Roma, per il Campidoglio le patate bollenti di rimpasto, Atac e degrado

ROMA Insoddisfatta dopo l’incontro con il sindaco Marino, Sel ha dichiarato che “allo stato attuale” resterà fuori dalla giunta, dando appoggio esterno a quel “monocolore Pd che si deve assumere le sue responsabilità”, come afferma Paolo Cento, neo responsabile romano di Sel.

Roma da estate bollente, tutta da rinnovare, attraverso gli occhi del Campidoglio. Il sindaco Marino è alle prese con parecchie gatte da pelare, alla vigilia del Giubileo. Per martedì è fissata la scadenza del rimpasto di giunta dopo tutti i traumi politici che hanno caratterizzato gli ultimi giorni. E poi c’è la questione Atac, i problemi con Pd e Sel, i volti noti della cultura romana che chiedono un sussulto d’orgoglio contro il degrado che ha invaso l’Urbe. A smuovere le acque l’addio turbinoso degli assessori Guido Improta e Silvia Scozzese. Il primo le aveva rassegnate già da diverse settimane, ma era rimasto al suo posto anche per le continue sollecitazioni in tal senso. Poi però è arrivata l’ultima ondata di caos sui trasporti romani, e lo stesso sindaco Marino ha attribuito all’assessore parte della responsabilità chiedendogli di lasciare l’incarico, insieme a tutto il cda dell’Atac. Forse inattese invece le dimissioni dell’ormai ex assessore al Bilancio, Silvia Scozzese, che non ha addotto motivi personali o di circostanza, ma ha puntato il dito contro un sistema che non gradiva: la pratica degli affidamenti diretti che, a suo dire, continuerebbe ancora. “C’è un ritardo nel fare le gare – ha affermato – e ho chiesto lumi agli uffici perché per rispettare il piano di rientro bisogna indire gare in tempi rapidi. Se gli uffici non riescono a compiere questi atti si continua in proroga e quindi con gli affidamenti diretti. E dunque non si rispettano gli obiettivi del piano di rientro che a fatica siamo riusciti a portare a casa e a far approvare con un anno di anticipo”. Per l’assessore intorno a lei c’era un clima di ostilità, che lei attribuisce  alla sua volontà di adottare procedure trasparenti.

Su Roma pende il ‘verdetto’ del ministro dell’interno Angelino Alfano sul sempre meno probabile scioglimento per mafia del Campidoglio, ma il sindaco d’intesa con il commissario del Pd Roma Matteo Orfini, sembrerebbe orientato a far nascere la nuova giunta entro il 28 luglio. Anche perché il premier Renzi è atteso alla Festa dell’Unità romana, e i nodi tra lui e Marino sono molti, così che il sindaco vuole mandare un rapido messaggio di risposta all’ultimatum: “o governa o a casa”.

Tra gli scenari possibili del rimpasto, quello dell’uscita di Sel dalla giunta per rifugiarsi nell’appoggio esterno era già considerato tra ipiù probabili. In questo caso vanno senz’altro riempite le caselle di vicesindaco, bilancio e trasporti (non roba da poco per Roma) ma non molto di più. Tra le ipotesi più accreditate il rientro dell’ex assessore veltroniano Causi come possibile vicesindaco e con delega al bilancio. Altro candidato vicesindaco è Marta leonori, già in giunta. Secondo scenario – al momento apparentemente scartato – il rientro a pieno titolo della sinistra nella maggioranza di Marino, ma con equilibri tutti da ricostruire.

La poltrona più scomoda in questo momento sarà quella alla Mobilità. Marino ha annunciato una rivoluzione all’Atac con l’azzeramento del Cda e, forse di 10 dirigenti, dopo il caos trasporti che, tra guasti e scioperi bianchi da un mese sta sfiancando i romani. Situazione che il caldo non aiuta certo a smontare, mentre il prefetto Gabrielli è arrivato a precettare martedì autisti e macchinisti per scongiurare uno sciopero di 24 ore. Risultato, animi sempre più accesi e cima sempre più incandescente, non solo dal punto di vista meteorologico.

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Scritto da Magazine Donna il 27/07/2015 19:59

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