Salvini al Colle fa il moderato: sì alle riforme

Secondo alcuni in questo Matteo Salvini assomiglia molto a Silvio Berlusconi. Camaleontico nel cambiare immagine e contenuti a seconda dell’interlocutore di turno. Sempre in felpa o T- shirt, il leader leghista qualche tempo fa stupì tutti indossando completo, giacca e cravatta per partecipare a una cena con imprenditori. Lo stesso è accaduto due giorni fa, quando Salvini è salito al Quirinale per interloquire con Sergio Matta-rella.

Qui la trasformazione del leader leghista non si è coniugata solo nell’abito, ma soprattutto nei temi. A sorpresa, infatti, Salvini si è dichiarato disponibile a fare la sua parte sulle riforme. Musica per le orecchie dell’inquilino del Colle che ha fatto trapelare “soddisfazione” per l’incontro. Anzi, l’i m-pressione è che il segretario leghista abbia detto una serie di cose a Mattarella proprio perché Renzi intenda. “Il premier non può andare avanti da solo senza coinvolgere mai nessuno, altrimenti salta tutto. Perda un po’ della sua arroganza e venga a parlare con noi brutti e cattivi”, ha spiegato Salvini al capo dello Stato. Esternando la disponibilità del Carroccio a sedersi attorno al tavolo col governo per migliorare delle “pessime riforme”. “La nostra priorità sono le pensioni e il lavoro. Addirittura siamo disposti a partire dalla riforma Damiano per superare la legge Fornero. Ma siamo aperti al dialogo su tutto, compresa riforma del Senato e Italicum”, ha spiegato il giovane segretario al presidente.

CHE LA LEGA abbia deciso di diventare adulta? “Per la verità sono mesi che dalle tv Salvini invita Renzi al dialogo, ma il presidente del consiglio finora non ci ha mai degnato di uno sguardo”, racconta il senatore Raffaele Volpi, regista dell’operazione dello sbarco al Sud con la lista Noi con Salvini. “Se invece il premier pensa di andare avanti con quattro senatori reclutati in tabaccheria, allora buona fortuna, ma così l’esecutivo andrà a sbattere”, aggiunge il leader leghista, riferendosi alla prossima nascita di un gruppo verdiniano a Palazzo Madama. Farà sul serio, o trattasi di pantomima per mostrare al Paese una Lega dal volto responsabile? “La situazione italiana è talmente grave che non giochiamo su queste cose. Se diciamo che siamo disponibili al dialogo sulle riforme non è una finta ma la realtà”, continua Volpi.

Salvini, dunque, in questo sembra seguire in pieno la lezione del vecchio leone Umberto Bossi, che prima sbraitava contro Roma ladrona e inneggiava alla secessione, ma poi, se c’era da trattare, era il primo a sedersi al tavolo. Salvo poi farlo saltare se le cose prendevano una brutta piega. Al Quirinale questo Salvini “costruttivo e istituzionale” è stato molto apprezzato. Tanto che i due si sono ripromessi di rivedersi presto. “In questo momento Salvini si sente in una posizione di estrema forza – racconta una fonte leghista – Dopo la fine del Nazareno Berlusconi e Forza Italia politicamente non esistono più e lui si sente l’unico in grado di fare il bello e il cattivo tempo nel centrodestra. Come bastonare Renzi tutti giorni ma pure gettargli l’amo sulle riforme”.

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Scritto da Magazine Donna il 17/07/2015 6:27

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