sempre più Dive si dichiarano bisessuali

La bisessualità è come il blazer: elegante ma non impegna». La battuta, che circola a Parigi, è perfetta per descrivere il nuovo modo di amare dei venti-trentenni: via le etichette, via le distinzioni di genere, quel che conta è la persona di cui ci si innamora, maschio o femmina che sia. In realtà anche il termine bisessuale è desueto: meglio parlare di sessualità fluida, flexisexual, bi-curious, oppure bi-cool. A fare da apripista, come sempre, le star. «Sono pronta a qualsiasi cosa che coinvolga un adulto che possa dimostrarmi amore. Tutto ciò che è legale mi va bene», ha detto, con la solita dose di irriverenza, Miley Cyrus. Che infatti è passala con non chalance dalla storia con Patrick Schwarzenegger, figlio di Arnold, alla passione per la modella Stella Maxwell. Ma anche la lanciatissima (e meno scandalosa) Cara Delevingne, protagonista del film Città di carta, rifiuta le etichette. E se un tempo flirtava con Harry Slyles degli One Direction, ora è fidanzatissima con la cantautrice americana St. Vincent. «Sono giovane, mi diverto, le persone non dovrebbero avere paura della mia sessualità», ha detto in un’intervista. Per poi chiarire al New York Times: «Questa non è una fase. Sono quello che sono».

TRA TRE-QUATTRO ANNI SARANNO TUTTI COSÌ L’elenco delle dive fluide è lungo: Kristen Stewart, la star di Twilight, dopo la tormentata love story con Robert Pattinson è volata tra le braccia della sua assistente Alicia Carlige. «Non cercate di etichettarmi, faccio quello che voglio. E fra Ire-quattro anni tutti faranno così», ha detto lei. Nel club, troviamo anche Lily-Rose, figlia di Johnny Depp e testimonial di Chanel, la super trasgressiva Lindsay Lohan, Michelle Rodriguez (che può vantare un flirt con Cara Delevingne) e Ireland Baldwin, figlia di Kim Basinger. Attenzione, però. Qui non stiamo parlando solo di un vezzo in voga tra  celebrities. Secondo un sondaggio realizzato in Gran Bretagna da YouGov, il 43 per cento dei ragazzi tra i 18 e i 24 anni non si definisce né eterosessuale, né gay, ma si colloca tra i due poli. In Italia, l’unica statistica che abbiamo è quella dell’lstat del 2012, secondo cui un milione di italiani si dichiara omo bisessuale, e altri due milioni hanno ammesso di aver provato almeno una volta attrazione o avuto rapporti con persone dello stesso sesso.«E un fenomeno molto diffuso», commenta la psicoterapeuta Maria Rita Parsi. «Un tempo c’era l’amica o l’amico del cuore. Si stava sempre insieme, si faceva tutto insieme e l’attrazione veniva sublimata. Oggi la sessualità non la sublima più nessuno: l’indicazione che ci arriva dalla società e dai modelli culturali è che bisogna sperimentare, essere aperti a tutto».

SONO PROVE AD ALTO TASSO DI NARCISISMO«È cambialo il modo di amare», sottolinea Laura Turuani, psicoterapeuta all’Istituto Minotauro di Milano, autrice di Narciso innamoralo e Mamme avatar (Bui). «L’amore romantico, e soprattutto l’idea del percorso cop- pia-matrimonio-genitorialità, sono stali accantonati. Nella coppia tutto può accadere, senza sensi di colpa. E lutto viene visto come reversibile: si sta insieme finché funziona. Certo, c’è un’alta componente di narcisismo: l’altro mi serve a conoscere me stesso, il mio corpo, a fare un pezzo di strada. Si pensa a prendere, più che a dare». Ma benché Cara Delevingne affermi che la sua non è solo una fase, per la maggior parte dei giovani lo è. «E un momento esplorativo, ma non può durare per sempre», osserva la sessuologa Roberta Giommi. «A meno di non vivere in una fase di perenne instabilità, prima o poi qualcosa va definito, un partner va scelto».Quello che colpisce è il silenzio assordante degli uomini. Se cantanti e attrici fanno a gara per dichiararsi «fluide», i colleglli maschi se ne guardano bene. «Perché pensare a due donne che stanno insieme è molto eccitante», spiega Laura Turuani. «Mentre due uomini vengono incasellali come omosessuali. In tanta modernità e sperimentazione, alla fine i vecchi retaggi culturali pesano, eccome».

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Scritto da Magazine Donna il 10/09/2015 13:40

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