra la Cancelliera tedesca e il presidente francese François Hollande, il premier italiano è convinto di poter giocare un importante ruolo di mediazione «per tenere la Grecia dentro la moneta unica». «Sono convinto che un accordo sia possibile», azzarda Renzi nonostante i brutti segnali che arrivano da Berlino e dal Nord Europa, «tutto dipende dal rapporto tra la Merkel e l’opinione pubblica tedesca e da come l’Europa reagirà al fatto che le regole possono essere messe in discussione da un voto popolare». Il rischio è quello di creare un pericoloso precedente.

L’ESCLUSIONE DA PARIGI

La vittoria del “No”, che a palazzo Chigi consideravano «scontata», secondo Renzi apre all’Italia vaste praterie politiche. Questo perché si ritiene l’unico interlocutore politico credibile agli occhi del premier greco e di Frau Merkel. E a quanto si apprende, Renzi ieri sera avrebbe chiamato sia la Cancel-liera che Hollande, «per dire chiaro e tondo che non serve il format a due, ma il coinvolgimento dei leader e delle istituzioni europee». Dunque, sostengono a palazzo Chigi, «dietro la decisione di convocare domani il summit dell’Eu-rogruppo, c’è anche la spinta italiana».

LA DIFFICILE TRATTATIVA»

L’obiettivo che si prefigge il premier italiano è ambizioso: evitare la Grexit e mediare per un’intesa che permetta alle cancellerie europee di salvare la faccia, senza dover fare concessioni eccessive. E alla Grecia di ottenere un piano di salvataggio meno duro, ma «comunque nel rispetto delle regole e con riforme sostenibili». Da quella delle pensioni, al mercato del lavoro alla lotta all’evasione. La sintesi di palazzo Chigi: «Non bisogna creare un allarmante precedente, con un Paese che non rispetta le regole e ottiene concessioni eccessive».

A indicare la linea, su indicazione di Renzi, ieri sera sono stati il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni e quello dell’Economia, Pier Carlo Padoan. «Ora è giusto ricominciare a cercare un’intesa. Ma dal labirinto greco non si esce con un’Europa debole e senza crescita», ha twittato Gentiloni. E Padoan, rilanciando la “Terza Via” tra «irresponsabilità e austerità» illustrata da Renzi mercoledì all’università Humboldt di Berlino, ha scritto: «Riforme e investimenti sono in tutti i Paesi la chiave per recuperare crescita sostenibile. Le regole condivise dai popoli europei servono a garantire lo stesso obiettivo: il benessere attraverso la crescita economica e l’occupazione». Per dirla con il Renzi berlinese: «Bisogna avere coraggio e individuare un modello di sviluppo. La visione solo economica dell’Unione ha dimostrato di non funzionare, la burocrazia dell’austerity ha fallito».

Ed è questa, appunto, la mission che si è dato Renzi per i prossimi giorni e mesi. Ma da oggi c’è da scongiurare il “contagio”. E il premier, che questa mattina incontrerà Padoan a palazzo Chigi per valutare le conseguenze del referendum, è convinto che «l’Italia non è sulla linea di fuoco» grazie «alle riforme strutturali, ai conti in ordine, alla crescita e all’ombrello della Bce». In più ieri sera il Tesoro ha diffuso un comunicato in cui garantisce che la probabile impennata dello spread non creerà grossi problemi: «Sono già state fatte emissioni di titoli di Stato superiori al 50% del fabbisogno a tassi molto bassi e siamo pronti ad assorbire eventuali shock».

E’ però innegabile che la partita interna si fa sgradevole e in salita. Lega, Sel, grillini e minoranza pd lo inseriscono nella lista degli sconfitti. La replica dell’entourage di Renzi è velenosa: «La minoranza del Pd e gli altri per vincere un’elezione devono andare fino ad Atene…».

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Scritto da Magazine Donna il 06/07/2015 5:59

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