Rifiuti, il Pd ligure: “Per la differenziata servono impianti, non ecotasse”

Le principali categorie di rifiuti che nei primi nove mesi del 2015 hanno visto un maggiore incremento di raccolta differenziata sono vernici + 234, 14%, imballaggi in vetro + 210,38%, toner e cartucce esaurite + 177,96%, imballaggi contaminati 72,52%, batterie di provenienza urbana 65,65%, sfalci e potature + 42,19%.

Il valore aggiunto di questa banca dati è il raggiungimento del massimo livello di disaggregazione, che va dal singolo comune al dato nazionale. L’unica cosa con cui ci troviamo d’accordo è la necessità di aumentare le percentuali della raccolta differenziata, portandole al 50% nel 2016 e al 65% nel 2020″: “lo ha affermato il Gruppo Pd tramite una nota. È cresciuta anche la produzione nazionale di rifiuti urbani, che si è attestata a circa 29,7 milioni di tonnellate.

Con 6 anni di ritardo, nel 2014 l’Italia raggiunge l’obiettivo 2008 del 45,2% di raccolta differenziata (13,4 milioni di tonnellate), segnando un aumento di 3 punti percentuali rispetto al 2013. 11 sono localizzate nel Nord Italia (5 in Veneto, 2 in Piemonte, 1 in Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Lombardia e Emilia Romagna) 1 nel Centro (Marche) e 2 nel Sud (Campania e Sardegna). Tra le regioni del Centro, bene per Marche (57,6 %) e Umbria (48,9%), che superano il 45%. Finisce però ancora in discarica il 31% dell’immondizia.

Pur confermando il primato del Nord, i dati mostrano una riduzione del divario fra le tre macroaree del Paese: infatti, rispetto ai dati del 2013, la crescita maggiore si rileva per le regioni del Centro Italia con un aumento percentuale, tra il 2013 e il 2014, pari all’11,7% (+283 mila tonnellate); al Sud la crescita è del 7,5% (+203 mila tonnellate) mentre al Nord del 5,6% (+412 mila tonnellate). Al Nord si raccolgono 281 kg per abitante per anno (+15 kg rispetto al 2013), mentre al Sud sono 139 kg per abitante per anno nel Sud (+10 kg). Tutte registrano un aumento, seppur con percentuali diverse, ad eccezione del Piemonte. Ad un passo dall’obiettivo del 50% e’ il comune di Milano (49,9%) con un incremento di 7,4 punti rispetto al 2013. Tra le regioni del Centro si rileva una percentuale di raccolta pari al 44,3% per la Toscana mentre il Lazio si ferma al 32,7%. Al Sud, buoni risultati per l’Abruzzo, la cui percentuale è pari al 46,1%. La Basilicata e la Puglia si collocano al 27,6% e al 25,9%, mentre al 22,3% è il Molise.

Il 56,6% dei rifiuti esportati (182 mila tonnellate) viene avviato a recupero di energia, il 41,6% è recuperato sotto forma di materia (134 mila tonnellate) e solo l’1,9% (6 mila tonnellate) è sottoposto ad operazioni di smaltimento. I più bassi livelli di raccolta differenziata, inferiori al 10%, si osservano, invece, per le province siciliane di Enna (6,1%), Palermo, Siracusa (entrambe al 7,8%) e Messina (8,4%).

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Scritto da Magazine Donna il 30/10/2015 7:55

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