Renzi nell’azienda del vaccino anti-ebola: piano per la ricerca da 2,5 miliardi

«Finalmente nelle prossime settimane partirà un piano per la ricerca da 2,5 miliardi, finalmente si tornerà a investire». Così il premier Matteo Renzi al termine della visita alla Irbm, azienda farmaceutica di Pomezia.

Renzi e il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, hanno visitato la sede dell’azienda che ha sviluppato il vaccino contro il virus ebola. «Dovremmo parlarne di più, lo dico rendendo omaggio a chi, accettando una sfida impossibile, ha salvato questo luogo. Sono orgoglioso dei lavoratori a nome dell’Italia», ha detto il premier riferendosi all’azienda farmaceutica. «In un incontro internazionale – ha raccontato Renzi – posi il tema che per ebola avevamo fatto un grande lavoro come Italia grazie a una realtà come questa. Vedevo i miei interlocutori interessati a sapere di più: qui si è isolato, contemporaneamente a un’azienda americana, il virus e qui si è data una risposta di immediato ed efficace impatto. Perché l’Italia è anche questo».

Il presidente del Consiglio si è poi soffermato sulla storia recente dell’azienda: «Nel 2009 qualcuno voleva tracciare una croce su questa struttura. E qui partono i pazzi che decidono di investirci e da Pomezia fanno ripartire una storia che sembrava sparire, ripartendo da 22 persone. Da questo nucleo si arriva alle 250 persone di oggi, di cui una cinquantina assunte l’anno scorso col jobs act».

«Ho iniziato lavorando in banca e facendo il sindacalista della Cgil. Anni fa mi mandarono a spiegare l’art.18, quindi ora sono sopra le parti. Il Jobs act è stato non una manna dal cielo, di più, per un imprenditore ha fatto la differenza». Così Pietro di Lorenzo, presidente di Irbm, azienda specializzata in ricerca farmaceutica a Pomezia, elogia la riforma del lavoro del governo. Di Lorenzo ha ringraziato il premier e il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti per la visita allo science park di Pomezia dove è stato isolato e ora viene prodotto il virus anti-Ebola. «Non è vero – ha detto – che le istituzioni sono matrigne, negli ultimi tempi c’è stato un grosso supporto del ministero, della Regione e devo dire che anche in Europa stiamo recuperando l’orgoglio di essere italiani».

Due aziende alle porte di Roma, due esempi di successo di quell’Italia che riparte che il premier Matteo Renzi ha messo al centro della sua «narrazione». Uno storytelling, dice il presidente del Consiglio, con cui non si vogliono «negare i problemi» ma con il quale, sottolinea rispondendo a chi lo critica, si vuole raccontare «la realtà». Come quelle di Ads Group e dell’Irbm, aziende di Pomezia che oggi il premier ha visitato, accompagnato dal presidente della regione Lazio, Nicola Zingaretti. La prima leader nel campo della innovation tecnology: 4 milioni di fatturato nel 2009, oggi 150 milioni, passata da 30 a 1700 dipendenti.

La seconda al top della ricerca biologico-molecolare: la Irbm ha isolato, prima al mondo, il virus Ebola, tanto per dirne una. Anche qui, in 5 anni, si è passati da 1 milione di fatturato a 40 e i posti di lavoro da 22 «in pratica due squadra di calcio», chiosa Renzi, a 250. Posti di lavoro creati anche grazie al Jobs Act. «Una manna dal cielo per gli imprenditori», dice Pietro Di Lorenzo, presidente e ad di Irbm nonchè `leopoldino´ della prima ora. All’Ads lo scorso anno con il Jobs Act sono state fatte 500 assunzioni. «Numeri incredibili», commenta il presidente del consiglio che ha colto l’occasione per annunciare un piano di investimenti, che partirà nelle prossime settimane, di 2,5 miliardi di euro tutti destinati alla ricerca. «L’Italia torna finalmente ad investire».

In mattinata, Renzi prima di andare a Pomezia ha visitato il cantiere della Nuvola di Massimiliano Fucksas all’Eur a Roma. «Il segnale che vorrei dare è che il Paese si sblocca: l’Italia cresce davvero se ripartono gli investimenti e le infrastrutture. Il nostro obiettivo è sbloccare, sbloccare, sbloccare…». L’opera di Fucksas, ha detto il premier, «è un segnale di ripartenza per la città. Sono qui per dire che finalmente è la volta buona perchè la Nuvola diventi operativa e elemento attrattore, ma è anche un messaggio ai giovani architetti e alle aziende». Renzi ha assicurato che sarà presente al taglio del nastro inaugurale previsto entro l’anno, ma verosimilmente entro l’estate, e ha detto che ci sarà al fianco di quello che sarà il futuro sindaco della capitale o, a seconda dei tempi, con lo stesso commissario straordinario Francesco Tronca che lo ha accompagnato nella visita.

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Scritto da Magazine Donna il 03/03/2016 7:12

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