Ricatto finale ad Atene: “Tre giorni e siete fuori”

La frase che segna la fine dell’euro come lo conosciamo, “irreversibile”, per usare le parole di Mario Draghi, è indicata tra parentesi quadre -quindi senza unanimità – alla fine del comunicato uscito dalla riunione dei ministri finanziari Eurogruppo ieri pomeriggio: “Nel caso non venga raggiunto alcun accordo, alla Grecia dovrebbero essere offerti rapidi negoziati per una sospensione dall’ar ea d el l’euro, con la possibilità della ristrutturazione del debito”. Il piano più estremo della Germania diventa una proposta formale che i ministri dell’euro fanno ai loro capi di governo, riuniti nell’Eu-rosummit a Bruxelles. La ristrutturazione del debito, taglio delle somme da rimborsare o almeno allungamento delle scadenze e riduzione degli interessi, può essere concessa al governo di Atene soltanto in caso di “sospensione” dall’euro.

LE RICHIESTE dell’Eurogruppo a Tsipras sembrano pensate apposta per risultare impossibili, “è l’offerta alla Grecia di schiacciare da sola il bottone del Grexit”, riassume il sito finanziario Zerohedge. In tre giorni un Parlamento greco che è ancora traumatizzato dal voto di venerdì notte sulla proposta portata a Bruxelles da Tsipras dovrebbe riformare il Paese per farlo assomigliare alla Germania. La lista è la solita: riforma delle pensioni, riduzione della contrattazione collettiva (i salari li devono decidere le aziende) e maggiore facilità di licenziamento collettivo, nuovo codice di procedura civile, privatizzazioni accelerate.  Secondo l’Eurogruppo, la Grecia ha bisogno di una cifra notevole, tra 82 e 86 miliardi di euro in tre anni. Ne arriverebbero subito 7 per rimborsare la Bce il 20 luglio (Scadono 3,4 miliardi di prestiti) e altri 5 in agosto oltre a un “cuscinetto” tra i 10 e i 25 miliardi per evitare il collasso de sistema bancario ellenico, che è questione di giorni.

QUESTI SOLDI arriverebbero dal Fondo salva Stati Esm cui Tsipras ha presentato formale richiesta, ma le condizioni abbinate sono quanto di più lontano si aspettavano quelli che hanno votato “Oxi” al referendum di una settimana fa. Come previsto dall’Esm, ci sarà un nuovo “memorandum” di accori, come quello stracciato da Tsipras a gennaio, poi in Grecia torneranno il Fondo monetario e la Troika (Fmi, Ue, Bce). Inoltre, a dimostrazione del clima di fiducia, l’Eurogruppo prevede che i beni di maggior valore della Grecia – per 50 miliardi di euro – vengano trasferiti in un fondo in Lussemburgo “per essere privatizzate” sotto la supervisione delle istituzioni. E il fondo è gestito dalla Kfw, cioè la versione tedesca della Cassa depositi e prestiti. In pratica i gioielli della Grecia, quel che ne resta, sarebbero in pegno ai tedeschi e in Lussemburgo. Inoltre ogni “bozza di legge” che riguarda gli argomenti rilevanti per i creditori (cioè tutti) deve essere sottoposta all’approvazione preventiva delle istituzioni – cioè la Troika – prima di arrivare in Parlamento. Il debito non si taglia – niente riduzioni del valore nominale – ma se la Grecia si comporta bene si può concedere qualcosa sui tassi di interesse e le scadenze.

La linea estrema voluta della Germania sembra aver vinto, secondo alcune ricostruzioni venerdì il ministro tedesco Wolfgang Schauble avrebbe interrotto il presidente della Bce Mario Draghi attaccandolo: “Non prendermi per stupido”. Entrambi poi hanno smentito, ma è quantomeno credibile, visto che secondo indiscrezioni di ieri sera ci sarebbe una pressione della Germania sulla Bce per ridurre la linea di liquidità di emergenza al sistema bancario greco così da farlo saltare.

Le prime reazioni che arrivano da Atene, riferite dal Guardian, sono inevitabili: “Consideriamo l’ultimo testo dell’Eurosummit umiliante e disastroso”, dicono fonti governative. Soltanto Mario Draghi è “very supportive”, cioè “di sostegno”.

L’EUROSUMMIT, cioè il vertice dei leader, è proseguito nella notte: al momento in cui il Fatto deve andare in stampa, le indiscrezioni dicevano che la frase sulla sospensione temporanea della Grecia dall’euro sarebbe saltata dal comunicato finale. I mercati oggi daranno il loro responso.

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Scritto da Magazine Donna il 13/07/2015 5:17

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