Rissa Fmi-Ue. Tsipras gode però è in default

L’euro è irreversibile? Vedremo. La confusione sotto il cielo della moneta unica ha i colori del fumo: grigio molto intenso. Per dirla bene non si capisce più nulla. Si vedono le fratture sempre più profonde nel governo e nella maggioranza che sostiene Tsipras (tre deputati hanno cambiato casacca per dire si al referendum). Ma questo è niente perchè all’interno della troika è scoppiata la bomba nucleare. Il Fondo Monetario Internazionale ha rotto il fronte dichiarando inso-stenbile il debito della Grecia. Dice che per andare avanti Atene avrà bisogno di 50 miliardi entro il 2018 cui aggiungerne altri dieci per chiudere il passato. Per Alexis Tsipras, in debito d’ossigeno perchè sommerso dalle critiche, è stato il bacio della fata turchina. Si è precipitato ai microfoni dichiarando che serve un taglio del 30% sul valore del debito e una moratoria di almeno vent’anni. Avesse detto che la Grecia non vuole più pagare avrebbe fatto prima.

L’analisi del Fondo monetario certamente non sono piaciute a Bce e Ue. Avrebbero gradito che lo studio non uscisse tre giorni prima del voto. Aquanto pare sono stati gli Stati Uniti a insistere. Perché? Perchè Obama non la pensa come la Merkel e il Fondo vuole tirarsi fuori il più velocemente possibile dal pantano greco. Dichiara la situazione insostenibile ed è pronto a fare le valigie. Che ci pensino gli europei a smaz-zarsi la rogna del Peloponneso. Le domande sul tappeto diventano due: conviene all’Europa salvare Atene? E se alla fine la politica imponesse logiche contorte a chi toccherebbe pagare? Il problema è tutto qui. Il Fondo monetario non vede l’ora di tornarsene a casa.

Non vuol perdere soldi in Grecia e si aspetta di riportare a casa quelli che ha già versato. Fa affidamento sul rifinanziamento globale delle partite con Atene. Le perdite se le accolleranno gli europei. Restano da capire le ragioni della svolta? Per capire bisogna scavare nelle dinamiche interne. L’attuale direttore Christine La-garde, è in scadenza. Cerca la conferma e, per averla, dovrà fare i conti con una realtà totalmente nuova. Finora, infatti, la carica era sempre stata assegnata ai francesi. Ora però i Paesi emergenti scalpitano perché vogliono una rappresentanza adeguata al loro peso economico. L’eventuale scivolone sulla Grecia rappresenta l’occasione per il ribaltone. Se il Fmi non recupera i soldi che ha prestato ad Atene la carriera della Lagarde arriva al capolinea. In ogni caso è escluso che quelle casse si aprano ancora.

L’Europa dovrà fare da sola. Ma attraverso quali modalità e con quale impatto sull’ opinione pubblica? È mai possibile finanziare ancora un debitore moroso? Soprattutto dopo che il Fondo Europeo salvastati ha dichiarato il default di Atene per ilmanca-to rimborso della rata al Fmi. Certo sappiamo bene che le vie della finanza sono infinite. Una parte dei nuovi finanziamenti serviranno a pagare debiti vecchi. Le scadenze potrebbero essere allungate e i tassi tagliati. La realtà dei numeri però dice una verità dura come il granito: la Grecia è fallita. Il resto sono chiacchiere. In caso di default greco l’Italia perderebbe 58,5 miliardi secondo i calcoli fatti dal quotidiano Frankfurter Allgemeine Zeitung. A rimetterci di più sarebbe la Germania (87,6 miliardi). Subito dopo la Francia(67 miliardi). Nella suddivisione procapite sarebbero invece i cittadini dei Paesi Bassi i più penalizzati (1.126 euro ciascuno), seguiti dagli austriaci (1.088 euro) e dai tedeschi (1.085 euro). Ogni italiano rischierebbe, scrive Faz fino a 565 euro di perdite.

Gli Stati europei prima di dare nuovi finanziamenti ad Atene dovranno dunque prestare molta attenzione. L’opinione pubblica è già inferocita per tutti i soldi buttati in questa fornace. È il caso di metterne ancora con la certezza assoluta di non vederli mai più tornare indietro? Siamo proprio sicuri che ne varrebbe la pena? E soprattutto: come potrà il governo far digerire agli italiani, già inseguiti dalle tasse, dall’Imu, dalla Tasi e da tutto il resto che devono fare ancora uno sforzo aggiuntivo per sostenere la Grecia e tenere integra l’area euro? Missione impossibile. Ecco perché non è prudente scommettere sull’ irreversibilità della moneta unica.

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Scritto da Magazine Donna il 04/07/2015 5:29

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