Ricomincia la scuola, ecco cosa cambia

Tutti in classe, oggi si torna a scuola. E’ l’anno scolastico della riforma, in cattedra c’è la contestata Buona Scuola. A fare da apripista saranno i ragazzi degli istituti di Bolzano. Poi a scaglioni sarà la volta del Molise, mercoledì, e di tutte le altre regioni tra il 14 e il 16 settembre. Ma ad attendere docenti e studenti, quest’anno, c’è la scuola della legge 107: la riforma contestata per mesi, in parte rimandata di un anno e in parte avviata tra assunzioni e defezioni. Ma, allora, che cosa troveranno di diverso in classe gli 8 milioni di studenti e le relative famiglie?

CAMBIO DI ROTTA Per quanto riguarda la didattica, parte il potenziamento di materie specifiche per i diversi gradi di studio. Un cambio di rotta per le scuole italiane in cui le lezioni punteranno da un lato verso la modernità e dall’altro verso lo studio della tradizione. Innanzitutto l’approfondimento della lingua inglese che, dalle elementari, diventerà sempre più importante fino all’ultimo anno delle superiori dove, ad attendere gli studenti prossimi alla maturità, ci sarà il Clil: la metodologia con cui si studia una materia non linguistica in lingua inglese. Una novità che sarà parte integrante dell’esame di Stato e che, nei licei linguistici, parte dal terzo anno. Il Clil verrà inserito gradualmente anche nelle scuole medie. Saranno potenziati anche lo sporte l’informatica, l’arte e la musica, legge, diritto ed economia. Le materie, raccolte poi nell’innovativo curriculum digitale, e i relativi docenti saranno scelti in base al nuovo piano dell’offerta formativa che da quest’anno avrà durata triennale: nel mese di ottobre verrà redatto quello relativo al triennio 2016-2019.

IL PIANO STRAORDINARIO Una rivoluzione legata però a filo doppio con il potenziamento dell’organico, contenuto nella cosiddetta fase C del piano straordinario di assunzioni che vedrà entrare di ruolo circa 55mila docenti entro la metà di novembre. Sarà scelto dai presidi in base alle necessità dei singoli istituti, dal prossimo anno anche tramite la chiamata diretta. Secondo le stime del Miur, ognuna delle 8000 scuole italiane riceverà 7 docenti in più. Ma la prossima e ultima tranche di assunzioni rientra però nel capitolo dei problemi legati all’avvio della scuola: paradossalmente la fase B, che si chiuderà l’11 settembre, ha generato un polverone di polemiche con l’immissione di 9000 docenti sui 16210 posti disponibili. Nelle graduatorie ad esaurimento e da concorso mancano infatti gli abilitati necessari alla scuola. Senza contare che, dei 9000 prescelti, ben 7000 dovranno spostarsi in altra regione dal Sud al Nord. I 7200 posti rimasti vuoti, invece, andranno a supplenza annuale così come accadrà anche ai posti che rimarranno scoperti anche dopo la fase C.

«Assistiamo al flop del piano di assunzioni – denuncia l’Anief- che assume solo 80mila dei 150mila docenti annunciati un anno fa». Dalla presentazione della Buona Scuola all’approvazione della legge 107 le stime di assunzioni erano già scese infatti da 150mila a 100mila. Peril ministro Giannini si tratta invece solo del primo passo: «Entro il 2016 – ha assicurato – assumeremo 170 mila docenti, anche con il concorso». Tra le maggiori novità per i precari c’è infatti il bando del concorso, pronto entro il 1 dicembre, per altri 70-80mila posti con modalità di selezione tutte da decidere. Sul fronte delle risorse economiche, il Fondo di funzionamento delle scuole viene raddoppiato rispetto al 2014 passando da 111 milioni a 233 milioni mentre alla manutenzione scolastica, legata ai controlli su intonaci e controsoffitti, sono stati stanziati 40 milioni di euro.

FacebookTwitterGoogle+
Scritto da Magazine Donna il 07/09/2015 6:38

Comments

  1. Non è un po presto x giudicare la buona scuola visto che non è ancora iniziata? Rispetto a prima cos è cambiato? Anche prima il sud veniva al nord e per andare a scuola bisognava sciropparsi un sacco di km! Prima,la scuola era come un ingorgo inestricabile,farraginoso e lento benché dietro le quinte gli addetti ai lavori fossero instancabili…adesso vedremo! Quello che è certo è che chi ha concepito questa riforma di carne al fuoco ne ha messa tanta, inevitabile qualche bruciaccatura,ma stiamo a vedere prima di giudicare…

    1. Lei deve essere una renziana sfegatata. Renzi sta distruggendo quel poco di sano che poteva servire per ricostruire un paese in rianimazione. Quello che meraviglia è che c’è ancora chi crede a questo burattino.

  2. Buon metodo per ringiovanire il settore;-)…un tempo se volevi lavorare fabbrica eri ben conscio che ti saresti dovuto trasferire……diventando insegnante invece sapevi di poter rimanere “a casa”…..i tempi cambiano…..d’altronde ora per lavorare come operaio alla catena di montaggio devi trasferirti nell’Eu dell’est!…..Basterebbe a volte parlare chiaro……l’Europa ci obbliga a fare cosi’…..la scuola per decenni ha vissuto in un mondo a parte e ora si deve adeguare…..nn mi stupirei se venisse fornito all’ insegnante un badge e dovesse timbrare le sue 6h e 40 giornaliere!……Naturalmente chi si trova nel vortice di una riforma ci rimette sempre! A.C.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *